Grillo, hai rotto le scatole

29-12-2008

Leggo il post di Alessandro sul presunto “complotto” di Google ai danni di Grillo.
Tutto scaturisce da questo post di Beppe Grillo, in cui lui scrive:

“Questo blog è oscurato all’interno di molte grandi aziende e pubbliche amministrazioni”

Benissimo Grillo, sporgi denuncia alla Polizia Postale o presso una autorità giudiziaria; nelle Pubbliche Amministrazioni (e te lo dico da “addetto”, con due anni di esperienza sulle spalle) non è ammissibile censurare dei siti. Li mandi in galera, ammesso che sia vero.

“Ma una cosa proprio non la mando giù. Che i suggerimenti della ricerca di Google Italia (SOLO di Google Italia) mi cancellino e mi preferiscano Beppe Maniglia e Beppe Quintale. E’ uno scandalo belin, perchè Quintale sì e io no? Credo che i dirigenti di Google Italia abbiano avuto un suggerimento o forse Google in Italia non funziona”
Caro Beppe, segui il suggerimento di Alessandro, che tra l’altro ti fa notare che, secondo Alexa, il tuo gradimento è in calo. E non tirarmi fuori che anche Alexa sta complottando contro di te, sarebbe ridicolo.

“Perchè non lo chiedete a Google? Inviate una mail a: press@google.com
In attesa della risposta usate un altro motore di ricerca.”

Di solito, in attesa di sciogliere il dubbio, si aspetta. O sei forse un sostenitore della giustizia sommaria? Intanto ammazziamolo, poi semmai lo resuscitiamo. Sei ridicolo.

Ps. Google ha corretto la censura, grazie alle vostre e-mail (ore 11.32 del 29/12/2008)”

Ecco, ora viene fuori che Google ha corretto la CENSURA. Ma quale censura! Si sono accorti che il loro algoritmo (che ha cose più importanti del Blog di Grillo a cui pensare), per vari motivi (vedi cosa ne dice Alessandro), ti ignorava, e hanno semplicemente deciso di “aiutarti” e di aggiungere a mano il suggerimento per “Beppe Grillo”.
Invece di parlare di censura, ringrazia il tuo potere mediatico, perchè sennò col cavolo che ti aiutavano in così breve tempo.

Caro Grillo, mi sei stato sempre simpatico come comico e intrattenitore, e questa simpatia non è scomparsa; come agitatore, populista, guru mediatico, fai spesso pena, e secondo me fai più danni della grandine. Scendi dal piedistallo, e datti una calmata. Ti ricordo che nel 1998-1999, giravi con uno spettacolo in cui prendevi un PC e lo spaccavi con un martello, definendolo la rovina dell’umanità o qualcosa del genere. Ho assistito al tuo spettacolo a Perugia in cui ripetevi questo ridicolo rito luddista. Ora sei un grande sostenitore del digitale e di Internet… Ovvero, anche tu puoi prendere delle grosse cantonate.
Smettila con queste cazzate, fai qualcosa di serio. Grazie.

Update: Dario commenta la vicenda con simpatica ironia.

About these ads

61 Responses to “Grillo, hai rotto le scatole”

  1. Lazza Says:

    Con l’omertà che c’è penso che non avrei avuto il coraggio di scrivere un post così. Non oso pensare ai troll che verranno qui. In ogni caso complimenti, grande post.

  2. s3ldon Says:

    Sottoscrivo parola per parola quello che hai scritto. Era un comico brillante, a tratti geniale…..ora ha smarrito tutta la sua verve creativa e gli riesce soltanto di attaccare attaccare attaccare tutto e tutti senza neanche rendersi conto che spesso le cose che dice sono delle minchiate immani, soprattutto quando parla di tecnologia, internet e roba varia.

  3. Nicomede Says:

    quoto il post

  4. simone Says:

    Grazie. Attendiamo i troll :)

  5. Giovanni Says:

    Ciao, a volte grillo dice delle cose che non condivido, altre volte dice delle cose vere. Naturalmente usa il suo potere mediatico.
    Unica cosa che rimane è molta aria e poco risultato. Dovrebbe puntare sulla sostenibilità partendo dalle cose semplici.
    Spero che un giorno parli di opensource e software libero. Basterebbero pochi post per raggiungere milioni di persone. Fino ad oggi ne ha parlato solo una volta.

  6. Donato Says:

    Ciao,
    non scrivo per la spassionata difesa di grillo, ma semplicemente perchè l’articolo a cui fai riferimento contiene degli errori non da poco. Il suggesting di google non è basato su, come spiega alessandro, i javascript ne tantomeno sulla conformità al w3c, piuttosto sul numero di citazioni che un nome ha su altri siti web e sul numero di ricerche fatte su quel nome. Google Italia ha un filtro tutto suo, come Google Cina e Google Quellochevuoi hanno il loro. Quello che grillo si chiede è perchè un sistema di rating così efficiente per tutto non indicizza proprio un blog scomodo per molti? E perchè proprio le pagine italiane?

  7. giancarlo Says:

    bhè dire che google ( che è un motore di ricerca per siti web ) ha altro da fare che badare al blog di grillo ( che è un comico che può piacere come anche no ) mi sembra un azzardo….

    visto che quello è uno dei siti web più seguiti al mondo…
    ( al di là del fatto che si possa concordare oppure no su i suoi contenuti )

  8. Alessandro Ronchi Says:

    Non è vero che il blog di Grillo sia uno dei siti più seguiti al Mondo, al 4,583° posto (in questo momento).

    Si può dire che sia uno dei blog più seguiti del Mondo, (Technorati lo mette al 66° posto, in gran parte dovuto al successo che ha avuto nei 2 anni precedenti, quando era al 28°).

  9. Stefano Says:

    NON sono d’accordo con il post. Ma proprio per NIENTE.

    NON sono d’accordo con tutto quello che Grillo dice: ricordo il post in cui se la prendeva coi bambini che fischiavano (il ricordo è fumoso, non riesco ad essere più preciso, ma ricordo bene la mia perplessità).

    MA con la P2 (intesa come melassa di commistioni di meccanismi e di poteri) che ci sta in Italia, e Vi dico che secondo me il 2 andrebbe messo ad esponente, dare del ridicolo o del rompiscatole a Grillo è, secondo me, DECISAMENTE fuori luogo.
    Grillo non sarà un esperto di algoritmi genetici di “rankizzazione” et similia …. e ha preso una cantonata, … ma ridicolo e rompiscatole è troppo!

    IMHO (IMHO!?!?!? Tanto lo capiamo solo noi tuttologi del Bit, con la puzzetta sotto al naso, che facciamo le figurine dei siti web around the world)


  10. Non difendo Grillo, ma alcune considerazioni:
    – i commenti al post che tu stesso hai linkato confermano che Alessandro ha scritto delle inesattezze: l’algoritmo non si basa sul javascript della pagina di destinazione, ma sulla popolarita’ del sito (aka: link in entrata, visite, etc) difficile spiegare come mai non apparisse per nulla come suggerimento, certo un bug, tutto da dimostrare se casuale o voluto certo, ma sospetto di sicuro.
    – il fatto che la gente si stufi sul complottismo non e’ una buona spiegazione. Anche la gente si stufa di sentir parlare di conflitto di interessi di Berlusconi (che lo usa per fare la vittima), ma il fatto che lo faccia e’ gravissimo, perche’ il conflitto esiste e andrebbe risolto (per tutti i politici, non solo per B. sia chiaro) la gente si stufa perche’ e’ SUPERFICIALE e preferisce andare ai processi della Franzoni facendo la fila piuttosto che leggersi la pagina Widipedia del poltico che vota, questo e’ grave e non c’e’ proprio nulla di cui vantarsi, anzi!
    – Grillo ha scritto idiozie delle volte (come _sembra_ la Biowash ball), vero, cose inesatte, vero, ma questa volta sono dubbioso se abbia ragione o meno e il tuo post (e quello di Alessandro) in realta’ mi fa pensare che ce l’abbia.

    detto questo vedremo se Google Italia dara’ una spiegazione ufficiale, sarebbe plausibile

  11. malex Says:

    Non è la prima volta che Grillo si fa trascinare in storie palesemente false, o almeno dubbie, vedi anche il caso della bio washball.


  12. Ultima cosa:
    Alessandro Ronchi provaci tu a diventare “solo” il 4583esimo AL MONDO!
    Di sicuro hai voluto fare “il tecnico” e ci sei riuscito poco visto che manco avevi letto le FAQ di Google a riguardo del suo algoritmo (aka: se si scende nei dettagli lo si fa per bene o senno’ si lascia perdere)

  13. Alberto Says:

    Eppure il post di Beppe Grillo mi ha fatto notare una cosa: eseguendo la ricerca, da Google Italia, il blog di Beppe Grillo usciva come primo risultato, con tanto di link alle sottoparti del sito, come succede con i risultati più importanti. Ciò nonostante appena avevo controllato non usciva Beppe Grillo come suggerimento di ricerca. Così ho notato che, a discapito di quanto pensavo ovvio, i suggerimenti di Google non coincidono con i risultati di ricerca. Questo è un risultato senza alcun dubbio interessante.

    Faccio anche notare che quanto postato da Alessandro, e il suggerimento che ha dato, si riferisce ai risultati di ricerca, ma non c’era alcun problema in riferimento ai risultati di ricerca.

    Concludo quindi sottolineando che la questione di fondo è la differenza tra suggerimenti di Google sono distinti (almeno in parte) dai risultati di ricerca e che Alessandro non ha capito molto della questione. Poi che si possa essere d’accordo o meno con le convinzioni politiche di Beppe Grillo non è di mio interesse.

    Sono un sostenitore accanito di Google e il post di Beppe Grillo mi ha aiutato a capire meglio un pezzetto del funzionamento del mio miglior compagno di navigazione.

  14. Alberto Says:

    Ah dimenticavo… che non si dica che i suggerimenti si rifanno a risultati di ricerca vecchi… se la notorietà di Beppe grillo è in discesa il suo blog doveva apparire tra i suggerimenti già da molto tempo.

  15. mighty83 Says:

    Grande Simone! ;) Concordo al 100%


  16. [...] parlano anche: Downloadblog, Ubuntista, Paul The Wine Guy, Matteo Moro, Nereo Sciutto, e tanti altri. Articoli [...]

  17. simone Says:

    Concordo sul fatto che la spiegazione tecnica data da Alessandro è imprecisa; io infatti, senza scendere nei dettagli, ho genericamente parlato dell’algoritmo usato da Google per stabilire i suggerimenti.

    Continuo a pensare che non ci sia nessun tipo di complotto o censura. E il modo in cui Grillo si immola a vittima del sistema mi fa sinceramente pena.

  18. giancarlo Says:

    altra cosa che vorrei aggiungere…

    come fa alexa a dire che grillo è in calo ??
    telefona a tutti gli italiano per chiederglielo?
    a me non ha telefonato nessuna alexa.. quindi mi permetto di dubitare delle affermazioni di alexa

    altra curiosità: perchè il numero delle adesioni dal primo al secondo v-day è aumentato ??

    che dire …i misteri della scienza e della statistica,

    eppure grillo non ha mai ucciso, non è mai stato accusato di concorso in strage o detenzione di esplosivi, cosa che invece non si può dire di chi ci comanda…

    e in ogni caso c’è una cosa che si chiama libertà di espressione !!!
    la stessa che usi tu autore del post…
    quindi non hai il diritto di poter chiedere ad un altra persona di stare zitta, al massimo puoi dire di non essere d’ accordo

    e visto che il titolo del blog è ubuntista, mi stupisce che non hai afferrato questi concetti di libertà

    altro esempio di libertà d’ espressione:
    tanto veloce ho conosciuto questo blog e tanto veloce lo dimentico…

  19. simone Says:

    Benvenuto al troll Giancarlo… Che tra l’altro potrebbe informarsi meglio su tante cose (alexa.com non telefona, fagiano).

  20. Alex Says:

    @giancarlo
    Alexa distribuisce una toolbar da installare nel browser, e indicizza le ricerche che si fanno tramite quella toolbar. E` come l’auditel: se non hai l’apparecchietto non rientri nelle loro statistiche.

    Per il V-Day: probabilmente per la maggiore pubblicità che è derivata dal primo V-day.

    Per quanto riguarda i diritti, l’autore ha tutto il diritto di chiedere a Grillo di stare zitto (anche se non lo fa) e di dedicarsi a cose più serie. Non ha il diritto di imbavagliarlo per farlo stare zitto, ma non ha fatto nemmeno questo.

    @altri
    L’algoritmo per l’autocomplete di Google non c’entra niente coi risultati della ricerca. Semplicemente si basa sulle parole più ricercate, e le ordina per numero di ricerche, non per numero di risultati. Se scrivete “be” vi appare prima “belen rodriguez” con 700.000 risultati che “beppe grillo” con quasi 3 milioni. Perché la gente cerca più spesso belen rodriguez che beppe grillo (e non posso che dar loro ragione! :P ).

    Per quanto riguarda le ricerche di Google, sono personalizzate anche quelle.
    Se fate la stessa ricerca da due computer diversi è probabile che escano risultati diversi, perché Google vi profila, ricorda cosa avete cercato e trova i risultati più aderenti con quello che avete già cercato in passato. Calcola anche da quale sito siete entrati (.com, .it, ecc.) e l’impostazione della lingua nel browser.

    Quindi può anche essere (anche se è improbabile) che Grillo non avesse mai cercato sé stesso su Google e che avesse quindi visto risultati diversi.

    Concordo con l’autore, comunque. Grillo ogni tanto imbrocca anche qualche giusta “crociata”, ma a volte le spara veramente grosse, e sarebbe il caso che lasciasse perdere e si chiarisse le idee invece di limitarsi a infuocare le folle.

    Bye.

  21. vds Says:

    Grillo puo` avere torto o ragione, certo il modo con cui si esprime, a volte, gli si ritornce un po’ contro.
    Certamente possiamo affermare che Google non e` nuovo a censure, totali o parziali.

    D’altronde Big G e` una azienda privata e fa quello che gli pare, ne ha tutto il diritto, sta poi agli utenti decidere come comportarsi nei confronti del servizio che esso eroga.
    Per quanto mi riguarda sono anche disposto a concedere il beneficio del dubbio a Google visto che hanno corretto il problema.

    Per quanto riguarda invece Grillo e il suo atteggiamento verso la tecnologia cito dal profilo di Grillo da Facebook:
    <> (Beppe Grillo)

    Mi chiedo pero`, che sia stato un errore o una censura voluta, se Grillo non si fosse espresso in quei termini, Google Italia avrebbe reagito con tanta prontezza? Chi sa…

  22. giancarlo Says:

    @simone
    idem, io non l’ ho mai installata quella toolbar, ne conosco nessuno che lo fa, quindi i risultati che espone per me non sono sufficienti, a quel punto perchè non chiedere ad una cartomante o all’ oroscopo ??

    personalmente penso che la frase “hai rotto le scatole” presume di poter scrivere a nome della massa, io mi chiedo come si possa affermare una cosa del genere?!?

    @Alex
    sicuro che non gli abbia chiesto di stare zitto?
    leggi l’ ultima riga del post…
    cito testualmente: “Smettila con queste cazzate, fai qualcosa di serio. Grazie.”

    altra domanda…
    riguardo al secondo v-day… di quale pubblicità parli?
    si sono riunite un infinità di persone e al TG non si è sentito nulla se non dopo…

    altra cosa ancora… destinata alche all’ autore del post
    hai parlato di infuocare le folle ???
    questa è grossa… negli ultimi v-day milioni di persone sono scese in piazza e non c’è stato nessun incidente, io lo trovo straordinario oltre ogni immaginazione

    penso sia cosa giusta in sè per sè usare i giusti concetti e le giuste parole al loro posto
    la parola infuocare si porta con se un sottofondo di violenza, eppure non c’è stata nessuna violenza


  23. [...] Simone: Grillo, hai rotto le scatole; [...]

  24. FrancoK Says:

    Salve, vengo a leggerti perchè una persona che conosco mi ha detto di avere stima di quello che scrivi, ma vedo che la sua stima è malriposta. :-\

    Riprendo quello che dici:

    [Leggo il post di Alessandro sul presunto “complotto” di Google ai danni di Grillo.
    Tutto scaturisce da questo post di Beppe Grillo, in cui lui scrive:

    “Questo blog è oscurato all’interno di molte grandi aziende e pubbliche amministrazioni”
    Benissimo Grillo, sporgi denuncia alla Polizia Postale o presso una autorità giudiziaria; nelle Pubbliche Amministrazioni (e te lo dico da “addetto”, con due anni di esperienza sulle spalle) non è ammissibile censurare dei siti. Li mandi in galera, ammesso che sia vero.]
    Non so quale sia la tua competenza da “addetto”, la mia mi dice che sta sbagliando di grosso.
    TUTTE le aziende pubbliche o private possono limitare le risorse dei loro dipendenti, in base alle loro mansioni. Possono limitare l’uso del telefono e possono limitare l’uso di Internet e se ritieni che il limite non sia corretto, non è la PolPost a cui rivolgerti.

    [“Ma una cosa proprio non la mando giù. Che i suggerimenti della ricerca di Google Italia (SOLO di Google Italia) mi cancellino e mi preferiscano Beppe Maniglia e Beppe Quintale. E’ uno scandalo belin, perchè Quintale sì e io no? Credo che i dirigenti di Google Italia abbiano avuto un suggerimento o forse Google in Italia non funziona”
    Caro Beppe, segui il suggerimento di Alessandro, che tra l’altro ti fa notare che, secondo Alexa, il tuo gradimento è in calo. E non tirarmi fuori che anche Alexa sta complottando contro di te, sarebbe ridicolo.]
    Seconda toppata.
    Se non fosse stato presente tra i primi per via della sua popolarità in calo, arrivati a scegliere “beppe g” avrebbe dovuto apparire, invece non lo fa.

    [“Perchè non lo chiedete a Google? Inviate una mail a: press@google.com
    In attesa della risposta usate un altro motore di ricerca.”

    Di solito, in attesa di sciogliere il dubbio, si aspetta. O sei forse un sostenitore della giustizia sommaria? Intanto ammazziamolo, poi semmai lo resuscitiamo. Sei ridicolo.]
    E siamo a tre. Fai quello che predica bene e razzola male? Dici a Grillo di aspettare e tu invece tranci giudizi tipo “Intanto ammazziamolo, poi semmai lo resuscitiamo.”?
    Intanto non usarlo è una cosa che si vede, non muore nessuno e si fa in fretta a riusarlo.

    [“Ps. Google ha corretto la censura, grazie alle vostre e-mail (ore 11.32 del 29/12/2008)”

    Ecco, ora viene fuori che Google ha corretto la CENSURA. Ma quale censura! Si sono accorti che il loro algoritmo (che ha cose più importanti del Blog di Grillo a cui pensare), per vari motivi (vedi cosa ne dice Alessandro), ti ignorava, e hanno semplicemente deciso di “aiutarti” e di aggiungere a mano il suggerimento per “Beppe Grillo”.]
    Che strano. Il sito di Grillo ha sempre avuto problemi di compatibilità, ma è sempre stato indicizzato da Google.
    Che strano. google.com indicizza benissimo il sito in italiano ed in inglese, mentre google.it non lo riporta proprio.
    Che strano. Un addetto che si fida delle parole di Alessandro senza nemmeno testare o verificare e spara una serie di balle colossali.

    Fai prima a dire che Grillo ti è antipatico, invece di attaccarti a “esperti” del genere.

    [Invece di parlare di censura, ringrazia il tuo potere mediatico, perchè sennò col cavolo che ti aiutavano in così breve tempo.]
    Su questo hai perfettamente ragione.

    [Caro Grillo, mi sei stato sempre simpatico come comico e intrattenitore, e questa simpatia non è scomparsa; come agitatore, populista, guru mediatico, fai spesso pena, e secondo me fai più danni della grandine. Scendi dal piedistallo, e datti una calmata. Ti ricordo che nel 1998-1999, giravi con uno spettacolo in cui prendevi un PC e lo spaccavi con un martello, definendolo la rovina dell’umanità o qualcosa del genere. Ho assistito al tuo spettacolo a Perugia in cui ripetevi questo ridicolo rito luddista. Ora sei un grande sostenitore del digitale e di Internet… Ovvero, anche tu puoi prendere delle grosse cantonate.]
    Tutto vero e condivisibile. Non sarebbe la prima cantonata che Grillo prende (vedi http://www.attivissimo.com).

    [Smettila con queste cazzate, fai qualcosa di serio. ]
    Il suggerimento vale anche per te. :-P

    P.S. Ripostato, visto che la prima volta mi ha tolto il testo quotato. ;-)

  25. simone Says:

    FrancoK:
    una pubblica amministrazione non può discriminare il blog di beppe grillo, è un reato penale;

    “intanto ammazziamolo,ecc” era una frase per riassumere l’atteggiamento di Grillo, non il mio.


  26. [...] bugie di Beppe Grillo vengono smontate completamente in due post da Alessandro Ronchi e da Simone Brunozzi, che sottolineano in particolare l’assurdità delle sue [...]

  27. Alessandro Ronchi Says:

    Un po’ di risposte dovute.

    Non ho detto che il risultato del blog di Grillo sia scarso, il suo è un sito molto visitato, ma prima di dire che è tra i più visitati (come fa lui nei suoi spettacoli) ce ne passa.
    Se dovessimo pensare al numero di visite come indice di influenza dovremmo ritenere che la Gazzetta.it sia tra i siti più importanti d’Italia. Non è così.

    Nel mio articolo non scrivevo che è per colpa del javascript che Google non inseriva Grillo nei suggest.

    Se leggi bene quello che ho scritto, ho messo non a caso:
    “E’ molto più probabile che il javascript”

    Ho fatto una ipotesi, che potrà anche essere sbagliata, MA il contenuto vero dell’articolo era, nell’ordine:
    – Google non ha nessun interesse nel censurare Grillo
    – Se non si segue lo standard, gli spider possono sbagliare e non ci si può lamentare
    – prima di gridare allo scandalo, magari occorrerebbe verificare che i propri contenuti siano a posto.
    – a forza di gridare al lupo al lupo, la gente smette di seguirti, anche nelle cose giuste che dici.

    Penso che questo dovesse rimanere il succo del discorso, non il javascript.
    Ripeto però anche la mia spiegazione, che forse è stata anche mal interpretata: visto che Grillo usa un javascript per settare la lingua, se i suggest sono selezionati per lingua allora è probabile che l’algoritmo salti l’homepage (mentre le pagine interne non soffrono dello stesso problema).

    Nelle FAQ del servizio Google non indica affatto quale sia il criterio di selezione di quei suggerimenti. Quindi le nostre sono tutte ipotesi.

    @Marco Cimmino: dici/pensi che l’algoritmo si basa sulla popolarità della pagina e sbagli. l’algoritmo cerca di suggerire la seconda parola più utile per le ricerche a partire dai primi caratteri inseriti, non il sito più popolare di tutti.

    Lo dimostra il fatto che inserendo “po” dia come 2° risultato “portaportese” e come 3° “polizia di stato” e non polizia (che non c’è), che sarebbe il 1° dei 3 secondo google trends:

    http://www.google.com/trends?q=polizia%2C+portaportese%2C+polizia+di+stato&ctab=0&geo=all&date=all&sort=0


  28. Alessandro sei anche un po’ maleducato a casa mia si dice: “Forse mi sono spiegato male”, non che gli altri hanno male interpretato.

    Quello lo dice sempre Berlusconi per nascondere le sue tremende gaff (stranamente travisano sempre gli altri e lui fa la vittima).

    Detto questo il tuo punto ERA incentrato sul JS e sulla validazione W3C, tant’e’ il titolo del tuo post:
    “Google non ha paura di Beppe Grillo, semmai lo staff di Grillo non conosce il W3C”, ma se vuoi rimescola pure le carte ora.

    Google Suggest SI BASA ANCHE sulla popolarita’, ti rimando DI NUOVO alle faq di Google Suggest.

    http://labs.google.com/suggestfaq.html

    That’s pretty cool. How does it do that?
    Our algorithms use a wide range of information to predict the queries users are most likely to want to see. For example, Google Suggest uses data about the overall popularity of various searches to help rank the refinements it offers. An example of this type of popularity information can be found in the Google Zeitgeist. Google Suggest does not base its suggestions on your personal search history.

    Tradotto vuol dire: se io scrivo una parolina, Google tiene conto di questa parole e nel suggerire la seconda tiene ANCHE conto della popolarita’ del sito per raffinare la ricerca.

    Ripeto:
    state scadendo + in basso di quanto possa essere scaduto Grillo, il bello e’ che insistete con argomenti a dir poco imbarazzanti.

  29. Alessandro Ronchi Says:

    Scusami, ma in quel pezzo di faq si legge “… uses data about the overall popolarity of various searches…” che non significa popolarità del sito (come scrivi tu), ma popolarità delle ricerche. Tra l’altro non è vero nemmeno che dipenda dalla popolarità delle ricerche, e te lo dimostro.

    Ti ho dato un altro esempio, quello della polizia, per il quale:
    – polizia è più ricercato di “polizia di Stato”
    – polizia non viene visualizzato nei suggest

    Quindi se fosse vero quello che dici tu, dovrebbe visualizzare solo Polizia e non “Polizia di Stato”.

    In realtà Google non ha nessun interesse a segnalarti l’esatto funzionamento di quel sistema, perché è un vantaggio competitivo rispetto agli altri motori di ricerca.

    Sei sicuro di avere la verità in tasca, ma ti ho dimostrato che non hai ragione.
    Se ti fa contento ti posso anche dar ragione, dimmi cosa posso fare per alleviare le tue pene.

  30. Angelo Pagliacci Says:

    meno male che il ronchi se n’è accorto ! un bufalo al posto giusto non fa poi male


  31. Ma certo che l’algoritmo di Google e’ segreto e non te lo spiega esattamente e volutamente.

    Il fatto e’ che sei tu che hai campato in aria la teoria del JavaScript non conforme allo standard non io.
    Io ti dico che hai preso un grosso granchio e cmq il fatto che Beppe Grillo non ci fosse e Beppe Maniglia si’ non lo spiego con nessuna delle teorie da te esposte.

    Per popolarita’ della ricerca non so bene cosa intendi… io la intendo in due modi:
    1. quanta gente cerca una data parola/e e poi clicca su quel sito (azione/reazione)
    il tuo esempio della polizia sembra confermarlo, la gente cerca polizia E poi clicca su http://www.poliziadistato.it quindi Google prende tutte le parole del sito.
    2. quanta gente visita il sito o lo linka (normale ranking)

    Potrebbe essere benissimo un mix di queste due cose (anche io teorizzo) e molto altro, in ogni caso, Beppe Grillo credo non potesse stare dietro a Beppe Maniglia non credi?

    E ricorda:
    sei tu che vuoi aver ragione, se non fosse vero ti scuseresti sul tuo blog per aver campato teorie di cui non sai nulla.
    Io teorizzo, ma come ho detto nel mio primissimo post non posso confermare il complotto MA neanche escluderlo.
    Invece voi siete tanto sicuro ad escluderlo mi sembra, ergo volete aver ragione voi :)

  32. Alessandro Ronchi Says:

    Ho scritto una ventina di commenti, sul mio blog, che spiegano bene quello che poteva essere frainteso. Non ho bisogno di modificarlo, se leggi il testo c’è scritto “è più probabile che …”. Non ho detto “la soluzione è questa”.

    Tornando alle mie ipotesi (scritte alle 4 di notte) mi spieghi perché escludi il problema sulla lingua e sulla validazione?

    Le ricerche suggerite vengono valutate per lingua, visto che restituiscono prevalentemente risultati in Italiano.

    Ergo, se per qualche errore google avesse valutato la lingua del blog di Grillo in Inglese, come fa a volte anche il browser (opera su linux, ad esempio), la pagina sarebbe sparita dai risultati italiani più recenti.

    Il tuo punto 1. non funziona, perché se fosse così dovrebbe contenere “poliziadistato” (url) o “sito ufficiale della polizia di stato” (title), mentre mostra “polizia di stato”. Quasi certamente utilizza un sistema per correlare le parole che non dipende dalla popolarità del sito, ma dall’incrocio delle ricerche.

    Parlare di censura e complotti è un po’ ridicolo, visto che cercando beppe il primo risultato è quello di Grillo (come è giusto che sia), quindi il suggerimento è totalmente inutile ai fini della limitazione degli accessi.

    Per questo e tanti altri motivi la questione della censura secondo me è da escludere, al di là delle discussioni sul motivo che può averlo causato sono convinto che il problema sia di natura tecnica, non un complotto.

    Nel mio blog c’è chi ha parlato nei commenti di intrighi tra politica ed alte sfere di Google Italia.

    Che vantaggio avrebbe Google in una censura così poco influente sul numero di visitatori?

    Se avesse voluto censurare Grillo veramente, avrebbe rallentato i suoi video su youtube (vista la banda che utilizza ogni giorno, poteva essere un pretesto accettabile), diminuito il pagerank delle sue pagine interne (non l’homepage), tolto la sua pagina dal motore di ricerca dei blog (visto che di fatto è quasi una testata giornalistica).

  33. FrancoK Says:

    @Ronchi: Ti rispondo anche qui prima di andare a nanna.

    [Ho scritto una ventina di commenti, sul mio blog, che spiegano bene quello che poteva essere frainteso. Non ho bisogno di modificarlo, se leggi il testo c’è scritto “è più probabile che …”. Non ho detto “la soluzione è questa”.]
    Si, ma confondi lucciole con lanterne.
    Se ti fanno notare che la tua auto ha una ruota a terra e rispondi con “è probabile che sia da riverniciare” la risposta non è pertinente.

    [Tornando alle mie ipotesi (scritte alle 4 di notte) mi spieghi perché escludi il problema sulla lingua e sulla validazione?]

    Te lo spiego io: il sito risulta correttamente indicizzato ed inserito da Google Suggest in altri siti internazionali, solo quello italiano non dava risultati, fino a stamattina.

    [Le ricerche suggerite vengono valutate per lingua, visto che restituiscono prevalentemente risultati in Italiano.

    Ergo, se per qualche errore google avesse valutato la lingua del blog di Grillo in Inglese, come fa a volte anche il browser (opera su linux, ad esempio), la pagina sarebbe sparita dai risultati italiani più recenti.]
    No, al database iniziale di Google i siti nazionali applicano dei filtri che cambiano ANCHE in base alla lingua, ma, come ti ho detto prima, sia la versione inglese che quella italiana risultano correttamente indicizzate negli altri portali di Google.

    [Parlare di censura e complotti è un po’ ridicolo, visto che cercando beppe il primo risultato è quello di Grillo (come è giusto che sia), quindi il suggerimento è totalmente inutile ai fini della limitazione degli accessi.]
    Questo è un altro discorso.
    Io non sono nella testa di Grillo, nella tua o in quella dello sviluppatore di Google Suggest.
    Quello che so è che stamattina il suggeritore non funzionava per la chiave “grillo” e che la tua spiegazione è assolutamente errata.
    Una volta che su questo concordiamo, possiamo parlare del resto. :-)

  34. Alessandro Ronchi Says:

    @Frank: l’indicizzazione non c’entra nulla…


  35. Condivido molto di ciò che dice/fa Grillo ma ogni tanto veramente non capisco come, con tutto lo staff che c’avrà dietro, possa prendere certe cantonate (vedi pure l’idrogeno, la palla lavavestiti e altri casi)
    Cmq screditarlo in toto come fai tu Simone e altri qui per me è sbagliato, io ripeto, seguo le sue iniziative e posso dire che per la grande maggiornaza sono cose molto positive…è innegabile ciò

  36. Stefano Says:

    - Il Javascript??
    – La lingua???
    – Il browser?
    – Perchè no? … Le mutande di mia nonna
    – Oppure un programmatoretto che salta la ricreazione
    e va a scrivere un
    if (key == “beppe grillo”) {
    ChineseLocker l = new ChineseLocker();
    l.censure(key);
    }

    Mettiamo che Grillo abbia postato alle 10:00.
    Nei successivi 60 minuti 3 milioni di rincojoniti hanno provato a cercare “beppe grillo”. Penso che ieri la chiave “be … ppe grillo” abbia superato pure “be … lle tette”!!!

    Nei prossimi giorni “beppe grillo” riscomparirà dal suggest di google italia: gli italiani sanno che il sito è wwwPUNTObeppegrilloPUNTOit … mica si mettono a cercarlo su google!

    Il fatto che non esca non credo sia la cartina al tornasole del consenso/dissenso.

    Sicuramente, il fatto che esca andando sui siti esteri, è indice di notorietà.

    Detto questo, … non capisco come lo staff che gli sta dietro non gli abbia detto niente? Sarà che uno che si è scottato con l’acqua calda, poi abbia paura anche di quella fredda! boh?

  37. FrancoK Says:

    @Alessandro Ronchi, laureato in Scienze dell’Informazione dell’Università di Bologna e tesista sulla gestione del versioning in sistemi di data warehouse.

    Speravo di non doverti spiegare cosa sia un indice e in cosa consista l’indicizzazione. Vedrò di semplificare per far si che sia chiaro anche agli altri lettori, ma, se lo ritieni necessario, possiamo anche parlarne in modo più tecnico, non ci sono problemi. ;-)

    Quando memorizzi delle informazioni di testo, specialmente quando sono molto lunghe, come succede con le pagine web, risulta comodo associare alla pagina (record) delle chiavi (in alcuni casi puoi chiamarle “tag”) dove si mettono, di solito, i valori più rilevanti o quelli più ripetuti.
    Google Suggest, quando va ad elencare i nomi, non si analizza direttamente il testo esteso di milioni di pagine, ma usa gli indici per determinare quali chiavi si riferiscano a pagine “interessanti”.

    Il processo di creazione di questi indici si chiama indicizzazione ed il database di Google li aveva creati correttamente con la chiave “grillo”, infatti funziona(va) bene nei portali esteri, solo nel portale italiano non veniva visualizzato.

    Adesso però puoi dirmelo che scherzavi e che sapevi benissimo cosa fosse un indice e volevi solo verificare se lo sapevo anche io. :-D

    Tornando al tuo post intitolato:
    “Google non ha paura di Beppe Grillo, semmai lo staff di Grillo non conosce il W3C”
    Spero ti sia chiaro come le frasi che hai scritto sugli errori (che sono in effetti presenti) nelle pagine di Grillo, sul javascript e sugli spider non c’entrino NULLA con il problema che si è verificato su google.it e che riguardava Grillo?


  38. Ti ho spiegato nel mio blog perché dico che l’indicizzazione non c’entra (so che anche il google suggest è una indicizzazione, ma qui si usava il termine per indicare l’inserimento delle pagine nel motore, che è un’altra cosa).

  39. Fabio Says:

    Innanzitutto, chi usa Alexa per le statistiche d’accesso al web, be’, direi che si qualifica da solo.

    In secondo luogo, Grillo ha riportato un mero fatto, e cioè che il suo nome non appariva nei suggerimenti… ma solo in Italia! Guarda caso, dopo neanche 24 ore dalla segnalazione pubblica, come per magilla il “problema” è stato risolto.

    Quindi, davvero, ma che diamine volete voi? Avete rotto le scatole, signori! Trovatevi qualcun altro su cui lamentarvi. :-D

  40. FrancoK Says:

    [Alessndro Ronchi: Ti ho spiegato nel mio blog perché dico che l’indicizzazione non c’entra (so che anche il google suggest è una indicizzazione, ma qui si usava il termine per indicare l’inserimento delle pagine nel motore, che è un’altra cosa).]
    Spero che i suggerimenti che ti ho messo sul blog possano servirti per capire cosa sia successo.
    Se poi vorrai ammettere di avere sbagliato sarà solo meglio per te, ti darà modo di crescere.
    In caso contrario, non mi farò certo il sangue amaro.

    Nella vita c’è sempre qualcuno che ne sa più di te e qualcuno che ne sa meno di te. In Internet è molto facile trovare entrambi i tipi di persone. Il mondo è molto vasto, ma non così vasto da non rincontrarsi di nuovo.

    Alla prossima. :-)

  41. Stefano Says:

    Una domanda @ esperti Alessandro Ronchi e FrancoK, o a chiunque abbia il background necessario alla risposta:

    Supp. che nel web ci siano 10 miliardi di pagine tutte uguali + l’home page di Google.

    sito1 = [Beppe Grillo]
    sito2 = [Beppe Grillo]

    sitoN = [Beppe Grillo]

    con N = 10.000.000.000

    Questo mi serve per modellare la cosa nel modo semplice che faciliti la comprensione.

    Credo che “Beppe Grillo” sia, comprensibilmente, “GIGA-TAGGATO-INDICIZZATO”.

    Supp. poi che ieri sera “Belen Rodriguez” abbia fatto uno spogliarello in TV e oggi 60 milioni di internauti italiani hanno cercato “Belen Rodriguez”.

    Mi chiedo:

    Se scrivo “be”, Google Suggest che cosa mi suggerisce, “Beppe Grillo” o “Belen Rodriguez”?

    Cioè, Google Suggest, si appoggia sui suoi “appunti” (indici) di “megacomputer veloce ma pur sempre scemo” o sull’intelligenza distribuita rappresentata dal “trend di ricerca” che non necessariamente è correlato agli indici? Forse una combinazione di entrambe le componenti?

    Giuro, che dopo aver colmato la lacuna, mi dedicherò a pensare un pò + alla f…

    Cheers, :-)

  42. FrancoK Says:

    Rispondo per quello che posso.

    Il meccanismo con cui vengono creati i suggerimenti e l’ordine con cui sono poi visualizzate le risposte sono coperti da segreto da Google, per evitare che altri li copino, ma alcune risposte le possiamo sapere.

    I suggerimenti non si basano solo sulle ricerche fatte in google, ma ne sono una parte importante, così come i link ad un sito sono una parte importante nel ranking delle risposte ad una ricerca, ma sono “filtrate” e “moderate”.

    Prima di parlare dei suggerimenti diamo un occhio al perchè i link ad un sito non vengono pedissequamente usati per ordinare i risultati.

    In passato diversi gruppi organizzati (amici, simpatizzanti politici o altro) hanno usato una tecnica denominata “Google bomb” per legare delle chiavi di ricerca a delle pagine.

    Qui trovi il punto di svolta:
    news.bbc.co.uk/2/hi/americas/3298443.stm
    Qui una breve spiegazione:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Google_bomb

    Tra le vittime che conoscerete:
    Microsoft con le chiavi “more evil than Satan himself”
    George W. Bush con le chiavi “miserable failure”
    Silvio Berlusconi con le chiavi “miserabile fallimento” e “basso di statura”

    Per evitare che tutto questo si ripeta, Google ha creato un sistema per cui se si creano molti link verso un sito nel giro di breve tempo il loro peso sia molto minore. Superando certi limiti, gli amministratori possono anche decidere di cancellare l’associazione delle chiavi con le pagine e aggiungerlo al filtro per evitare che venga creato in futuro.

    Ad esempio “miserable failure” che era associata alla biografia di G.W. Bush ora non punta più a quella pagina e la creazione di chiavi analoghe associate a quella pagina sono bloccate, ma solo su Google, se provate a fare la stessa ricerca su Yahoo, la pagina di Bush è ancora al primo posto. ;-)

    Un meccanismo analogo è stato messo a punto per Google Suggest.

    Se creare tanti link in breve tempo e alcuni siti viene “filtrato” per evitare il “bombing” dei risultati, inserire tante chiavi identiche in breve tempo e da alcune aree viene “filtrato” per evitare questo nuovo “attacco” che potremmo chiamare “suggest bombing”. ;-)

    Spero di essere stato esauriente, altrimenti chiedi pure e, nei limiti del possibile, ti risponderò. :-)

  43. Stefano Says:

    @FrancoK:
    Puntuale, preciso e gentilissimo. Tenx e buon anno :)

    In sintesi:
    visto il problema “bombing”, google
    1. filtra la sua parte bot per moderare il link-bombing
    2. “probabilmente” FILTRA anche la sua parte “suggest” per fare la stessa cosa con il “suggest-bombing”.

    Ho scritto FILTRA, perchè vedo il “suggest-bombing” come una questio di più difficile soluzione rispetto al “link-bombing”: d’altronde, un attacco di tipo “suggest-bombing” potrebbe essere anche automatizzato e addirittura subdolamente “modulato nel tempo” affinchè possa passare inosservato al filtro.

  44. simone Says:

    Grazie dei dettagli, molto utile!

  45. Franco Says:

    Sarò una voce fuori dal coro, ma il penso che Grillo abbia contribuito enormemente alla Rete a alla libertà di varie coscienza, si certo magari questa volta ha toppato, nessuno è perfetto, ma chi di noi e onnipotente???????

  46. Stefano Says:

    @Simone & @All:

    Cmq, seppur necessari causa “web-bombing-terrorism”, tutti ‘sti filtri ignoti, coi copyright e le blacklists varie ed eventuali, … sono un pò pericolosini (scusate l’understatement) per progresso e democrazia.

    BeeSeek required asap.

    P.S.: (… ‘na parola!) Simo?, … Jeff Bezos e Larry Page sono “pappa e ciccia” o si stanno indifferenti? Non è che in Amazon c’è qualcuno con brufoli, barba lunga e cervello, che possa votarsi alla causa? :-)


  47. Aggiungo al meccanismo contro il bombing spiegato da Frank che pare che i suggest di Google derivino molto dalla storia recentissima delle ricerche, e siano quasi (se non totalmente) indifferenti ai link ed alla popolarità del sito.

    dalle FAQ:

    Google Suggest uses data about the overall popularity of various searches to help rank the refinements it offers

    Quindi se Belen si spoglia in tv e migliaia di utenti fanno la ricerca “Belen Rodriguez spogliarello” in poche ore, probabilmente nel giro di qualche ora supererà gli altri risultati.

    Quindi risponderei con la tua seconda ipotesi:

    sull’intelligenza distribuita rappresentata dal “trend di ricerca” che non necessariamente è correlato agli indici


  48. @Stefano

    Riguardo alla pericolosità dei filtri di google per la democrazia, penso che il problema ci sia ma non sia lì.

    Qualsiasi sia il funzionamento dell’algoritmo dei suggest, se è un algoritmo non modificato in casi particolari a mano allora difficilmente sarà antidemocratico, al limite funzionerà male.

    Se migliaia di utenti cercano lo spogliarello, democrazia vuole che questa voce abbia più importanza di altre ( e qui potremmo fare tante riflessioni sulla democrazia).

    Un problema più grave e secondo me sottovalutato è il funzionamento del Pagerank.
    In sostanza le pagine web hanno una certa importanza sulla base del numero di link in ingresso.

    Escludendo i google bombing, che semplicemente associano parole non volute ad una pagina web e quindi al contenuto che ha, questo ha un immediato riflesso negativo sui contenuti che sono su internet.

    Prendi un contenuto pessimo, come ad esempio era il sito http://www.italia.it durante il suo breve funzionamento.

    In tanti, denunciando lo scandalo della spesa pubblica su quel sito, hanno linkato nelle loro pagine quel sito.

    Così si è trovato ad avere un pagerank alto, ma non per contenuti positivi o utili, ma per la denuncia degli utenti!

    Lo stesso è accaduto per il blog di Mastella, che in un certo momento era tra i più linkati del web perché aveva scritto cose riprese (negativamente) da migliaia di persone.

    Se ordiniamo le pagine sulla base del pagerank come fa google, rischiamo di dare valore a contenuti negativi, non al meglio che c’è.

    E rischiamo che un blog come quello di Mastella sia più visto da altri migliori semplicemente perché ha causato più dibattito.

    Ed il dibattito non è per forza segno di importanza.

  49. FrancoK Says:

    Simone says:
    “Grazie dei dettagli, molto utile!”
    Stefano says:
    “Puntuale, preciso e gentilissimo. Tenx e buon anno :)”

    Piacere mio. :-)

    [In sintesi:]
    Vorresti forse dice che sono un chiacchierone?
    Perchè se è così, beh, avresti ragione. ;-)

    [visto il problema “bombing”, google
    1. filtra la sua parte bot per moderare il link-bombing]
    Esatto, sia con un suo algoritmo segreto, che manualmente.

    [2. “probabilmente” FILTRA anche la sua parte “suggest” per fare la stessa cosa con il “suggest-bombing”.]
    Il “probabilmente” è d’obbligo, visto che ufficialmente non lo dice, ma sarebbe strano il contrario.

    [Ho scritto FILTRA, perchè vedo il “suggest-bombing” come una questio di più difficile soluzione rispetto al “link-bombing”: d’altronde, un attacco di tipo “suggest-bombing” potrebbe essere anche automatizzato e addirittura subdolamente “modulato nel tempo” affinchè possa passare inosservato al filtro.]
    Esatto.

    A questo proposito, volevo chiedere al nostro “padrone di casa” se posso fare qui un riassunto di quanto ho trovato, con il contributo di altri, su quello che potrebbe essere successo e tutte le varie ipotesi, per quanto fantasiose possano sembrare; il tutto scritto in un linguaggio capibile dalla maggioranza degli internauti.

    Farei riferimento anche ad altri blog sui quali ho scritto, ma preferirei questo che mi pare il meglio interconnesso, senza offesa per gli altri. :-)

    Ovviamente il tutto esposto alle critiche altrui, nel caso in cui ci fossero delle correzioni da apportare o delle ipotesi da aggiungere.

  50. giosby Says:

    Grillo censurato? Mah!

    Le censure che egli applica nel suo blog tagliando via ciò che non è di suo gradimento? Di questo non parla mai! Eppure ne ho raccolta una vera collezione e ne ho ricavato anche un racconto …

    Ma non dice niente nessuno, anche se in rete lo sanno tutti …

    Chissà perché? Che sia un “raccomandato” ?

    http://www.giosby.it/

  51. Stefano Altissimo Says:

    Simone, avevo preparato un bel postone di quelli polemici, ma poi, vabeh’, certe cose a me non riescono bene. E quindi, in sintesi:
    ma veramente con il tipo di mare di…. che abbiamo fino al collo, il danno peggio della grandine lo fa proprio Beppe Grillo?
    Bene, dirti infastidito per come dice le cose, certo, anche a me può pesare un certo tono (e che comunque non definirei populista o da guru mediatico), ma se devo farmi infastidire proprio da uno come Grillo per via del “populismo”… cosa faccio se comincio a ricordarmi di altre facce? Vogliamo parlare di populismo? bene parliamo di quello VERO! di quello che ci comanda rendendoci sereni e convinti e che ha avuto la tenacia giusta fino a non farsi manco piu notare! No, non mi rifaccio per forza ad una certa parte politica, anche se potrei, ma mi rifaccio al modo con cui, in generale, si fa politica……

    E poi io devo dire, francamente, con tutto quello che mette in gioco (si.. anche quello forse troppo), hai cose “toste” da contestargli? Io ricordo una persona che parlava di Parmalat, e questo era Beppe Grillo. Io ricordo una persona che già anni fa parlava del debito americano, e questo era Beppe Grillo, parlava di banche e questo era Beppe Grillo… per citare le più grosse. No, non e’ un guru, forse e’ solo uno che ha voglia di vederci e che, in un paese libero (forse), beh si incazza e spesso, secondo me, a ragione. Google? non lo so se ha detto una cazzata o no, ma chi se ne frega?
    Io mi sento preso per il culo? Si, ma non da Beppe Grillo il populista.
    Il suo “potere mediatico”? ma proprio “il suo di beppe grillo”? ma per favore… su…. anche tu hai un blog!

    Grazie.

  52. FrancoK Says:

    Con il contributo di:
    Alessandro Ronchi

    http://www.alessandroronchi.net/2008/google-non-ha-paura-di-beppe-grillo-semmai-lo-staff-di-grillo-non-conosce-il-w3c/

    Ugo

    http://www.alessandroronchi.net/2008/attenzione-google-censura-polizia/comment-page-/#comment-31222

    Matteo Moro

    http://www.matteomoro.net/2008/12/29/non-e-google-ad-aver-censurato-grillo-sono-stati-gli-utenti/

    FrancoK ;-)
    http://www.matteomoro.net/2008/12/29/non-e-google-ad-aver-censurato-grillo-sono-stati-gli-utenti/#comment-7438 e altrove.

    Riporterò in questo ed altri pezzi susseguenti su questo blog un riassunto ragionato di cosa è successo al sito di Google.it rispetto a quello successo con Grillo e quali possono esserne state le cause.

    Vediamo come funziona ora che è “a posto” vedendo solo i fatti, con le mie segnate come NdF (Nota di FrancoK).

    Oggi cercando su Google.it troviamo
    Scrivendo “B” troviamo “badoo”,”better” e “Beppe Grillo” al terzo posto.

    Scrivendo “BE” troviamo “better” e “Beppe Grillo” al secondo posto.

    Continuando a scrivere fino a “BEPPE” troviamo “Beppe Grillo” al primo posto seguito da altri come “Beppe Severgnini”.

    Proseguendo fino a “BEPPE GRILL” la seconda parola suggerita è sempre “Grillo”.

    Riproviamo con Google.com
    Con “B” e con “BE” non è in lista, mentre da “BEP” entra il lista al primo posto, superando anche “Beppe” (NdF: questo vuol dire che Google Suggest di Google.com ritiene “Beppe Grillo” un suggerimento migliore di “Beppe”, che è solo quarto, quando si inserisce “BEP”).

    Scrivendo “BEPP” “Beppe Grillo” resta, ovviamente, al primo posto, “Beppe” sale al secondo posto ed appare all’ottavo posto “Beppe Severgnini”.

    Terminando il primo termine, “BEPPE”, con “Beppe Grillo” sempre in testa, abbiamo “Beppe Severgnini” che sale al terzo posto.

    Proseguiamo con “BEPPE G” ed i termini che contengono anche “Grillo” salgono a sei su dieci.

    Da “BEPPE GR” in poi in tutti suggerimenti la seconda parola è “Grillo”.

    Rifacciamo con la parola chiave “GRILLO”.
    Con Google.it abbiamo:
    “G” nessun risultato
    “GR” “Grillo” al primo posto
    per arrivare a “GRILL” con altri nomi come “Grillo Parlante” al secondo posto, “Grillo Traslochi” al sesto posto.

    “GRILLO” non porta nessun suggerimento come “GRILLO BEPPE”

    “GRILLO ” ha “Grillo Blog” come primo suggerimento.
    e prosegue con “GRILLO B” con lo stesso suggerimento.

    “GRILLO BE” riporta “Grillo Beppe” come primo suggerimento, oltre a “Grillo Bellinzona” al secondo, “Grillo Berlusconi” al terzo e “Grillo Beppe spettacoli” al settimo ed ultimo suggerimento.

    “GRILLO BEP” e “GRILLO BEPP” riportano solo due suggerimenti “Grillo Beppe” e “Grillo Beppe spettacoli”.

    Vediamo come risponde Google.com

    Fino a “GRILL” la parola “Grillo” non appare.
    Con “GRILLO” ovviamente appare sette su dieci, ma “Beppe” non appare.
    “GRILLO ” ha come primo suggerimento “Grillo Blog”
    “GRILLO B” ha solo tre suggerimenti il primo è “Grillo Blog” gli altri non sono correlati.

    Ora un paio di ricerche che ha fatto anche Matteo Moro, ma solo su Google.it

    “BEPPEGRILLO” trova tutti siti relativi a “Beppe Grillo”.

    “WWW.BEPPEGRILLO.IT” trova solo quattro suggerimenti, a tutti legati a “Beppe Grillo”.

    Ora passiamo a vedere i fatti PRIMA della situazione odierna.
    Ugo ha verificato (e dopo di lui tanti altri) che su Google.it scrivendo “BEPPE” non c’erano suggerimenti per “Beppe Grillo”.
    Arrivando a scrivere “BEPPE GRI” i suggerimenti sparivano e Google Suggest non aveva nessun suggerimento da dare.

    Io ho verificato (e prima di me probabilmente altri, ma non posso esserne certo) che scrivendo “GRILLO” non c’erano suggerimenti; cominciando a scrivere “G” i suggerimenti c’erano, ma in nessun caso da “G” a “GRILL” c’era “Grillo Beppe” e arrivato a scrivere “GRILLO” i suggerimenti sparivano. Nessun suggerimento.

    Matteo Moro ha verificato (e gli credo, anche se non lo ho potuto fare io e non so se lo hanno fatto altri, poi spiegherò perchè mi fido) che scrivendo “BEPPEGRILLO” (quindi senza lo spazio in mezzo) o “WWW.BEPPEGRILLO.IT” venivano suggeriti su Google.it siti relativi a “Beppe Grillo” come succede ora.

    Ultime, ma non meno importanti, considerazioni.

    1. Google ha un sistema di filtraggio dei risultati che gli consente di evitare di subire dei “google bomb” (se siete interessati cercate i termini “miserable failure”). Una versione localizzata del sistema funziona per ogni portale.
    2. Google ha un analogo sistema di filtraggio delle parole nei suggerimenti, anche questo diverso da portale a portale, che analizzeremo.

    Ok, con questo primo post (palloso per chi sa già di cosa parliamo, devo ammetterlo) ho riassunto tutti i fatti raccolti in rete o sperimentati di persona.

    Non penso che ci siano dubbi, visto la notorietà dei fatti accaduti, spero di non avere dimenticato niente o sbagliato niente, vista l’ora.

    Tempo di andare a nanna, presto la seconda parte in cui troveremo le risposte.

  53. simone Says:

    Stefano Altissimo: Grillo ha indubbiamente altri meriti, e su quelli tanto di cappello; io mi riferisco solo a questo episodio, e come vedi in fondo al post scrivo di Grillo che è una persona la cui simpatia non è scomparsa :)

  54. Stefano Says:

    @FrancoK
    [In sintesi:? ... chiacchierone?]
    Nooo nooo… lungi da me, … volevo solo ripiegare le cose prima di rimetterle in valigia!!! Sai con 2 neuroni che girano la corda e il terzo che salta in mezzo uno deve adeguarsi e prender provvedimenti! :-|

    @Ale Ronchi
    Si la questione democrazia era uno spunto celere, che le tue giuste riflessioni hanno subito ridimensionato.

    Il page-rank è un numero “stupido” e giustamente “senza sapore”. Potrebbe essere più quotato “www.tritolo-fatto-in-casa.com” anzichè “www.ghandi-life.org”. In quanto “stupido”, al netto delle elaborazioni del bot su “aderenza w3c”, “javascript si/javascript no”, “la lingua”, “… e tante altre menate tecniche”, il page-rank viene reso meno “stupido” dal key-rank di umana fattura e intelligenza che lo va a “limare” ove necessario; prendo in prestito la tua citazione:
    [
    ... to help rank the refinements it offer
    ]

    D’altronde, ieri l’altro ho notato che:

    se scrivo “be” mi viene presentata una roba tipo

    suggerimento1 nro1
    suggerimento2 nro2

    suggerimentoN nroN

    Osservazioni:

    1. nro1, …, nroN non sono in ordine decrescente
    2. suggerimento1, …, suggerimentoN non seguono un ordinamento lessicografico
    3. nroI differisce sempre dal numero di risultati effettivi della ricerca, nonostante sia più o meno comparabile (questa cosa mi dice poco. Mi dice che numI è forse scorrelato da tale numero e rappresenti quindi il numero vero di digitazioni? Se si, sarebbe un interessante caso di studio rilevare la ragione per cui i due numeri, alla fine della fiera, siano non così lontani. Bah?)

    Soprattutto da 1 e 2, mi viene da pensare che il key-rank è “probabile” che sia semplicemente “la top ten delle chiavi di ricerca” che fa poi emergere “una top tag” dalla marea di tag rastrellati dagli spiders, e va ad operare quindi la sopracitata scrematura.

  55. FrancoK Says:

    Nessuno ha niente da aggiungere? Ok. :-)

    Premetto che, da questo punto in poi, se non necessario, scriverò le “PAROLE CERCATE” per intero lasciando a voi il compito di inserirle una lettera alla volta e di verificare mano a mano i suggerimenti.

    Vediamo ora come funziona Google Suggest.

    Innanzitutto possiamo vedere che l’ordine di ricerca delle chiavi è importante. Cercare “CHIAVE1 CHIAVE2″ non è uguale a cercare “CHIAVE2 CHIAVE1″.

    Infatti scrivendo “BEPPE” segnala “Beppe Grillo”, mentre scrivendo “GRILLO” non segnala “Grillo Beppe” e nemmeno “Beppe Grillo”.

    Questo potrebbe significare che, oltre al valore stesso della chiave, anche la sua posizione è importante, oppure tutti i caratteri sono utilizzati per creare un’unica grande chiave, spazi inclusi.

    Solo uno dei due casi può essere vero, vedremo tra poco quale è.

    Di fianco ai vari suggerimenti troviamo il numero approssimativo di pagine previste per il suggerimento come risultato. Possiamo notare che il numero di pagine non è il campo principale per cui vengono ordinati, come molti hanno infatti sottolineato.

    I suggerimenti sono limitati a 10, i più probabili sono in cima, se ci sono meno di dieci suggerimenti possibili, non saranno visualizzate altre righe.

    Parliamo ora del sistema di filtraggio di Google Suggest.

    Cominciamo con il dire che cambia da portale a portale.

    Le parole filtrate su Google.com sono diverse da quelle filtrate su Google.it o altri paesi.

    Facciamo qualche esempio, partendo da quello suggerito da Ugo: “WALTER NUDO”, che, a causa del suo cognome risulta filtrato nel portale italiano.

    Cerchiamo “WALTER NUDO” e “NUDO” su Google.it e notiamo che non appare mai nei suggerimenti, anche se appaiono, nel primo caso, dieci suggerimenti fino a “WALTER N”, poi un solo suggerimento a “WALTER NU” e non è “Walter Nudo” e poi nessun suggerimento.

    E nel secondo caso:
    “Nudismo”, “Nudisti”, “Nudiste”, “nudo.in.foto blog”, “nudoartistico”, “nudoteca” ed altri con la stessa radice, oltre a “Napoli” come ottava ed ultima scelta, con ben 67 milioni di pagine pronosticate come risultato. (*)

    Riproviamo su Google.com.
    Con “WALTER NUDO” troviamo tre suggerimenti, tutti riferiti all’attore, mentre con “NUDO” o “NUDO ” troviamo tanti suggerimenti, ma nessuno riferito all’attore, comunque molti di essi hanno la parola chiave “Nudo” in essi, al comtrario del sito italiano.

    Possiamo provare anche con la chiave “MERDA” (traduzione della famosa esclamazione di Cambronne) che risulta filtrata nel portale italiano (e non in quello USA), mentre la sua traduzione “SHIT” non risulta filtrata in nessuno dei due portali.

    Vi invito a fare delle prove sui due portali, con parole “vietate” in entrambe le lingue.

    Preferisco non fare esempi per non “sporcare” la pagina, ma sono certo che potrete fare diverse prove, sia in italiano che in inglese. ;-)

    Troverete che parole contenenti il termine vietato vengono presentate nei suggerimenti se fanno parte di una chiave che li contiene.

    Troverete anche che, se viene forzata una chiave di ricerca che è associabile solo ad una parola vietata, nel caso in cui sia scritta come prima parola, quando premete spazio, nel caso in cui sia scritta come seconda parola, quando non rimangono altre possibilità, i suggerimenti scendono a zero.

    E questo riposnde anche al quesito lasciato in sospeso prima.

    Ricordate?

    [Questo potrebbe significare che, oltre al valore stesso della chiave, anche la sua posizione è importante, oppure tutti i caratteri sono utilizzati per creare un'unica chiave, spazi inclusi.]

    Visto che la chiave di ricerca “NUDO” viene filtrata e la chiave “NUDOARTISTICO” non viene filtrata, lo spazio agisce da separatore tra le chiavi e quindi le chiavi vengono valutate separatamente e a seconda del loro ordine.

    Fine della seconda parte, ci sentiamo tra qualche giorno per la conclusione, anche se ora è molto facile. ;-)

    (*) Questo ci fa capire come Google Suggest utilizzi un algoritmo fuzzy per aggiungere al suggerimento quei termini che sono simili, ma con degli errori di battitura. Questo però esula totalmente da quello che ci interessa. ;-)

  56. FrancoK Says:

    Ok, passiamo alla fase 3.
    Grillo era nella lista delle parole da filtrare?
    Davvero è stato censurato o è successo altro?

    Tenendo presente quello che ho scritto poch’anzi, vediamo innanzitutto le risposte “fantasiose” che ho trovato in rete.

    “Grillo è in declino, lo dice Alexa”

    In effetti le ricerche di “Grillo” risultano, mediamente, in diminuzione, ma risultano comunque molto maggiori di qualunque altro “Beppe” o “Grillo”, quindi non può essere questo il motivo per cui non appare.

    “Le pagine del sito di Grillo sono scritte male, per questo non vengono trovate”

    Sbagliato.

    Google Suggest non sceglie i suggerimenti in base alle pagine del sito, ma in base a quanto un sito è ricercato, quindi le pagine del sito non contano.

    “La gente cercava ‘www.beppegrillo.it’ invece di ‘beppe grillo’, per questo non era nelle ricerche”.

    Mentre è possibile che alcuni sbaglino, direi che è molto difficile che TUTTI gli utilizzatori di google.it sbaglino e che invece quelli che usano google.com facciano le ricerche corrette (non dimentichiamo, infatti che su google.com “Beppe Grillo” appariva correttamente), ma c’è una cosa che prova che la parola “GRILLO” era filtrata.

    Facendo una ricerca per “GRILLO” invece che per “BEPPE”, mano a mano che si aggiungevano le lettere la parola “Grillo” non appariva MAI ne suggerimenti e quando si arrivava a scrivere la parola intera i suggerimenti sparivano, nessun suggerimento. Non apparivano nemmeno i suggerimenti per altri “Grillo” famosi, come “Grillo Saverio”, “Grillo immobiliare” o “Grillo traslochi” e quando la situazione è tornata “normale” anche gli altri Grillo sono riapparsi.

    Cercando di salvarsi in corner, alcuni hanno tirato fuori la possibilità che, nel giro di poche ore, tutti i lettori di Grillo abbiano provato a scrivere “BEPPE GRILLO” in google.it e quindi abbiano fatto risalire il punteggio nella ricerca.
    -_-

    Già questo basterebbe a qualificare il commento, ma facendo finta che sia possibile, non spiegherebbe come avrebbe fatto riapparire allo stesso tempo tutti gli altri “Grillo” (traslochi, ad esempio) che erano spariti e non erano stati, nel frattempo, cercati più del solito.

    Solamente il fatto di avere la parola “Grillo” tra quella da filtrare ed averla poi rimossa può spiegare quello che è successo.

    Spero di avere esaurito tutti i vostri dubbi “tecnici” con queste brevi spiegazioni, ora possiamo passare alle ipotesi su cosa sia successo e come mai la parola “GRILLO” sia finita tra quelle da filtrare in google.it

    Lascio, come al solito, qualche giorno per consentire a tutti la lettura. :-)

  57. simone Says:

    Grazie FrancoK.


  58. Solo per precisare che il mio riferimento alle “pagine scritte male” era sull’associazione del sito alla lingua.

    Ho ipotizzato che http://www.beppegrillo.it venisse letto come pagina inglese e per questo motivo comparisse solo in inglese, non che fosse brutta e cattiva e come tale oscurata.


I commenti sono chiusi.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: