Oggi ho finalmente trovato uno spiraglio di tempo per poter scrivere qualcosa di più approfondito sulla “faccenda” Pirate Bay. Ne scrivevo già ieri.
Per i più pigri, o per le migliaia di lettori che hanno iniziato a seguirmi soltanto oggi (scherzo ovviamente), faccio un rapido riassunto della vicenda:

Il 31 gennaio 2008, un pubblico ministero svedese (prosecutor) ha denunciato quattro persone, associate con il sito web “The Pirate Bay”, per “la promozione della violazione di leggi sul copyright da parte di altre persone”. In sostanza, il pubblico ministero sosteneva che Pirate Bay incitava i suoi visitatori a violare leggi sul copyright.
Queste accuse sono state supportate da IFPI, una federazione internazionale dell’industria fonografica.
Il processo è stato seguito con un feed online sempre aggiornato da parte della televisione nazionale Sveriges Television, sottolineandone l’importanza.
Gli accusati erano:
Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm, Peter Sunde, che gestivano il sito, e Carl Lundstrom, un imprenditore che aveva venduto dei servizi al sito di Pirate Bay.
Il processo, iniziato il 16 febbraio 2009 a Stoccolma, è terminato venerdì 17 aprile 2009, dichiarando i quattro colpevoli e condannandoli a un anno di prigione e quasi 700.000 euro a testa di multa. I difensori ricorreranno in appello (ovvero, per gli ignoranti come me, cercheranno di ribaltare il giudizio).

Secondo me questo processo rappresenta la decennale “lotta” tra due entità ben specifiche: da una parte le grandi aziende detentrici di diritti di copyright; dall’altra, gli utenti, o più in generale l’umanità e il suo innato desiderio di innovazione e creazione artistica.

Leggo il punto di vista di Luca De Biase nel suo blog, che però in parte mi lascia dubbioso, forse per queste due frasi che mi hanno un po’ sconcertato (il grassetto è mio):
“… Le lobby delle major tentano da molto tempo di allargare il perimetro del copyright, allungandone per esempio la durata, a scapito del pubblico dominio. E’ una reazione alle perdite che subiscono per la pirateria … ”
e
“… Internet ha moltiplicato le opportunità culturali delle persone e migliorato la ricchezza dell’ambiente dal punto di vista dell’accessibilità della conoscenza. Ha anche reso più facile infrangere il diritto d’autore …”

Forse è una mia interpretazione, ma mi sembra di capire che Luca si ponga in una posizione neutrale rispetto alla faccenda, come dire: è giusto tutelare il copyright, ed è giusto favorire l’innovazione.
Mi preme però sottolineare, rispetto alle due frasi sopra citate, come sia stato dimostrato (chiedo perdono, non sono riuscito a trovare un link a supporto di questa mia affermazione) come non ci siano state affatto perdite, semmai maggiori guadagni, da quando esiste Internet, per le mayor, alla faccia della maggiore facilità con cui sia possibile infrangere in diritto d’autore. E grazie: il diritto d’autore è diventato ben più restrittivo che in passato, tale facilità non è ascrivibile soltanto alla maggiore facilità di scambio file, o no?

Inoltre, come giustamente sostiene Lawrence (Larry) Lessig (in The Future of Ideas e Free Culture):
1. Il copyright aiuta i creatori a ricevere compensi per il loro lavoro, ma un regime di copyright troppo stretto e/o con una durata troppo lunga, può distruggere l’innovazione, dato che il futuro costruisce sempre sul passato.
2. Una durata del copyright più breve, e meno limitazioni nei lavori derivativi, sono auspicabili.

In sostanza, sono convinto che va certamente tutelato il diritto d’autore, ma non dimenticando che tale diritto d’autore, essendo troppo forte o prolungato nel tempo rispetto a quanto necessario, sta LIMITANDO l’innovazione.

Walt Disney e la sua azienda, per la quale nutro un sentimento non proprio positivo, hanno APPROFITTATO di creazioni artistiche non protette da copyright, e su questo lavoro di ALTRI hanno costruito la propria fortuna, tutelandosi poi nei confronti del resto del mondo, e riuscendo ad estendere la durata del copyright di volta in volta.

E tutto questo non c’entra NIENTE con il MEZZO usato dalle persone per condividere file. E qui discordo con Luca (o con la mia interpretazione del suo pensiero).
Se tale sentenza fosse giusta, dovremmo:
1. Arrestare chi costruisce strade, dato che tali strade sono utilizzate anche da ladri e assassini;
2. Arrestare chi produce coltelli da cucina, dato che sono usati anche per uccidere le persone.
Eccetera.

Io sono assolutamente contrario a questa sentenza. Volete punire chi non rispetta il vostro copyright? Ebbene, andate a caccia di King Kong, e di tutti gli altri utenti che hanno condiviso files protetti da copyright.

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Oggi l’umanità ha perso qualcosa di importante. Questo verdetto dovrebbe farci pensare.
Hanno condannato i creatori di Pirate Bay (un sito svedese che indicizza file .torrent) ad un anno di carcere e quasi un milione di dollari di multa a testa.

Per carità, non sto dalla parte dei “pirati” veri.
Il problema è che i media mischiano tutto, e ci vogliono far credere che i pirati sono tutti uguali. Non è così.
E’ un argomento delicatissimo e lunghissimo da affrontare, ma per i più “digiuni”, vi lascio tre link per approfondire. Spero di poter ampliare la discussione molto presto.

Nota: questi link sono verso Wikipedia in inglese; nella colonna di sinistra è spesso disponibile la versione in italiano dello stesso articolo (purtroppo, molto spesso meno dettagliata di quella inglese).

The Pirate Bay
(racconta i dettagli )
The Pirate Bay Trial
(racconta il processo; è lungo, ma almeno leggetevi la “King Kong defense”).
Cosa è BitTorrent
(dettagli su questo protocollo di file-sharing)

Ripeto: un triste giorno per l’umanità.

Ci sono tante cose che direi al mondo Open Source… Cose che in realtà non posso dire pubblicamente, perchè riguardano argomenti di cui tratto per lavoro.
Peccato.

Servirebbe forse a poco, ma sono convinto che per molti di voi sarebbero delle rivelazioni interessanti.

Dico solo che il futuro di Linux e del mondo Open Source non è esattamente come tutti se lo possono aspettare.

In bocca al lupo, in ogni caso :)

Vi segnalo questo articolo di Tiziano Solignani sul rimborso della licenza Windows.

OpenCD

02-12-2008

Riporto il comunicato stampa che ho ricevuto pochi minuti fa:

linux@studenti (open@polito – Politecnico di Torino) ha rilasciato TheOpenCD Edizione Italiana 8.11, raccolta di programmi open source per Windows della migliore qualita’. E’ disponibile per il download all’indirizzo:

http://linux.studenti.polito.it/ileana.php

Sono stati aggiornati alla versione piu’ recente: OpenOffice (3.0.0), PDFCreator (0.9.6), SumatraPDF (0.9.3), Blender (2.48a), Gimp (2.6.2), FileZilla (3.1.5.1), Firefox (3.0.4), Pidgin (2.5.2), Thunderbird (2.0.0.17), WinHTTrack (3.43), WinSCP (4.1.7), InfraRecorder (0.46.1), VLC (0.9.6), SokobanYASC (1.435), ClamWin (0.94.1) e QuteCom (WengoPhone) (2.2-RC2).

E’ possibile consultare online i contenuti della nuova versione all’url: http://www.theopencd.it/ (si consiglia l’utilizzo di Firefox o altro browser Gecko)

TheOpenCD ha ottenuto il bollino di qualità Indire (Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa). Per approfondimenti: http://www.indire.it/software/.

Cinquemila copie di TheOpenCD sono in distribuzione gratuita, fino ad esaurimento scorte, agli studenti del Politecnico di Torino.

E’ permesso e incoraggiato l’uso e la copia di tutto il materiale distribuito da linux@studenti così come definito dalle rispettive licenze di utilizzo. linux@studenti esiste grazie all’attività per lo più volontaria degli studenti del Politecnico di Torino.

linux@studenti – http://linux.studenti.polito.it/
Centro di Competenza sull’Open Source
e sul Software Libero del Politecnico di Torino
“open@polito” – http://open.polito.it/

FaceBook

15-10-2008

Uso Facebook da un po’, non è male. Mi piace molto Nexus (grazie a Luca per il suggerimento), una FaceBook application che genera un grafico delle tue connessioni.
Uso Facebook per rimanere in contatto con gente che non vedo quasi mai, senza però scadere nella “addiction” di chi ci rimane per ore e ore.

Il 20 ottobre, a Berlino, sarò al Facebook developer Garage, e poi al Girls Geek Dinner. Poi al web 2.0 expo dal 21 al 23 ottobre.

Purtroppo, e qui sono meno ottimista di Luca, in Italia l’uso di Facebook è esploso, ma non c’è altrettanto fermento nel mondo degli sviluppatori e delle aziende. Simile problema capitò negli anni novanta coi cellulari, eravamo il primo paese al mondo per diffusione, e ci siamo lasciati sfuggire una grande occasione di business. In Finlandia sono stati meno stupidi, e ora guidano l’innovazione nel mondo mobile.

Vi segnalo che il 4 e 6 novembre, rispettivamente a Londra ed Amsterdam, si terranno due eventi dedicati a startup che usano, o intendono usare, Amazon Web Services. Perchè non vi iscrivete e venite, così ci conosciamo?

Wikibooks?

13-10-2008

Wikibooks ha ormai oltre CINQUE anni… Ma nonostante la veneranda età, non riesce a decollare.
Mi dispiace, perchè Jimmy Wales ha avuto un grandissimo successo con Wikipedia, e tutti si aspettavano altrettanto con Wikibooks (e Wikia).

E’ per questo che, tempo fa, avevo candidato un mio progetto, Eduki, al Rolex Awards for Enterprise. Perchè credo che Open Source e Free Software non siano nulla, senza una informazione libera e condivisa (come wikipedia, certo, ma nelle scuole wikipedia non basta e ci vorrebbe Wikibooks).

Avrei tanto da dire a tal proposito… E non so ancora decidere se partecipare o meno al Linux Day del 25 ottobre. Sarei tentato… Così tentato che ho comprato oggi un biglietto per tornare a casa il giorno prima.
Proposte? L’argomento vi interessa?