Lutti nascosti

23-04-2009

Visto che è serata di riflessioni, ne voglio aggiungere un’altra. Sembra personale, ma lo è mantenendo comunque un velo di privacy sulla mia vita, il che mi sembra giusto anche per le persone eventualmente chiamate in causa :)

Ero in aereo, mentre una bastarda stava ripetendo una piece teatrale greca, con una voce antipatica e monotona. I tappi del Dax non sono serviti a nulla (e il Dax sa cosa significhi). Contorto dal dolore e dalla tortura acustica, pensavo.

Tutti noi abbiamo almeno un ex, o una ex, ragazzo/a. Non so voi, nel mio caso il conto ammonta a qualche ex ragazza. Con nessuna ho un rapporto di amicizia “continuo” (nemmeno quando ero in Italia), ovvero: una volta che ci siamo lasciati, non siamo riusciti a frequentarci da amici. Qualcuno ci riesce, io finora non ci sono mai riuscito.

Per la prima volta, stasera, ho assemblato diverse cose lette, sentite e dette negli anni passati, e ho capito una cosa importante: quando ti lasci con una persona con la quale hai condiviso tanto, e quando non riesci più a frequentare quella persona, nemmeno in amicizia… Beh, è quasi come se quella persona morisse.

Ovviamente la persona in questione continua a vivere (felicemente, mi verrebbe da aggiungere ironicamente) una vita fisica, che tuttavia è ormai distaccata dalla mia.
Forse ci incontriamo per sbaglio ogni tot mesi, un breve saluto, una breve conversazione, quasi mai cose profonde o interessanti. Che peccato.

E stasera, in aereo, pensavo che il motivo di certi turbamenti che ho avuto negli ultimi mesi è proprio questo: è morta una persona cara, e io non me ne ero ancora accorto.
Accorgersene, è il primo passo per riaggiustare le cose.

Atene, 3:56am, arrivato in albergo da 20 minuti. Tempo di dormire, domani, tanto per cambiare, ho una conferenza.

UPDATE: non credo molto alle coincidenze… Ma la notte passata, più o meno mentre scrivevo il post, la nonna di una persona a me carissima, una dei “lutti nascosti”, se ne è andata. La conoscevo, e mi dispiace moltissimo. :(

4 Responses to “Lutti nascosti”


  1. Dici proprio bene.. E’ giusto, spesso non ci pensiamo, vogliamo “dimenticare”, ma ciò che è stato non tornerà, per questo è “morto”..

    Ciao.

  2. Enzo Says:

    Pensavo proprio la stessa cosa qualche giorno fa… e infatti ho sempre sofferto come se la persona persa morisse, come se fosse un vero lutto.

  3. Guest Says:

    Un bel post.
    E’ vero: quando si tronca una relazione d’amore (ma vale anche per quelle di vera amicizia) è un po’ come se l’altra persona morisse (ma anche qualcosa di noi muore con lei: questo lo sappiamo). Però ciò è del tutto naturale, forse non è neppure un male (è un “metodo”, con cui il nostro Io mira all’autoconservazione e all’evoluzione), anche se… anche se si resta molto male quando si scopre che quella persona è morta realmente e non soltanto nella nostra psiche.
    Ogni tanto, tuttavia, mi soffermo a pensare che questo modo di agire è spesso reciproco: è anche l’altra persona che (di sua iniziativa o spinta dal nostro comportamento) ci ha eliminato dalla sua vita. E anche noi potremmo morire per davvero. Forse dovremmo pensare di più alla nostra morte.
    Io una volta, spinto proprio da quest’ultimo pensiero, ho scritto una lettera a una ragazza che non avevo più visto né sentito da anni per chiederle scusa del mio comportamento. Ci volevamo bene, io credo.
    Bah… il mio dispiacere spontaneo fece sì che mi espressi in un modo che la lasciò piuttosto stranita e alla fine ciò non ebbe alcun esito che mi sentirei di definire positivo. Lo definirei neutro, ma, quasi quasi, penso che sarebbe stato meglio non farmi vivo, perché ora, quando lei mi torna in mente, la vedo in un’altra luce e provo un po’ di amarezza.
    Insomma, oggi come oggi, penso che tornare sui propri passi non sia sempre un bene.

  4. simone Says:

    Guest: belle parole.


I commenti sono chiusi.

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