Se fossi Mark Shuttleworth, direi al Governo…

11-05-2007

[Edit: la mia fantasiosa lettera firmata Mark è stata modificata, anche in considerazione dei suggerimenti ricevuti, che aggiungo conttrassegnandoli con il colore rosso e elimino così.. vedete voi se vi piace di più! Non ho ELIMINATO la critica a Microsoft, che però fa parte NON della proposta in sè, ma di un “commento” allegato]

Immaginiamo per un momento che io non sia Simone Brunozzi, ma Mark Shuttleworth, e che sia chiamato a portare una proposta concreta al governo, in contrasto con quella siglata pochi giorni fa con Microsoft.
Quello che segue è una mia pura speculazione.

Spettabile Governo Italiano,

sono Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical Ltd., che a sua volta ha fondato Linux Ubuntu (una “distribuzione”, o versione <_di Linux_>) nel 2004.
Attualmente Ubuntu è la distribuzione Linux più diffusa al mondo, ed è utilizzata sia in ambito domestico, che in ambito professionale ed Enterprise.
Nella prima parte di questa mia missiva desidero commentare l’attuale situazione, nella seconda parte parlerò esclusivamente della proposta di Canonical al Governo Italiano.

Ho appreso con tristezza che il Governo Italiano ha siglato un accordo con Microsoft, riguardante la creazione di tre Innovation Center, finanziati soprattutto con le tasse dei cittadini, i quali hanno votato l’attuale Governo anche in considerazione del programma elettorale che prevedeva ampio spazio all’Open Source e ai formati aperti.

Vorrei innanzitutto chiarire una cosa importante: Microsoft è una azienda e, come tutte le altre, persegue il proprio profitto in maniera legale, salvo diversamente dimostrato.
Questo significa che non accetto la “demonizzazione” di Microsoft di cui si fanno portavoce alcune persone del panorama informatico italiano, per due motivi: primo, le azioni di Microsoft sono di solito legittime e legali; secondo, in tale maniera perde di credibilità chiunque proponga alternative a Microsoft.

L’accordo in oggetto, quello Microsoft – Governo, stona con il programma elettorale della maggioranza di Governo, per vari motivi.
Dapprima nelle premesse
si azzarda a dichiarare dichiara qualcosa di ben lontano dal vero non sostenuto da prove confortanti:
“Le società del gruppo Microsoft sono a favore di una politica di neutralità tecnologica dove tutti possano ugualmente avere la possibilità di accedere al mercato e che il gruppo è parte attiva a livello internazionale per promuovere iniziative rivolte alla interoperabilità dei sistemi, indipendentemente dalle tecnologie usate.”

Questa affermazione è facilmente criticabile: il sistema operativo Microsoft, il noto Windows, è a codice chiuso e proprietario. I formati usati da Office sono chiusi e proprietari. L’unico settore in cui Microsoft ha iniziato ad “aprire i codici” è quello licenziato in “shared source“, che è ancora lontano da un modello realmente aperto, quale ad esempio quello delle licenze GPL o BSD. Vogliamo poi ricordarci di Internet Explorer? Di Windows Media Player?

Nel seguito, poi, il Governo sostiene un accordo in cui Microsoft impegna una cifra ridicola di denaro poco significativa (circa 245.000 euro annui, per tre anni) da corrispondere in maniera non precisata:
“erogazione di fondi e la messa a disposizione, anche tramite terze parti, sulla base delle necessità specifiche di prodotti hardware, software, servizi di supporto tecnico, attività formative, materiale didattico nonché il coinvolgimento di personale”

Molto tristemente, aAccadrà che questi tre centri per l’innovazione avranno sicuramente bisogno di licenze software Microsoft, per un importo che si avvicinerà molto, o supererà, questa soglia di 245.000 euro annui, rendendo di fatto tutta l’operazione economicamente profittevole per Microsoft, senza poi considerare gli ulteriori vantaggi in termini di immagine, effetto sul mercato, ricaduta sulle abitudini degli utenti e sui legami commerciali con i partner locali.

La prima critica, quindi, è che il Governo abbia siglato un accordo sospettosamente eccessivamente favorevole per Microsoft, regalando di fatto tante cose.

La seconda critica è che questa iniziativa non fa nulla per diffondere l’Open Source e i formati aperti o gli altri bei paroloni sbandierati in campagna elettorale. Purtroppo la stessa opposizione di Governo tace al riguardo, invece di difendere il voto dei cittadini.

A questo punto mi sento di mettere sul piatto della bilancia una controproposta, che spero verrà attentamente vagliata dal Governo, ed eventualmente messa in pratica.accettata.

Proposta di Canonical Ltd. al Governo Italiano

Canonical Ltd. ha rilasciato Ubuntu con una licenza estremamente aperta e democratica, la licenza GPL. Questa licenza permette a chiunque di modificare il software e di utilizzarlo gratuitamente, a patto che tutte le modifiche vengano rilasciate sotto la stessa licenza.
Si tratta, pertanto, di una Piattaforma Comune sulla quale chiunque può costruire un prodotto, un servizio, un software, un applicativo, senza mai temere aumenti di royalties, divieti di sviluppo, o qualsiasi altro vezzo da parte di una azienda estranea.
Ubuntu fornisce di base degli applicativi che si basano su formati di documenti aperti, come la suite per ufficio OpenOffice, paragonabile a Microsoft Office ma con costi di licenza nulli.
Ubuntu, inoltre, è praticamente immune da virus e malware, rendendo di fatto l’utilizzo del computer molto più sicuro e indolore.
Un altro enorme vantaggio di Ubuntu è la sua comunità di utenti, sempre disposta ad aiutare e sostenere gli utenti che desiderino apprendere l’utilizzo di questo sistema.

Questa premessa serve per focalizzare l’attenzione sul fatto che Ubuntu rappresenta lo strumento ideale per le Pubbliche Amministrazioni italiane.
Non è una semplice alternativa a basso costo di Windows: si tratta invece di uno strumento simile, ma migliore. E’ come una nuova auto fiammante e gratuita, paragonata ad una vecchia e inquinante.

Canonical Ltd. si rende disponibile per incontrare il Governo Italiano al fine di pianificare, in un arco ragionevole di tempo che potrebbe essere di 36 mesi, una completa migrazione di TUTTI gli apparati informatici verso la piattaforma Ubuntu., iniziando da una graduale migrazione verso OpenOffice – Firefox – Thunderbird in ambiente Windows, per poi passare alla migrazione vera e propria del sistema operativo.

Canonical è a disposizione per la formazione del personale tecnico, l’eventuale assistenza per risolvere problemi di natura tecnica, e mette a disposizione anche tutto il tessuto di imprese italiane che già lavorano con Ubuntu nel settore privato, e che hanno competenze in grado di fornire nel territorio servizi di assistenza e di implementazione.

Di più: in caso di accordo positivo, Canonical si impegna anche a istituire una certificazione ufficiale per quelle aziende che desiderino lavorare con il settore pubblico, in modo da garantire la qualità e la competenza delle persone coinvolte.
Per quanto riguarda l’hardware, Canonical si impegna a stringere accordi con i principali venditori di hardware per offrire alle Pubbliche Amministrazioni italiane dei computer già certificati per l’uso, e perfettamente funzionanti.

Voglio sottolineare che per tutte le applicazioni utilizzate nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni, Ubuntu è in grado di offrire una soluzione valida e funzionante.

In questo modo l’Italia sarebbe in grado di risparmiare centinaia di milioni di euro ogni anno, offrendo al contempo ai cittadini italiani la trasparenza dei dati, non più legati a formati proprietari, ed educandoli al tempo stesso ad un corretto uso del mezzo informatico, privo delle restrizioni di una logica “proprietaria” ormai in declino.

Certo di ricevere un vostro commento al riguardo, porgo i miei più cordiali saluti.

Mark

Come già detto all’inizio, si tratta di una mia speculazione.
I vostri commenti, tuttavia, sono più che graditi.

Potete partecipare alla discussione anche nel forum italiano:
http://forum.ubuntu-it.org/index.php?topic=85344.0

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28 Responses to “Se fossi Mark Shuttleworth, direi al Governo…”

  1. Gianni Says:

    Simone…ma peerché non la mandi prima a Mark?

  2. bautz Says:

    Esatto!
    Potresti inviare il testo in inglese a Shuttleworth e vedere se può mandarla

  3. ubuntista Says:

    Ciao!
    Prima di mandarla a Mark, gradirei avere suggerimenti e migliorie da voi… la perfezione si raggiunge in gruppo :-)

  4. Fabrizio Balliano Says:

    il discorso è complesso, lo condivido appieno ma purtroppo dobbiamo faticare per scrollarci di dosso l’idea che “quelli di linux ce l’hanno con windows” che in parte è vero ma non possiamo accettare che la filosofia del software libero sia ridotta a questa idea…

    detto questo c’è un punto della mail un po’ antipatico: “che il Governo abbia siglato un accordo sospettosamente favorevole per Microsoft, regalando di fatto tante cose” dove difatto stiamo accusando in maniera un po’ tendenziosa.

    e poi ancora: “Ubuntu rappresenta lo strumento ideale per le Pubbliche Amministrazioni italiane” non vorrei che qui invece passasse il tutto come messaggio quasi pubblicitario, diciamo che questa conclusione dovrebbe essere automatica per chi ha letto la parte precedente (ok sappiamo che non è così, tristemente)

    inoltre direi che esistono già sul territorio italiano aziende affiliate ubuntu (e scusa ci ho messo un po’ di pubblicità per me hehehe) e che altre ce ne saranno in futuro. Direi che se la PA usasse software libero non solo ne beneficerebbe la PA stessa ma anche tutta la comunità di riflesso (+ utenti, + sviluppatori, + software) e che questo è quindi un modo etico di impiegare il denaro pubblico. Direi inoltre che molti altri governi/paesi in tutto il mondo stanno passando con successo al software libero.

    difficile la comunicazione e non sono mai stato troppo bravo però Mark lo è e magari chissà che leggendo la tua idea…

    fabrizio

  5. ubuntista Says:

    ottimo spunto, Fabrizio.
    Però io pensavo ad una certificazione “ad hoc”, che potrebbe anche essere un modello esportabile in tutta la comunità europea.
    Sui tuoi commenti:
    – la critica all’accordo non la vedo tendenziosa, ma supportata da considerazioni ragionevoli: 1M di dollari in tre anni si “rifanno” con 2500 licenze windows + office… in tre anni non sono poi tante!
    – “ubuntu rappresenta lo strumento ideale” è per ratificare :-)

    Spero davvero che si riesca a portare al SABDFL un documento interessante… questa è solo una prima bozza…

  6. Fabrizio Balliano Says:

    hehehe dai tendenziosa l’ho detto per esagerare, lo sai che sono d’accordo però se fosse veramente un accordo a favore di microsoft senza aver fatto bandi o cose simili… immagino sarebbe illegale quindi equivarrebbe a accusarli di qualche reato.

    sulla certificazione pienamente d’accordo, canonical comunque sta già cambiando completamente il sistema di partnership per cui non sarà così facile diventare affiliati/partner, diciamo che sarà una sorta di certificazione

    parte delle discussioni col team di trademark ubuntu (e oggi ho scritto anche a Mark) deriva proprio da qui…

  7. Fabrizio Balliano Says:

    ecco ho trovato quello che aveva detto mark:

    I do not want to position Ubuntu and Linux as a cheap alternative to Windows … While Linux is an alternative to Windows, it is not cheap Windows. Linux has its own strengths, and users should want it because of those strengths and not because it’s a cheap copy of Windows

    a me sembra giustissimo

  8. ubuntista Says:

    Giusto che Linux non sia un semplice rimpiazzo di Windows.
    Mi permetto di modificare il post “accordingly”. :-)
    Grazie!

    Spero che la faccenda Trademark vada a finire bene… non ho tutti i dettagli, ma da quello che intuisco sono completamente d’accordo con te.

  9. Fabrizio Balliano Says:

    appena riesco a ottenere una risposta chiara pubblico tutto, non vorrei per ora scrivere cose vere solo a metà. ciao!

  10. Mattia Says:

    io sono sempre stato favorevole ad un passaggio in massa della PA al software libero (come anche le segreterie scolastiche), ma ho notato che fanno un largo uso di software vetusto, solo per windows e soprattutto funzionante da molto tempo. Ora, non so se c’è tutta questa voglia di riscriverlo (con conseguenti bachi) per renderlo compatibile con Linux.

  11. Gianni Says:

    @Mattia

    Quindi preferisci pagare con le tue tasse del software proprietario?

  12. Francesco Says:

    Tutta la prima parte puo’ essere mandata tranquillamente da Simone Brunozzi e da tutti gli Ubuntisti. Perche’ no? Io la sottoscrivo in pieno e magari me ne approprio sul mio blog a breve!

    La seconda parte puo’ essere gestita in due modi diversi: (1) pubblicata in inglese su di un forum vicino a Canonical con una “request for comments” pubblica (2) inviata direttamente a Canonical|Mark dicendo “parliamone”

    Va benissimo raffinare la cosa qui, ma potrebbe essere utile ampliare il discorso. Giusto due osservazioni al volo:

    1) perche’ proporre “in toto” la migrazione? non abbiamo conoscenze sufficienti sulle esigenze della PA; magari si potrebbe proporre la migrazioni delle postazioni di lavoro standard per l’office automation (sullo stile di quanto fatto dal parlamento francese)

    2) si potrebbe proporre un percorso di migrazione morbido (con l’introduzione di software open come OpenOffice e Firefox anche su piattaforma Wintel)

    In quanto ad una certificazione “Ubuntu” o “Canonical” nutro forti dubbi ma magari ci penso meglio :)

    Ciao, francesco

  13. lashbg Says:

    Io preferire non ci fosse un azienda “esterna” nella diffusione di linux nella PA questo porterebbe solo a togliere la mafia di Microsoft e mettere quella della Canonical, ci vorebbe un ente predisposto a fare questo in modo da non dover dipendere da tizio o caio.
    Ciao

  14. Paolo Fanchini Says:

    È qualche giorno che sento parlare di questo accordo.
    Ma dove sta scritto che questo precluderà la diffusione dell’Open Source (ma io preferirei del Free Software)?
    Come si è detto l’impegno finanziario è dopotutto limitato, quindi c’è ampiamente lo spazio per iniziative parallele.
    Non dobbiamo scandalizzarci per questo accordo, la cui sottoscrizione da parte del governo può avere motivazioni anche comprensibili anche se non pienamente condivisibili.
    Trovo molto più antipatico dover scaricare files in formati chiusi dai siti degli enti, non avere supporto a Linux per il software per la presentazione delle dichiarazioni fiscali, le gare d’appalto sulla fornitura di software Michosoft (tra l’altro dichiarate illegittime da ina revente sentenza).
    D’altra parte la Microsoft sa fare molto bene le pubbliche relazioni, forse dovremmo imparare a farlo anche noi…

  15. Nominao Says:

    Basta con la mafia. Ma che significa mafia? significa mettersi d’accordo per far prevalere la sudditanza e il profitto a scapito dei più piuttosto che il merito di una certa azienda.

    @P.Franchini
    io preferirei software libero, c’è solo una parola in più italiana ma non mi sembra poco.

    @lashbg
    la mafia di micorzoz è una cosa, quello che potrebbe fare Canonical è tutta un’altra cosa, se ci rifletti un po’, forse, ci arrivi anche tu.

  16. ubuntista Says:

    Mattia, per esperienza diretta in PA ti assicuro che praticamente TUTTO il software può essere utilizzato sotto Linux, o riscritto perchè davvero semplice.

    Gianni: appunto!

    Francesco: pubblicarla in inglese è il prossimo passo, vorrei però farlo dopo un buon feedback italiano.
    La “migrazione morbida” avverrebbe subito, ma quella completa va comunque pianificata bene.

    lashbg: infatti non è Canonical… essendo una piattaforma aperta, l’azienda XYZ del comune di Treppalle potrebbe offrire servizi analoghi e concorrenziali.

    Paolo Farchini: spiacente, ma la cifra “limitata” è quella che sborsa M$, le regioni invece spenderanno milioni di dobloni!
    Sicuramente, come tu dici, M$ sa far bene le Public Relations!

    Nominao: concordo.

  17. YarYn Says:

    mmmm … sto pensando a cosa potrebbe fare il ministro Di Pietro per una maggiore visibilità …

  18. Nominao Says:

    Se segnalate la cosa a dei politici o comunque persone che d’informatica ne sanno poco, potete segnalare il link del servizio di Report, il soft libero spiegato nella maniera più semplice possibile e con un occhio alle spese.

    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1072182,00.html

  19. epaminonda Says:

    Come ho scritto nel mio blog, il danneggiato maggiore per quanto riguarda il centro piemontese è koan ( http://www.koansoftware.com/index.php ), che fa sistemi embedded basati su linux. Si tagliano così le gambe ad un’azienda italiana. Che scandalo!

  20. epaminonda Says:

    Scusa, forse un mio post sta tra lo spam (ma non è spam).

  21. ubuntista Says:

    epaminonda: recuperato :-)


  22. Perchè non invii la TUA a bebbe grillo, potrebbe essere un passo molto importante, Lui sensibile a queste cose.

    Ciao by Enzo

  23. ubuntista Says:

    Ciao Enzo!
    Sto già in contatto con una persona vicina a Beppe Grillo… spero si muoverà qualcosa!

  24. Alessandro Says:

    Io infatti prima ho soppiantato explorer con Mozzilla Firefox, ed ho convinto mio padre ad usarlo.
    Adesso lui usa solo quello, non cambia quasi nulla da explorer…solo che è più sicuro.

    Io sono passato a Ubuntu Linux che adesso uso in versione “feisty” beta version 7.04.

    Mi sembra molto meglio di Windows XP(ma anche di Vista,ME,95,98).
    Nonostante tutto qualcuno continua a dire che la Microsoft fa dei buoni sistemi operativi.

    Non è assolutamente vero!
    Penso che pur avendo la licenza non lo userò mai più XP.
    Per una serie di motivi che non sto qui a specificare.
    Certo se facessero dei software compatibili con Ubuntu anzichè boicottarlo, sarebbe il massimo.
    Esempio, i software dei cellulari, riesco a farli girare con l’emulazione Wine, ma quello del bluetooth non me lo installa.
    Saluti a tutti!!!
    Anch’io(da poco) sono un fan del Grillo.
    Speriamo che Grillo usi Ubuntu o Kubuntu o Xubuntu.
    Non ho nessun antivirus, un firewall che uso 2 volte l’anno, e l’unico problema è che forse devo reinstallare Ubuntu xchè non mi si aggiorna più….
    Ma è un problema da poco….intanto continua a funzionare…

  25. Paolo Fanchini Says:

    Cito dall’accordo Piemonte/MS che è pubblicato qui http://www.regione.piemonte.it/piemonteinforma/scenari/2007/maggio/micro.htm:
    (tra l’altro in formato Word)
    “Art. 8 – Riservatezza […omissis…]
    la Regione Piemonte si impegna a mantenere segrete, a non rivelare a terzi e a far sì che tutte le persone, dalla stessa coinvolte nel progetto, mantengano segrete e non rivelino a terzi le informazioni considerate riservate da Microsoft o che, in base alla loro natura o alle circostanze relative alla loro comunicazione siano da considerarsi tali, relative a Microsoft e al software Microsoft di cui la Regione Piemonte o tali persone siano venute a conoscenza nel corso della collaborazione e ad utilizzare le stesse esclusivamente per gli scopi previsti nel presente Protocollo […]”

    Qiesto è Open Source?

  26. Paolo Fanchini Says:

    Chiedo scusa, nel link del mio commento precedente c’era un “:” finale in più.
    Questo è quello giusto:
    http://www.regione.piemonte.it/piemonteinforma/scenari/2007/maggio/micro.htm

  27. Lazza Says:

    Questa iniziativa DEVE arrivare alla gente importante come Mark Shuttleworth e Beppe Grillo!


  28. […] source come segnalato più volte da Simone sul suo sito (segnalo il suo sito perchè condivido la sua posizione è quella che più condivido e quella meglio argomentata ).Per fortuna per ogni […]


I commenti sono chiusi.

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