E’ un privilegio (a.k.a. Questo blog fa schifo)

15-04-2009

Oggi presento Amazon Web Services a Manchester, UK. Qui trovate la presentazione, e vi chiedo di fare particolare attenzione alla terza slide, riprodotta qui sotto.

privilege

Per chi non conoscesse Seth Godin, basta leggere Wikipedia, o il suo blog.
Nella mia slide, cito una sua frase del post di oggi: “Una presentazione non è un compito forzato: è un privilegio”.

Perchè parlo di Seth Godin, e perchè mi riferisco a questa slide?
Perchè oggi ho avuto un momento di illuminazione.
Sono riuscito ad ammettere a me stesso una cosa importante:

QUESTO BLOG FA SCHIFO.

La scintilla me l’ha data il mio caro amico Dax, che “come i nemici, dice la verità”, con una semplice battuta fatta in chat. :)

Vi spiego.

C’era un tempo in cui questo blog parlava di Ubuntu, Linux e simili.
Ne parlava con passione, con interesse, immagino anche con una certa dose di competenza.
Ho investito molto tempo nella divulgazione delle idee di Open Source, Free Software, Debian, Ubuntu e tutto il resto, pur con una connotazione molto personale, e un po’ distaccata dal “fanatismo” di certe correnti estreme :)
Nel 2007 sono stato l’unico speaker italiano alla UbuntuLive di Portland, dove ho incontrato di persona Mark Shuttleworth, che conoscevo solo per e-mail.
(Curiosamente le nostre strade si sono “incrociate” di nuovo recentemente, ma questa è un’altra nebulosa storia).
Ho investito parte del mio tempo in UbuntuSemplice, una guida per inesperti, e grazie al grande contributo di tante persone, ne abbiamo realizzate (e stampate) due edizioni, con tirature di migliaia di copie.

Tutto questo non per vantarmi, per carità: solo per dire che PER ANNI, questo blog ha avuto senso di esistere.
Alcuni numeri, per i più curiosi:
65.000 visite nel mese di ottobre 2007
935.000 visite in totale (in circa 30 mesi).
5766 visite il 23 aprile 2008.
1047 articoli.
8605 commenti.

Da un anno, invece, il mio nuovo lavoro per Amazon mi ha assorbito quasi completamente… Uso raramente Ubuntu, e raramente trovo il tempo di aggiornarmi su quanto succede nel mondo Linux.
Inoltre, per policy aziendali, non posso parlare di lavoro nel mio blog personale. Avrei tante cose da dire, ma non le posso dire :)

Tutto questo ha portato ad un risultato evidente, che sono finalmente riuscito ad ammettere a me stesso soltanto oggi:

QUESTO BLOG FA SCHIFO.

Sto vivendo di rendita: chi mi legge si è affezionato, o è troppo pigro per rimuovermi dai feed. Dubito che ci siano molte persone genuinamente interessate agli “off-topic” che scrivo ormai da diversi mesi, con stile spesso scialbo, distratto. Frettoloso. Ogni tanto spunta qualche post decente, ma si confonde in un mare di melma.
Confermo: mi diverto molto meno a scrivere in questo blog, rispetto a qualche tempo fa.
Meno divertimento = risultato pessimo.

Cosa fare?
Chiudere?

Chiudo gli occhi per un momento, e penso: no, non voglio chiudere. Sono affezionato ai miei lettori. Ho tante cose da dire. Vorrei dirle BENE, ma spesso le dico MALE.

E’ un privilegio essere letto. Non è una cosa forzata, una obbligazione, ma UN PRIVILEGIO.

Cercherò di essere degno di questo privilegio. Come, non so. Si accettano suggerimenti. :)

50 Responses to “E’ un privilegio (a.k.a. Questo blog fa schifo)”

  1. coppermine Says:

    un bel blog che parli del cloud computing da un esperto lo apprezzerei molto

  2. Giacomo Says:

    Ormai gli off-topic sono diventati gli argomenti principali ed il motivo per cui seguo questo blog è perchè mi interessa leggere quello che scrivi… Diciamo che anche se il titolo è rimasto lo stesso è pur sempre il tuo blog e se c’è qualcuno che legge è perchè è interessato… perchè chiuderlo? Quando non avrai più niente da dire la morte verrà da se :-)

  3. Andrea Says:

    Forse dovresti torvare qualche appassionato di Ubuntu e Open Source in generale che pubblichi qualche articolo in questo blog (in commodato d’uso gratuito :)

    Mentre i post off-topic li potresti pubblicare in un altro blog.

  4. stefanauss Says:

    Io faccio parte degli aficionados. Il tuo blog è un piacevole intermezzo tra i feed “pragmatici”, non mi vengono in mente ragioni per rimuoverlo tra quelli che seguo.
    Certo, la tua.. ehm.. linea editoriale (?) attuale non ti porterà certo molti nuovi lettori, ma sono felice di essere di vecchia data.

    Poi però, se non ti ci diverti…


  5. Io ho iniziato a leggerlo solo di recente (sicuramente dopo il tuo ingresso in Amazon) e lo faccio con piacere.

    Probabilmente credi di non soddisfare le tue aspettative, ma non è detto che comunque tu non stia soddisfacendo quelle degli altri.

    Sai a volte il censore che è dentro ognuno di noi ci fa vedere la realtà in modi strani :-)

  6. aldolat Says:

    Perché chiuderlo? Ti seguo ormai da anni con interesse e leggo per intero i tuoi scritti. Anche quando sono “frettolosi”, ma non per questo meno interessanti.

    Anche il mio blog da un po’ di tempo a questa parte parla meno di Ubuntu e più d’altro: evidentemente perché sto scoprendo nuove cose che mi va di condividere. Un blog è, generalmente, lo specchio di una persona: il blog cambia con l’autore stesso. Per cui nessun problema: continua così.

    Sei stato molto schietto nel tuo post e questo lo apprezzo tantissimo! :)

    Un suggerimento? Scrivi quello che pensi sia condivisibile, senza preoccuparti se stai parlando di Ubuntu o d’altro. Scoprirai una miniera inesauribile.

  7. Francesco Says:

    Ciao Simone!
    No, non direi proprio che questo blog fa schifo. Semplicemente, ha un titolo diventato inappropriato.
    Lungi dal rimuovere dai miei feed colui che mi ha fatto conoscere il TED (https://ubuntista.wordpress.com/2007/10/24/john-doerr/) e Spinoza (come vedi ti ho conosciuto per Ubuntu, ma apprezzo moltissimo anche gli off topic)
    Non chiudere! Rinnovati!

  8. Miri Says:

    Troppo severo con te stesso. Il blog è tuo,i pensieri,gli argomenti,tutto ciò che scrivi è tuo,ti appartiene e soprattutto parla di te. Personalmente credo che un blog essendo un diario non può trattare solo un argomento,che diario sarebbe?? Io non mi preoccuperei troppo del pensiero altrui…
    P.S. mi è piaciuta tanto una frase che ti ha scritto un commentatore: “il blog cambia con l’autore stesso”! Bello e vero.

  9. Mighty83 Says:

    Non credo che questo blog faccia schifo, anzi, tutt’altro!

    Credo che sia solo diverso… È solo una normale evoluzione! :)

    E a me, mi piace! :-D

  10. simone Says:

    :)
    commenti incoraggianti direi… :)

  11. Daniele Gioffré Says:

    Concordo con il rinnovo. Ma il tuo, caro amico, è anche un problema di tempo.

    “Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio. L’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo.”

  12. Simone Says:

    Ciao Simone
    Solo di recente ho cominciato a seguire il tuo blog e condivido con quello che qualcuno ha già fatto notare e cioè che non c’è molta coerenza tra il titolo e quello che viene scritto. In ogni caso mi permetto di darti un suggerimeto. Considerato che di blog che scrivono su GNUlinux ce ne sono già molti (alcuni fatti bene altri schifezze) potresti pensare a qualcosa che sia meno tecnico ma più legato alla filosofia opensource … da quello che ho potuto capire tu hai la possibilità di viaggiare molto ed essere a contatto con grandi realtà aziendali ..perchè non scrivi qualcosa proprio su questo cioè la tendenza o meno di aziende ad avvicinarsi al mondo opensource.
    Ciao

  13. Stefano Luchetti Says:

    Il mio pensiero e’ perfettamente sintetizzato negli interventi che mi precedono.

    L’importante è lo “stream of consciousness” (il flusso di coscienza) distribuito che deriva dal pensiero di chi scrive in questo spazio (in stile molto “cloud” se vogliamo :)). E questo, va salvaguardato.

    L’andare frettolosamente, o essere fuori tema rispetto alla genesi del blog e’ un male decisamente minore.

  14. antonde Says:

    Io sono troppo affezionato a tutti i blog e di conseguenza alle persone che ho avuto il piacere di incontrare quindi non cancellerei mai nessuno. Il blog è il tuo spazio per mettere in condivisione ponderata le tua cose ( per l’emotività e l’istinto ci sono altri strumenti ) .
    Non importa quello che scrivi su Ubuntista , continuerò a leggerti dal mio aggregatore.
    Un saluto.

    Dema

  15. Luca Says:

    Caro Simone,

    chi ti legge lo fa perché è affezionato a te o comunque ha interesse a confrontarsi con il tuo punto di vista. Chi era interessato solo ad Ubuntu probabilmente ti ha già lasciato.

    Avere un blog significa prima di tutto voler condividere e avere qualcosa da condividere.

    Se queste due condizioni permangono, direi che non ha ragioni per chiudere.

    Buon blogging

  16. Smeerch Says:

    Tieni duro. Solidarietà.

  17. marco Says:

    questo post mi ha definitivamente convinto a toglierti dal mio aggregatore.

    have phun

  18. Lazza Says:

    Non ho letto tutti i commenti, ad ogni modo ti posso dire che anche io in qualche modo preferivo la “vecchia scuola”… Comunque sia, ti leggo ancora, al massimo i post che non mi piacciono li passo via. Stai bloggando in modo “controproducente” (scusa il brutto termine) eppure si vede che ci tieni. Non è da tutti.

  19. Marco Says:

    I miei consigli:

    -basta post dove c’è una foto e una righetta sotto, cioè se la metti cerca di metterci un po’ di contorno
    -basta dire: vorrei parlare di questa cosa, ah quante ne avrei da dire, ma la tengo per me
    -basta dire: ho letto oggi sul new york times che un canadese ha pestato una merda a Pisa, ah l’Italia come sta cadendo in basso…
    -Parla di AWS, a me interessa parecchio! So chenon puoi farlo perché dovresti chiedere il permesso a Amazon ogni volta, ma tu fallo lo stesso anche senza permesso, così ti licenziano e poi hai un sacco di tempo per il blog

  20. Gianca Says:

    mah guarda…mi ritrovo sia nel lettore affezionato che in quello troppo pigro per eliminare il feed…prima controllavo il tuo feed tutti i giorni adesso mi leggo tutti i tuoi mini post una volta alla settimana più o meno…
    però perchè chiudere? può essere semplicemente una parentesi…un anno fa nn immaginavi (credo) assolutamente dove ti avrebbe portato la tua passione/lavoro…tra un anno chi può dire cosa o chi sarai?il blog è una cosa in più, è lì..nn sentirti in dovere con nessuno di farlo bello, interessante o cos’altro…se noi andiamo avanti a leggerti è perchè cmq ci sta bene così, a chi nn starà più bene smetterà di farlo ma per me (mi permetto) questo blog per la tua vita è un valore aggiunto.

  21. simone Says:

    Marco: LOL :)

  22. drpucico Says:

    finalmente te ne sei accorto ;)

    ribadisco quanto detto nel mio precedente post, qualche settimana fa.
    certo che “ubuntista” si lega molto come nome ad ubuntu, software ecc ecc, ed e’ per questo che, non essendo particolarmente interessato alle tue disserzioni (in questo periodo poi mi par che siamo proprio su pianeti diversi), ho cancellato il tuo feed da quasi tutti i miei terminali, lasciandolo solo su questo che uso quanto ho piu’ tempo.
    ciao

  23. Roger Says:

    In francese si direbbe: “qui aime bien chatie bien” che tradotto letteralmente suona così: “chi ti vuole bene ti castiga per bene”, ovvero che all’occorrenza un vero amico (o un familiare, o comunque una persona che in qualche modo ti è vicina) può ritrovarsi nella condizione di doverti criticare, anche duramente, per farti rinsavire e per farti capire dove stai sbagliando.
    Ora, mi trovo nella condizione di dover fare la nota stonata in questo coro di smielamenti e spompinamenti da chi ti segue ancora (o da nuovi lettori, perchè no). La tua analisi è sostanzialmente corretta, benchè ancora parecchio auto-indulgente. Non ti ho rimosso dai feed non perchè sia troppo pigro, anzi; non esito a depennare chi alla lunga non mi interessa più. Nel tuo caso negli ultimi mesi i tuoi post li ho ritenuti per lo più insignificanti, e per qualcuno di questi ti ho bellamente mandato affanc…
    Ma c’è una cosa che si chiama riconoscenza.
    Noi utenti di ubuntu te la dobbiamo, e a più di un titolo. E non dimentichiamo.
    Ultimamente hai davvero fatto un po’ cadere le braccia. Potresti cortesemente tornare (non dico molto, anche solo ogni tanto) il Simone Brunozzi del tempo che fu?
    Perdona la durezza.

  24. simone Says:

    Roger, sono io stesso a chiederti brutale onestà (durezza, come la chiami tu).
    E apprezzo molto un commento negativo e critico, ma fatto nello spirito giusto.
    Speriamo di riuscire :)

  25. Ghila Says:

    Secondo me (probabilmente ti chiederai: e chi sei te?? -> sono un tuo lettore da molto tempo praticamente da quando sono passato ad ubuntu ma non credo di averti mai lasciato commenti) come tu stesso hai detto questo blog è uscito dal suo ruolo fondamentale si parla poco o mai di ubuntu come sistema operativo e come filosofia. Sono stato più volte sul punto di cancellare il tuo blog dal mio feedreader ma ho cambiato idea sperando in una svolta. Sperando che questa svolta sia arrivata ti chiederei di parlare se proprio non di ubuntu come sistema operativo almeno come filosofia e quindi nella filosofia dell’opensource parlare di programmi opensource anche non strettamente per linux se al momento non lo usi. Oppure potresti dire la tua opinione riguardo a tutte le vicende che accadono in questo periodo nel free software. Poi qualche off topic ci può anche stare l’importante è che non sia l’eccezione il contrario. Questa è l’opinione di un lettore sconosciuto :)
    Spero di esserti stato utile e spero di vedere questa svolta
    Ghila

  26. midimarcus Says:

    Il blog è tuo e ci mancherebbe che tu non possa scrivere quello che vuoi e puoi (anche se in effetti il “vorrei ma non posso dirlo” a volte è un po’ seccante ma sono convinto che lo fai apposta per tenere alta la suspense! Confessa! :-D ).

    Se mi chiedi un suggerimento ti do forse il più scontato di tutti…ma chissà che non sia pure il più efficace: cambia il titolo del blog!
    Il resto sono chiacchiere.

  27. LuNa Says:

    3 parole (sole cuore amore ?) no :D :P
    VA – BENE – COSI’

    Io sono tra quelli che ti legge anche se il blog fa schifo (cosa assolutamente non vera) quindi.. daje ;)

  28. Aladark Says:

    Leggo questo blog con piacere e ormai ho fatto l’abitudine agli off topic, che apprezzo… Credo che basti semplicemente cambiare il titolo ;)

  29. onepixel Says:

    Caro Simone, mettiamola così. Visito il tuo blog quasi tutti i giorni, non uso il feed perché preferisco trovare la “sorpresa” aprendo le pagine del blog. In passato mi sorprendevi di più, oggi meno. Eri più ardito. Eri più libero!
    Chi è – non chi sarebbe – Juri Chechi senza gli anelli? Antonino Zichichi senza la fisica? O la regina Elisabetta senza il suo trono?
    Le persone non sono ciò che esprimono, ma come lo esprimono. Il punto non è di cosa parli, ma come lo fai.

    Ciò detto mi accodo anch’io alle persone che vorrebbero sentirti parlare della tua professione, di quello che promuovi e divulghi. Consentimelo: cazzo! Sei Simone Brunozzi! Dispensaci la tua esperienza.
    Con affetto e rabbia.

  30. Modesto Says:

    Ma se non usi ubuntu, con cosa lavori? windows?

  31. Daniele Says:

    Leggo il blog da un pò di tempo ed ho sempre apprezzato il fatto delle ‘incursioni’ off-topic e personali nel mondo dell’ ‘Ubuntista’ (ricordo il viaggio negli States ed il noleggio dell’auto sognata…).
    Penso che il blog sia divenuto ‘prettamente’ personale, le incursioni saltuarie sono diventate la normalità, forse la domanda da porsi è se sia ad oggi giusto raggiungerlo all’ indirizzo ‘https://ubuntista.wordpress.com’, visto che i post sontengono poco ‘ubuntismo’. Detto ciò penso che ci si affezioni alla persona, non al blog, ai suoi modi e gusti nell’esporre non solo concetti tecnici ma anche spaccati di vita più o meno quotidiana.
    Non uso i feed ma gestisco le mie visite abituali tramite la Bookmarks Toolbar di Firefox, pronta a ricordarmi quali siti visitare nei momenti di cazzeggio e/o informazione.
    Mi sono dilungato e forse perso per strada, seguo le tue vicende anche su FB e ritengo che non sia giusto chiudere un pezzo della tua vita, magari potresti autoregolarti ed importi di scrivere almeno un post ubuntista ogni 7 giorni, un arubrica settimanale ;)
    Chiudo e chiedo scusa, un saluto Giramondo!

  32. Guest Says:

    Seguo questo blog perché lo trovo interessante –anche a prescindere da Ubuntu e da Linux– e perché sono convinto che l’autore sia una persona parecchio in gamba. In queste pagine, dunque, trovo sempre qualcosa da imparare, qualche spunto, curiosità.
    Devo dire che di tutto questo post di Simone la frase che mi ha lasciato più… perplesso è: “Uso raramente Ubuntu, e raramente trovo il tempo di aggiornarmi su quanto succede nel mondo Linux”.
    Uhm… perché dico “perplesso”? Perché, pur comprendendone i motivi e immaginandomi il contesto in cui si muove Simone –e quindi pur considerando abbastanza naturale che usi raramente Ubuntu e che non abbia tempo per “star dietro” al mondo Linux– l’interrogativo che induttivamente (forse “maieuticamente”?) mi ha fatto sorgere è stato: ma… se uno come Brunozzi, che –anche se solo in astratto– stimo, tiene Linux parecchio in secondo piano, sarà mica che io, che lo tengo invece abbastanza in primo piano, sono fuori fase, o non sono al passo coi tempi? Nel senso: non sarà che dedico troppo tempo a Linux e quindi perdo di vista altre cose che varrebbe la pena invece seguire (che so, per esempio: l’innovazione nei servizi web)?
    Mi viene in mente qualcosa che avevo letto tempo addietro (forse qui?): era la considerazione di uno che vede le cose abbastanza dall’alto e che diceva che chi apprezza e approfondisce Linux corre il rischio di diventarne facilmente addicted; per cui un computer, o per meglio dire un sistema operativo, non serve più tanto per svolgere una nostra attività, ma perché il suo utilizzo diventa primariamente una continua sfida intellettuale con noi stessi. Come dire che il fine del nostro rapportarci col computer diventa il migliorare sempre di più la nostra esperienza in… Linux.
    Credo che la filosofia di pensiero di Apple (vedi Steve Jobs) si sia ispirata anche a una considerazione (vagamente) del genere. E questo potrebbe essere uno dei significati del “for the rest of us” dello slogan: un sistema operativo che sia piacevole da usare e che, magari proprio per questo motivo, non catturi troppo la mente di chi lo usa invogliandolo a diventare un esperto del suo utilizzo.

  33. Zena Says:

    Eh no eh… non mi dilungo ma “esigo” che tu vada avanti a scrivere… :) quest blog è il mio appuntamento quotidiano, concordo con chi dice che un tuo blog che parli del cloud computing sarebbe fantastico ma anche questo a suo modo è piacevole… e poi seguendo il tuo esempio mi sono lanciato in una nuova avventura anche io quindi… continua così un saluto da Genova… :) a domani :D

  34. simone Says:

    Guest: no, non sei fuori fase, anche se capisco il tuo ragionamento e sono in parte d’accordo. Il motivo semplice per cui uso poco Ubuntu è che non riesco ad usarlo nel lavoro… e dato che lavoro molto, mi restano poche ore :)

    Zena: ma grazie, ne sono lunsingato! Racconta della tua avventura (anche anonimamente), sono curioso :)


  35. Ogni blog gestito da una persona sola subisce i cambiamenti della sua vita.

    Io ti ho conosciuto ai tempi in cui eri ubuntista e mi aggiornavi su questioni più inerenti alla nostra prima passione in comune.

    Poi ti ho conosciuto per quello che eri al di là di Ubuntu e del mondo Open Source, ed ora ammetto che apprezzo più questi tuoi articoli che i precedenti.

    Una volta avevi molti più lettori, ma erano lettori attenti oppure semplicemente gente che cercava scoop o aiuti?

    Io preferisco leggere una persona che stimo, meglio ancora se percepisco che non scrive sentendosi obbligato di pubblicare un certo numero di post ma perché ritiene di avere qualcosa da dire.

    E se stimo questa persona, ascolto quando ha qualcosa da dire, come si fa con un amico, e se mi interessa non mi fermo alle prime 4 righe come si fa solitamente online.

    Io ti consiglio, e ti chiedo, di non chiudere. Pensa semmai se è giusto continuare a chiamarlo così, ma continua a scrivere quando hai qualcosa da dire.

    Io continuerò a leggerti con piacere.

  36. simone Says:

    Grazie, Alessandro :)


  37. Consigli? Usa Ubuntu di piu’ :)
    Alla fine non credo che la policy aziendale di Amazon vieti l’usare Ubuntu e parlare di software libero o no?

    ciao

  38. simone Says:

    Marco: infatti non è la policy aziendale… è proprio i tipi di software che devo usare, o il controllo della posta… :(


  39. Leggo ora che al lavoro non lo puoi usare (dai commenti), beh si capisco, io per fortuna della mia passione ne ho tirato fuori un lavoro, anche se su Windows per forza di cosa ogni tanto ci devo tornare, la media delle ore su Linux e’ sempre superiore.

    Poi va a giornate.

    Comunque continuo a chiedermi cosa ti forza a Windows? PPT? DOC? O semplicemente non puoi installarlo sul portatile di lavoro? Non puoi rispondere? :)

  40. Guest Says:

    Simone said:
    > Il motivo semplice per cui uso poco Ubuntu è che non riesco ad usarlo
    > nel lavoro… e dato che lavoro molto, mi restano poche ore

    … Però, se ci pensi, è un po’ quello che a larghi tratti dicevo anch’io: in effetti quello che conta non dovrebbe essere usare quel tal sistema operativo piuttosto che quel tal altro, ma il fatto che con quel tal sistema operativo si raggiunge il risultato in un modo che, complessivamente, può essere ritenuto più soddisfacente.
    La considerazione che deriva in subordine è, infatti: ma mica è un dovere usare Ubuntu o usare Linux… se nel lavoro non ti risulta utile, perché mai allora dovresti usarlo fuori dal lavoro? (per quanto, secondo me e per quel che mi riguarda, un “fuori” dal lavoro non esiste poi tanto, nel senso che non sempre c’è una distinzione netta)
    E’ forse un piacere, allora, usare Ubuntu? (come quel famoso caffé)
    Mah… secondo me non sarebbe poi tanto male affrancarsi da eventali forme di dipendenza da questo o quel sistema, interfaccia, o quant’altro.
    Immagino che tu usi programmi desktop del tipo che gira in remoto (per capirci: come la serie di Google) e del resto, nel momento in cui sempre più ampie componenti del sistema operativo diventano fruibili on-line (vedi gOS & cloud operating systems), il sistema operativo che usi per connetterti alla Rete diventa davvero molto secondario.
    *** E’ solo un’ipotesi… forse una conferma da parte tua potrebbe essere interessante. ***
    Interessante, perché prendere spunto dall’utilizzo che tu fai di strumenti informatici può essere un’indicazione per il futuro.
    *** L’affrancamento di cui dicevo è, a mio modo di vedere, positivo per tanti motivi. ***
    Io apprezzo Linux, lo uso con profitto e lo conosco –direi– abbastanza bene. Al momento non uso altri sistemi operativi (ma vengo dal DOS 2.11, e nel tempo ne ho usati diversi). Linux mi piace: non ti delude, il tempo che hai speso per approfondire svariati aspetti del suo funzionamento si rivela sempre un buon investimento.
    Però –per dire– conosco matematici e fisici che in moltissimi casi quasi (ho detto “quasi”) non sanno neppure quale sistema operativo giri sulla macchina che stanno usando, perché a loro interessa l’applicativo. Lo stesso vale per molti programmatori. E “hanno ragione” loro!
    Per non parlare di chi usa il computer per svolgere attività che hanno poco o nessuna attinenza con l’informatica.
    Si muovono su un piano diverso da quello di chi resta affascinato da “come funziona bene” il “suo” sistema operativo.
    Intendiamoci: chi svolge una professione prettamente tecnica il cui nocciolo è mettere le mani tutti i giorni “dentro il sistema operativo” va benissimo che nutra (o subisca) questo tipo di fascinazione, che è uno stimolo in più per –supponiamo– un bravo sistemista.
    Forse, tu una volta facevi un “mestiere” più simile a quest’ultimo. Ora, però, sei slittato in una dimensione diversa.
    *** Quanto c’è di vero in queste ipotesi? ***
    Per chiudere: io, per esempio, spesso “perdo” ore a sviscerare o approfondire un aspetto tecnico (che so: il recente metodo con cui il server X viene auto(magicamente)configurato, o la sintassi delle regole per Udev, o altre acrobazie come il caricare, al boot, un kernel e un initrd direttamente da un’immagine ISO opportunamente modificata (comando isohybrid delle recenti versioni di Syslinux). Ecco, questi approfondimenti sono certamente utili e il tempo speso in essi è –vorrei sperare– ben speso, però non bisogna esagerare, rammentando a se stessi (parlo bene e razzolo male), ogni tanto, qual è *** il vero motivo per cui siamo lì davanti a una tastiera *** (può essere anche di tipo squisitamente informatico, ma non necessariamente rivolta a quel sistema operativo o a quella tal distribuzione di Linux). L’attività mentale spesa il Linux è un piacere, ma non dovrebbe diventare una roba da Settimana Enigmistica. O meglio: non dovrebbe diventarlo per tutti; per uno sviluppatore va benissimo che sia così. Per chi ha una certa *** propensione compulsiva a un impegno intellettuale per approfondimenti tecnici ***, Linux offre ogni giorno terreno fertile. E –detto in estrema sintesi– non credo che questo impegno mentale *** mirato al sistema operativo *** sia sempre e per tutti positivo.

  41. simone Says:

    Guest: concordo con te. Ottimizzare gli sforzi è importante, anche se… ci sono considerazioni di “lungo termine” che non devono sfuggire :)


  42. […] Ho ripreso da qualche giorno a scrivere con molto più entusiasmo (rispetto allo schifo che descrivevo), e mi sento… meglio. Nei miei confronti, e nei vostri. Bello no? :-P […]

  43. mfp Says:

    TelAvevoDettoTelAvevoDettoTelAvevoDettoTelAvevoDetto … ok, basta, sono antipatico. Cambi vita, non ti interessa piu’ linux, ubuntu … cambia il blog. E’ inevitabile. E, anche volendo, cosa scrivi che non segui regolarmente determinati temi? Forse, come ti hanno suggerito, potrebbe essere simpatico passare la palla a qualcun altro … magari in concomitanza di un restyle. Simon ti regala il suo account Twitter, tu regali il dominio a qualcuno che e’ interessato ad Ubuntu e continui a scrivere di te stesso su un altro blog; magari lasciando lo storico, e dei links incrociati. Tanto chi ti vuole leggere segue Simone Brunozzi; chi vuole leggere di Ubuntu seguira’ Ubuntista; e la memoria storica e’ rispettata grazie allo storico.

  44. simone Says:

    mfp: no, non sei antipatico. Apprezzo chi dice ciò che pensa, anche quando va in contrasto con quello che penso io… Anche perchè a volte sono io stesso a sbagliarmi no? :)

    Non credo che il dominio “ubuntista” sia così importante per altri, tanto da “donarlo”; altrimenti non esiterei.
    Piuttosto, concordo sul fatto che sia necessario sia un restyling, che un cambio di direzione. Vedremo. Appena ho un po’ di respiro ci penso :)

  45. Daniele Gioffré Says:

    Anch’io non sono d’accordo con il cedere il dominio “ubuntista”, anche perché l’unico vero ubuntista é Simone. E’ lui che ha avuto l’idea, é lui che ha registrato il sito, é lui che ha anche dato il suo contributo personale allo sviluppo di ubuntu, é lui che ha dispensato tanti consigli utili a tutti noi. Per me Ubuntista=Simone e viceversa e questo non cambierà anche se lui cominciasse a scrivere di cucina o uncinetto sul suo blog, non ci vedo niente di male, chi non gradisce mica è forzato a leggere i suoi post, giusto? Cosa che peraltro è avvenuta, tant’é che tanti si sono persino sentiti nell’obbligo di comunicarlo a tutti anche con fare scocciato (cosa che ho personalmente trovato a dir poco di pessimo gusto).

    ps ciao vagabondo :)

  46. mfp Says:

    Non suggerisco di regalare ubuntista.it per una questione di utilita’ – ingegneeeeeee’ – ma per una questione emotiva: pensa a quando ti arriva la mail (o la lettera, o un qualche altro tipo di reminder) che il servizio sta per scadere … e vedrai andare via 2-3 anni di vita e passioni …). Di per se domini con la stessa radice ubunt* (anche come suffisso volendo, tipo mrubunt*) se ne possono trovare a iosa … lo squatting dei domini e’ finito da un pezzo … e’ per te ingegneeeeeeee’! E’ per per sapere che qualcun altro portera’ avanti qualcosa che hai iniziato tu. E’ come quando si fa un figlio ;)

  47. simone Says:

    mfp, ho capito cosa dici… non mi convince. Ma ci penso. :)

  48. Giacomo Says:

    Ciao Simone,
    seguo il blog da qualche anno e credo sia più che normale crescere e quindi cambiare.
    Direi che è uno stimolo leggere la tua “storia” anzi è motivante.

    Bene così e in bocca al lupo!!

    Giacomo

  49. simone Says:

    Grazie :)


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