Twitter

17-04-2009

Conoscete Twitter?
Se ne parla molto in questi giorni nei blog italiani (vedi Massimo, ad esempio), a seguito della notizia del boom degli utenti nel mese di Marzo 2009 (quasi dieci milioni di visitatori unici, secondo TechCrunch). Posso anche azzardare una profezia: ad Aprile 2009, i visitatori unici secondo me supereranno i 22 milioni. Vedremo.

Tra l’altro, Twitter usa Amazon Web Services per alcune cose, come gli Avatar e gli sfondi dei profili.

Io uso Twitter da circa un anno, e il mio primo account si chiamava simone_brunozzi.
Poi ho capito che era un nome troppo lungo, e ho chiesto al proprietario dell’account simon di… darmelo.
Lui, un tipo svedese gentilissimo, mi ha risposto “sure” e sotto la password. Grandioso.

Quindi, da circa cinque mesi, il mio account su Twitter è: SIMON.

(tra l’altro, la cosa simpatica è che quasi tutti credono che io sia stato uno dei primi utenti di Twitter, visto lo username)

Per chi non conosce Twitter:
Twitter ti permette di “cinguettare” (Tweet) 140 caratteri, eventualmente anche dal telefonino; chi ti “segue” (follow) leggerà i tuoi tweet, e potrà risponderti. Tutto qui.

Vi mostro questi due grafici tratti da TwitterCounter; il primo mostra la notevole crescita dei miei “followers” negli ultimi mesi (probabilmente, anche per via del mio lavoro di “Evangelista” di Amazon) :

twitter-counter-1

Il secondo invece mostra un’altra cosa importante:

twitter-counter-2

La cosa secondo me più importante è il Twitter Rank, che mi mostra attualmente in posizione 17mila e rotti (che non è male, ma non è nemmeno niente di speciale).
Piuttosto, sono 24mo nella classifica dei Twittatori italiani. Ecco, questo non è male.

Una importante considerazione: è piuttosto inutile, infatti, guardare la propria “crescita”, se non ci si rende conto di quanto in fretta stiano crescendo gli altri.
Ritengo che, se il proprio “stream” di cinguettii è interessante (inteso come “divulgazione”, ovviamente), la propria posizione rispetto al “mondo” dovrebbe rimanere pressochè costante col passare dei mesi.
Se invece usate Twitter per cose “di nicchia”, non dovrebbe importarvi poi molto di quanti followers avete.
In fondo, non è importante il numero di followers, semmai quanto questi followers realmente vi leggono e INTERAGISCONO con voi.
Sarò curioso di rivedere le mie “posizioni” tra un mesetto.

Ultima cosa: io “twitto” in inglese, per ovvie ragioni lavorative. Credete che i twitterers italiani la trovino una barriera? Sarebbe il caso di avere un account personale separato, magari in italiano, per descrivere cose più personali, come ha fatto ad esempio il buon Luca Conti (pandemia in italiano, LucaConti in inglese)?

Avete considerazioni da fare al riguardo? Che ne pensate?

7 Responses to “Twitter”

  1. Philip J. Fry Says:

    Un nuovo Facebook-effect? Personalmente ce l’ho, ma IMHO lo trovo piuttosto inutile…più che altro tra FB, Twitter e altri li trovo una gran perdita di tempo, oltre che un altro modo per perdere un briciolo di privacy in più.

    Tutto IMHO.

  2. simone Says:

    Non sono d’accordo, almeno nel mio caso: Twitter mi è utilissimo per lavoro. Lo sarebbe di meno per il “divertimento”, ma probabilmente dipende dalla tuttora ridotta massa di utenti su scala globale.

  3. Philip J. Fry Says:

    Lo so Simone, non mi riferisco a chi lo usa come fai tu, mi riferisco al momento in cui scoppierà magari la Twitter-mania, e si riempirà di individui impazienti di condividere con chiunque ogni aspetto della loro vita.

  4. LuNa Says:

    secondo il mio personalissimo punto di vista twitter e il resto della sfera “microblogging” è tempo perso. se tu vuoi usarlo, sei libero ma non ti seguo *anche* da quelle parti. quello che ammiro invece, è il tuo modo di porti nei confronti degli altri. non puoi parlare del tuo lavoro, della tua attività, ma puoi parlarci del tuo specialissimo e invidiabile (si, invidiabile, per conto mio) modo di porti. domandavi se era il caso di continuare con questo blog. continua. scrivi. quello che vuoi. 10 lettori o migliaia di lettori questo non conta. quello che conta è chi ti apprezza per quello che sei e quello che rappresenti per chi ti segue sempre (come me). percio’, Simone, qualsiasi cosa tu faccia o scriva, sei e sarai sempre una passione per i tuoi lettori. anche se utilizzi il microblogging. noi ti stimiamo e continueremo a farlo.
    PS= non sto idealizzando e pompando “il modello brunozzi” (bella questa) ma affermando. scusa l’ot ma ormai ho scritto. e aggiungo: daje ! ;)
    con “affetto” virtuale, un tuo affezzionato lettore.

  5. simone Says:

    LuNa: LOOL, il “modello Brunozzi”… pensa quei poveretti studenti universitari quando se lo ritroveranno in qualche libro (o sul Kindle 5) :)


  6. riguardo alla tua domanda iniziale, credo che la scelta di Luca Conti sia quella ottimale.

    Nel tuo caso io leggo i tuoi post in inglese perchè sono interessato all’argomento aws.

  7. LuNa Says:

    @Simone: non farmici pensare. povera Gente. eheh :P


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