Controcorrente: Bonolis, il milione di euro, e gli stipendi dei parlamentari

15-02-2009

Oggi vado controcorrente. Armatevi di una piccola dose di pazienza.

[questa foto è stata scattata da Elena Torre, che l’ha gentilmente offerta con licenza Creative Commons, e che quindi mi permette di metterla in questo blog. Come piccolo gesto di generosità e di apertura verso la rete, tutte le mie foto sono disponibili su Flickr e vengono rilasciate con licenza Creative Commons]

paolo_bonolis

Paolo Bonolis. Qui alcune righe su di lui, da Wikipedia, dove tra l’altro scopro che è Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
In questi giorni è scoppiata la polemica sul compenso di un milione di Euro per condurre Sanremo (e, aggiunge lui, per la direzione artistica).

Ritengo queste polemiche FUTILI e STUPIDE. In questa vicenda sto dalla parte di Paolo Bonolis.
E vi spiego perchè.

Avete mai ricevuto una delle più famose catene di Sant’Antonio, quella in cui si chiede di intervenire per ridurre lo stipendio dei parlamentari? Beh, io sì. E la ritengo altrettanto stupida.

Il motivo è semplice, in entrambi i casi (Bonolis, e i parlamentari).

Esiste una parte della nostra economia in cui vige la contrattazione. I calciatori, ad esempio, a seconda dei casi, possono guadagnare milioni di euro, basati su quanto quel calciatore possa contribuire al successo della squadra, sia in termini di classifica e vittorie, sia in termini strettamente economici (ritorni pubblicitari, di merchandising, eccetera).
Per i parlamentari è diverso: lo stipendio è già stabilito a priori. Ciò significa che chi si candida, lo fa sapendo a quale tipo di compenso va incontro. Che poi molti parlamentari usufruiscano di compensi “accessori”, più o meno leciti, è un altro discorso.

Se immagino che il parlamento sia la mia squadra, e che il successo della mia nazione dipenda dal valore dei giocatori di questa squadra, il mio interesse non dovrebbe essere di ridurre lo stipendio dei parlamentari “a prescindere”, ma semmai di “ingaggiare” parlamentari che abbiano il miglior rapporto tra costo (stipendio) e prestazioni.
Nel loro caso, è difficile misurare le prestazioni: ma è CERTO che riducendo lo stipendio, riduco ancora di più la possibilità di avere parlamentari IN GAMBA, e quindi subisco un DANNO.
Quello che io farei, nel caso dei parlamentari, è AUMENTARE lo stipendio, e introdurre delle norme coerenti e ragionevoli per misurare la professionalità, le prestazioni, l’efficacia della loro azione politica. E’ difficile, certo, trovare una soluzione del genere.
Quello che si potrebbe fare è (la butto lì, discutiamone se volete):
0. Abolisco la pensione parlamentare. Non ha senso che un parlamentare, passati 18 mesi (mi pare), abbia diritto ad una pensione A VITA.
1. I parlamentari ricevono uno stipendio base, garantito, di… diciamo 15.000 euro mensili.
2. Esiste una somma a disposizione per la totalità dei parlamentari, che verrà distribuita per MERITO, vediamo come.
3. Tutte le informazioni sui parlamentari, su ciò che fanno, su come votano, eccetera, vengono pubblicate da un sito web istituzionale, e periodicamente su carta. Ogni X mesi (6 mesi, oppure 12 mesi), gli italiani, con un codice “elettorale”, hanno la possibilità di “votare” l’efficacia di questi parlamentari, coadiuvati dal materiale di cui sopra.
Mi verrebbe da dire, ad esempio, che un parlamentare che diserta 4 sedute su 5, dimostrando quindi scarso interesse, va premiato poco, o per niente. Un parlamentare che si batte per una norma importante e riesce a farla approvare, va premiato molto.
4. Questa “somma a disposizione” viene poi distribuita in base a questi voti. 630 deputati e 315 senatori fanno 945 persone. Arrotondiamo a 1.000 per comodità. Mettiamo a disposizione una cifra di 15 milioni di euro al mese, da distribuire “pesati” in base ai voti di cui sopra. Un parlamentare “efficace” può quindi ricevere centinaia di migliaia di euro, come premio per le sue fatiche. Uno che non combina niente può ricevere… zero.
In questa maniera (lo so, sto semplificando, ma è solo per fare un esempio “meritocratico”) sto INCENTIVANDO i parlamentari a fare le cose per bene, perchè possono guadagnare centinaia di migliaia di euro IN PIU’.

Passiamo finalmente a Bonolis.
Qualcuno (non si sa bene CHI, e qui i giornali avrebbero dovuto fornirlo, questo cavolo di nome) ha offerto a Bonolis un contratto da un milione di Euro, per Sanremo (e la direzione artistica del Festival).
Mi spiegate in base a quale principio Bonolis avrebbe dovuto dire: “un milione è troppo, facciamo mezzo milione?”.
Voi sapete in base a quali regole quei compensi vengono stabiliti? NO.
Sapete se quel milione di euro è meritato? NO.
Benigni, che guadagna 350.000 euro per UNA SERATA, non sarebbe da criticare ALTRETTANTO FEROCEMENTE del milione di euro di Bonolis, se fosse vero che quel milione di euro è troppo? Eppure, nessuno si scaglia contro Benigni.

Questa è la tendenza tipica di noi italiani. APPIATTIRE TUTTO. Portiamo gli stipendi allo stesso livello. Appiattiamo. Uccidiamo il merito. Uccidiamo gli incentivi. Usiamo questi metodi Trotskysti.
Già lo sento, il lamento del classico tipo che dice:
“Io guadagno 1000 euro al mese e faccio fatica a vivere, e questo Bonolis guadagna un milione di Euro in poche serate”.
Ma allora, figlio mio, tutte le volte che vai allo stadio, non dovresti inveire contro quei calciatori milionari? Credi che tirare calci ad un pallone sia più importante di condurre un Festival?

Il punto è un altro. Esiste un mercato. Che ti piaccia o no, ESISTE. Lo abbiamo votato. Lo abbiamo accettato.
Questo mercato prevede che ci siano situazioni in cui certi COMPENSI hanno un senso. Bonolis guadagna un milione perchè evidentemente qualcuno ha valutato tale l’importanza della sua presenza, in termini di rientri pubblicitari, di investimento nell’evento in sè, eccetera eccetera.

Se il problema è lo stipendio da 1000 euro al mese (e ti capisco, per carità), dovresti lamentarti NON di Bonolis, ma di altre cose, tipo:
– come mai Alitalia, Fiat, le società di Calcio, e ora le banche, ricevono aiuti DALLO STATO, e io che guadagno 1000 euro al mese NON NE RICEVO? E’ questo un mercato EQUO? No che non lo è.
– come mai io guadagno 1000 euro al mese, e le mie tasse vengono dedotte sulla busta paga, ma poi ci sono professionisti e aziende che EVADONO IL FISCO, e che quindi riescono a RUBARE grandi quantità di soldi allo stato, cioè a noi?
(potrei continuare ad libitum)

Ora, come ultima riflessione:
invece di LAMENTARCI SEMPRE, e AGIRE MAI… Cosa volete fare per RISOLVERE LA SITUAZIONE?
Cosa volete fare PER L’ITALIA? Per ridare dignità AL NOSTRO BEL PAESE?
Che cosa VOLETE FARE?
Bisogna agire, non lamentarsi. Tutti sono capaci di lamentarsi. POCHI sono capaci di agire.
Ripeto la domanda. Che cosa VOLETE FARE?

(e se non volete fare niente, fate come me: non mi lamento. L’unica cosa di cui riesco a lamentarmi, quelle poche volte che lo ritengo necessario, è della mia vita, non di quella degli altri).

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13 Responses to “Controcorrente: Bonolis, il milione di euro, e gli stipendi dei parlamentari”

  1. shaytan Says:

    Pur apprezzando i termini puramente razionali sul quale hai posto la questione intravedo dei punti oscuri sulla questione.
    Per prima cosa è da premettere che siamo in Italia paese dove la meritocrazia è morta da un pezzo in favore di una forma di Nepotismo imperante che sta uccidendo qualsiasi forma di attestato di merito o di competenza.
    Questo stesso problema potrebbe essere posto in essere all’interno della questione politica, i concetti da te esposti non fanno una piega, pagare con metodo meritocratico è giusto, efficiente e permette di “autodepurare” il governo dalle persone che scaldano la sedia del parlamento o senato che dir si voglia.
    Ma come decidere il merito??
    In base alle presenze, al voto dei cittadini?
    Potrei anche pensare che il politico rimane al suo posto perchè paga per il voto semestrale i cittadini in modo da mantenere il suo posteriore ben incollato al prestigioso scranno.
    Di persone disperate e non in grado di capire che una procedura del genere possa avvantaggiare il paese ne conosco molte e sono proprio in questa fetta di popolazione che l’idea di 50 euro per un voto potrebbe far breccia facilmente.
    Proporrei invece una diversa azione che allo stesso tempo riduce la spesa pubblica, aumenta la qualità dei nostri politici e libererebbe il governo dal nepotismo.
    1) Ogni candidato ad una carica politica deve aver accesso ad essa solo ed esclusivamente se i suoi studi o la sua esperienza sono inerenti all’incarico politico per il quale si candida.
    2) Il politico, proprio perchè eletto dal popolo e dipendente da esso in quanto sovrano dello stato, è tenuto al rispetto degli orari di lavoro stabiliti dalla popolazione presentando ove richiesta apposita documentazione che attesti l’impossibilità di rispettare tali regole
    3) Il politico avrà a disposizione tutti quei servizi necessari a condurre una vita al di fuori della sua sede ordinaria quindi si alla normale casa a Roma no a tutto quello che concerne mezzi gratuiti o ristoranti gratuiti.
    4) Il politico potrà chiedere rimborso spese per tutte quelle necessità documentate e dettate dall’esecuzione delle proprie mansioni lavorative, se in trasferta esso a diritto ad un normale Hotel, a due pasti con limite di spesa ed al rimborso dei trasporti
    5) Lo stipendio del politico sarà valutato in modo da attribuire ad esso una somma di denaro pari a quella che avrebbe percepito durante l’anno svolgendo il suo ordinario lavoro da “civile” aumentando la stessa del 25% come premio per la volontà di occuparsi della cosa pubblica, alla fine del mandato sarà corrisposta una buona uscita (da definire secondo meriti) e verranno versati i contributi statali secondo reddito per il numero di anni di durata del mandato.
    6) Il politico deve essere fuori da ogni sospetto e procedimento penale a suo carico in caso contrario non può essere eletto e la sua candidatura verrà respinta
    7) Il politico che durante il suo mandato verrà sottoposto ad accertamento giuridico per reati a lui riconducibili verrà prontamente sospeso dal suo incarico fino al giorno della proclamazione della sua innocenza, se questa condizione non verrà rispettata esso sarà licenziato dal popolo
    8) Il candidato ad una carica politica non deve avere aziende che potrebbero trarre vantaggio dalla sua posizione sociale, se presentasse proprietà di questo genere è obbligato alla nomina di un amministratore della sua azienda il quale verrà monitorata economicamente per tutta la durata del mandato

    Seguendo queste 8 semplici regole si otterrebbero molti benefici, niente più politici incompetenti o persone che tentano la scalata sociale, niente corruzione ed un sistema formato da persone competenti che non salgono al potere interessati ai soldi ma piuttosto stimolati dalla voglio di rendere la propria società più giusta ed efficiente.
    La politica non deve essere un mestiere ma una vocazione nella quale un individuo che crede nei propri ideali cerca di fare il bene del popolo al quale appartiene.
    Purtroppo siamo in Italia e per cambiare qualcosa sarebbe necessaria una rivoluzione che parta dal basso…aimè l’italiano è storicamente colui che pensa al suo orticello e se ne frega di quello che accade intorno ad esso.

  2. simone Says:

    Non è male… ma mancano secondo me degli incentivi economici forti che stimolino il politico a fare bene.

  3. shaytan Says:

    Scusate per i refusi, gli errori grammaticali e la lunghezza del commento ma andavo di fretta.

  4. Daxeel Says:

    Hai ragione.
    Pure io mi lamento della TUA vita.

  5. simone Says:

    Dax: non vale :)

  6. paco Says:

    sei completamente fuori strada!quei compensi sono un’offesa per tutti i “normali”lavoratori che percepiscono davvero niente in confronto a loro.

  7. simone Says:

    paco, come puoi leggere sopra, la pensiamo in modi diametralmente opposti.

  8. Giacomo Says:

    Io credo che ogni lavoratore debba essere pagato per vivere, e non vivere per guadagnare…la tecnologia dovrebbe allontanare l’uomo dal lavoro e lasciarlo vivere…ergo Bonolis può guadagnare tre quattro volte un operaio, di più è un crimine…meritocrazia si ma, prima sopravvivenza per tutti…
    e vale per tutti, calciatori compresi…

  9. Luca Says:

    Il punto e’ che il politico migliore e’ probabilmente quello che ha un senso del suo impegno e una passione per il suo lavoro PIU’ alto del suo desiderio per i soldi. Quindi, forse e’ uno dei pochi lavori in cui perdere qualcuno perche’ non gli offri abbastanza soldi e’ un pro invece che un contro.

  10. jollyr0ger Says:

    non avevo mai provato a vederla da questo punto di vista. in effetti è un ragionamento molto acuto, che non fa torto a nessuno.

    grazie per questa pillola

  11. vitaliano82 Says:

    pensavo ad essere il solo “pazzo” a pensare che abbassare il compenso ai politici non solo rischia di essere inutile ma anche controproducente.
    lo stipendio deve invogliare le menti migliori e più valide facendo concorrenza al mercato del lavoro e non attirando i più scarsi(perfetta anche l’idea dei “premi” al merito).
    se bonolis viene pagato 1 milione di euro vuol dire che all’azienda quantomeno ne farà entrare altrettanti non vedo lo scandalo.

    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  12. Giovanni Says:

    Mi sembra che i politici dovrebbero essere delle persone competenti, invece si ha un capo e poi dei sottoposti piu incapaci di lui. Si dovrebbero candidare per competenze come dice shaytan. Pensiamo alla carica di sindaco e consiglio comunale: si vota il sindaco, ma magari nelle liste opposte ci sono persone valide nei diversi settori. Io penso che si debbano votare le persone, che ognuno risponde a se e che ci sia una classifica suoi ruoli: uno si candida come assessore al servizi sociali e concorre insieme ad altri nel suo settore. Lo stesso per i vari assessorati, come sport, cultura, trasporti, lavori pubblici. Ci sarebbe un insieme di persone competenti. Il sindaco sarebbe il coordinatore.

    Per Bonolis: è un’offesa per tutti i lavoratori, sia il suo stipendio che quello di calciatori. Mi sta bene la differenza di stipendio, ma ognuno contribuisce al Paese. Chi è piu povero contribuisce in % maggiore e questo non è corretto.
    Mi spiace Simone, ma questa volta non hai ragione, anzi prorio il tuo ragionamento non regge. Di gente brava che farebbe il politico parlamentare anche per 5 mila euro al mese ne conosco. E farebbe bene il lavoro. Se li distanzi dallo stipendio medio, non possono capire i problemi economici delle persone (autostrada gratis a vita, pensione dopo 30 mesi, aereo gratis, treno gratis, cinema gratis,… )

    Poi se sono inquisiti, fanno di tutto per portare il processo in prescrizione. Prova a farlo tu che non sei politico….


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