Oggi vado controcorrente. Armatevi di una piccola dose di pazienza.

[questa foto è stata scattata da Elena Torre, che l’ha gentilmente offerta con licenza Creative Commons, e che quindi mi permette di metterla in questo blog. Come piccolo gesto di generosità e di apertura verso la rete, tutte le mie foto sono disponibili su Flickr e vengono rilasciate con licenza Creative Commons]

paolo_bonolis

Paolo Bonolis. Qui alcune righe su di lui, da Wikipedia, dove tra l’altro scopro che è Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
In questi giorni è scoppiata la polemica sul compenso di un milione di Euro per condurre Sanremo (e, aggiunge lui, per la direzione artistica).

Ritengo queste polemiche FUTILI e STUPIDE. In questa vicenda sto dalla parte di Paolo Bonolis.
E vi spiego perchè.

Avete mai ricevuto una delle più famose catene di Sant’Antonio, quella in cui si chiede di intervenire per ridurre lo stipendio dei parlamentari? Beh, io sì. E la ritengo altrettanto stupida.

Il motivo è semplice, in entrambi i casi (Bonolis, e i parlamentari).

Esiste una parte della nostra economia in cui vige la contrattazione. I calciatori, ad esempio, a seconda dei casi, possono guadagnare milioni di euro, basati su quanto quel calciatore possa contribuire al successo della squadra, sia in termini di classifica e vittorie, sia in termini strettamente economici (ritorni pubblicitari, di merchandising, eccetera).
Per i parlamentari è diverso: lo stipendio è già stabilito a priori. Ciò significa che chi si candida, lo fa sapendo a quale tipo di compenso va incontro. Che poi molti parlamentari usufruiscano di compensi “accessori”, più o meno leciti, è un altro discorso.

Se immagino che il parlamento sia la mia squadra, e che il successo della mia nazione dipenda dal valore dei giocatori di questa squadra, il mio interesse non dovrebbe essere di ridurre lo stipendio dei parlamentari “a prescindere”, ma semmai di “ingaggiare” parlamentari che abbiano il miglior rapporto tra costo (stipendio) e prestazioni.
Nel loro caso, è difficile misurare le prestazioni: ma è CERTO che riducendo lo stipendio, riduco ancora di più la possibilità di avere parlamentari IN GAMBA, e quindi subisco un DANNO.
Quello che io farei, nel caso dei parlamentari, è AUMENTARE lo stipendio, e introdurre delle norme coerenti e ragionevoli per misurare la professionalità, le prestazioni, l’efficacia della loro azione politica. E’ difficile, certo, trovare una soluzione del genere.
Quello che si potrebbe fare è (la butto lì, discutiamone se volete):
0. Abolisco la pensione parlamentare. Non ha senso che un parlamentare, passati 18 mesi (mi pare), abbia diritto ad una pensione A VITA.
1. I parlamentari ricevono uno stipendio base, garantito, di… diciamo 15.000 euro mensili.
2. Esiste una somma a disposizione per la totalità dei parlamentari, che verrà distribuita per MERITO, vediamo come.
3. Tutte le informazioni sui parlamentari, su ciò che fanno, su come votano, eccetera, vengono pubblicate da un sito web istituzionale, e periodicamente su carta. Ogni X mesi (6 mesi, oppure 12 mesi), gli italiani, con un codice “elettorale”, hanno la possibilità di “votare” l’efficacia di questi parlamentari, coadiuvati dal materiale di cui sopra.
Mi verrebbe da dire, ad esempio, che un parlamentare che diserta 4 sedute su 5, dimostrando quindi scarso interesse, va premiato poco, o per niente. Un parlamentare che si batte per una norma importante e riesce a farla approvare, va premiato molto.
4. Questa “somma a disposizione” viene poi distribuita in base a questi voti. 630 deputati e 315 senatori fanno 945 persone. Arrotondiamo a 1.000 per comodità. Mettiamo a disposizione una cifra di 15 milioni di euro al mese, da distribuire “pesati” in base ai voti di cui sopra. Un parlamentare “efficace” può quindi ricevere centinaia di migliaia di euro, come premio per le sue fatiche. Uno che non combina niente può ricevere… zero.
In questa maniera (lo so, sto semplificando, ma è solo per fare un esempio “meritocratico”) sto INCENTIVANDO i parlamentari a fare le cose per bene, perchè possono guadagnare centinaia di migliaia di euro IN PIU’.

Passiamo finalmente a Bonolis.
Qualcuno (non si sa bene CHI, e qui i giornali avrebbero dovuto fornirlo, questo cavolo di nome) ha offerto a Bonolis un contratto da un milione di Euro, per Sanremo (e la direzione artistica del Festival).
Mi spiegate in base a quale principio Bonolis avrebbe dovuto dire: “un milione è troppo, facciamo mezzo milione?”.
Voi sapete in base a quali regole quei compensi vengono stabiliti? NO.
Sapete se quel milione di euro è meritato? NO.
Benigni, che guadagna 350.000 euro per UNA SERATA, non sarebbe da criticare ALTRETTANTO FEROCEMENTE del milione di euro di Bonolis, se fosse vero che quel milione di euro è troppo? Eppure, nessuno si scaglia contro Benigni.

Questa è la tendenza tipica di noi italiani. APPIATTIRE TUTTO. Portiamo gli stipendi allo stesso livello. Appiattiamo. Uccidiamo il merito. Uccidiamo gli incentivi. Usiamo questi metodi Trotskysti.
Già lo sento, il lamento del classico tipo che dice:
“Io guadagno 1000 euro al mese e faccio fatica a vivere, e questo Bonolis guadagna un milione di Euro in poche serate”.
Ma allora, figlio mio, tutte le volte che vai allo stadio, non dovresti inveire contro quei calciatori milionari? Credi che tirare calci ad un pallone sia più importante di condurre un Festival?

Il punto è un altro. Esiste un mercato. Che ti piaccia o no, ESISTE. Lo abbiamo votato. Lo abbiamo accettato.
Questo mercato prevede che ci siano situazioni in cui certi COMPENSI hanno un senso. Bonolis guadagna un milione perchè evidentemente qualcuno ha valutato tale l’importanza della sua presenza, in termini di rientri pubblicitari, di investimento nell’evento in sè, eccetera eccetera.

Se il problema è lo stipendio da 1000 euro al mese (e ti capisco, per carità), dovresti lamentarti NON di Bonolis, ma di altre cose, tipo:
– come mai Alitalia, Fiat, le società di Calcio, e ora le banche, ricevono aiuti DALLO STATO, e io che guadagno 1000 euro al mese NON NE RICEVO? E’ questo un mercato EQUO? No che non lo è.
– come mai io guadagno 1000 euro al mese, e le mie tasse vengono dedotte sulla busta paga, ma poi ci sono professionisti e aziende che EVADONO IL FISCO, e che quindi riescono a RUBARE grandi quantità di soldi allo stato, cioè a noi?
(potrei continuare ad libitum)

Ora, come ultima riflessione:
invece di LAMENTARCI SEMPRE, e AGIRE MAI… Cosa volete fare per RISOLVERE LA SITUAZIONE?
Cosa volete fare PER L’ITALIA? Per ridare dignità AL NOSTRO BEL PAESE?
Che cosa VOLETE FARE?
Bisogna agire, non lamentarsi. Tutti sono capaci di lamentarsi. POCHI sono capaci di agire.
Ripeto la domanda. Che cosa VOLETE FARE?

(e se non volete fare niente, fate come me: non mi lamento. L’unica cosa di cui riesco a lamentarmi, quelle poche volte che lo ritengo necessario, è della mia vita, non di quella degli altri).

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