Feisbucc

17-11-2008

Usate Facebook?
Che dte?

Il Sole24Ore si sta muovendo per trattare l’argomento, e ne scambiavo due parole anche con Luca Conti ieri.

Sarebbe bello scrivere un libro su FaceBook. Che ne pensate?

15 Responses to “Feisbucc”

  1. syymza Says:

    Io devo presentare una relazione ad un corso del Politecnico di Milano sul noto social network. Direi che l’interesse di media e istituzioni a riguardo è molto elevato! Riguardo all’idea di un libro SU Facebook… non c’è il rischio che sia qualcosa di troppo ampio? Che parli di tutto e niente?

  2. onepixel Says:

    I miei colleghi si connettono a Facebook durante le ore di lavoro. Facebook victim o stupidità? Facebook è solamente una grande “operazione nostalgia” o qualcosa di più?
    Non penso che Facebook abbia bisogno di libri di presentazione (for dummies) ne di libri che lo celebrino, ma se può farti guadagnare dei soldi, fallo. :-)
    Tu di cosa vorresti scrivere, del dito o della luna?


  3. Sinceramente non credo che un libro su FB possa essere utile. In fondo è semplice da usare, dal punto di vista utente.

    Forse un libro su come usare le API per le applicazioni sarebbe più appetibile, almeno dal mio punto di vista ;-)

  4. hanzolo Says:

    Scrivere libri su fenomeni come facebook sia difficile… finchè il libro è scritto, pubblicato, comprato e letto forse facebook sarà già stato rimpiazzata da un altro fenomeno, un’altra moda.

    e poi… ma non vi siete ancora rotti di perdere tutto questo tempo in cose fondamentalmente inutili?

    Cioè diciamocelo, facebook (come myspace, come msn, come tutto il resto) può essere utile e vantaggioso, soprattutto per il lavoro, ma quanto tempo non ci fa perdere? Tempo che potremmo usare per essere produttivi, tempo che potremmo passare fuori, nella realtà a parlare con persone in carne ed ossa… lo so è il solito discorso reality vs. virtuality, ma in fondo è anche vero che il discorso è lungi dall’essere esaurito.

  5. Lazza Says:

    Lo uso… e mi sembra abbastanza una cavolata. Per interagire con le persone le devi già conoscere… E dove stà la parte social?? Mah…

  6. Matteo Says:

    Io su facebook (dopo solo un paio di settimane d’utilizzazione) mi sento piuttosto in sintonia con un articolo dell’ultimo wired:
    http://www.wired.com/techbiz/people/magazine/16-11/pl_brown

  7. ubuntista Says:

    Matteo: LOL!

  8. maxbruno Says:

    Anche se lo uso, non lo ritengo così esaltante e complesso da farci un libro!
    Rispondendo a “onepixel” sono d’accordo con lui, andrebbe fatto solo in un ottica di business, di web marketing.
    Mi dispiace, ma la vera innovazione di questi anni è stata Second Life!

  9. thelordofthepc Says:

    lo uso da un paio di settimane. Niente male, è carino e completo come social network.

  10. Guest Says:

    Io penso che sarebbe molto utile un documento, anche abbastanza breve, centrato su tutta una serie di dubbi, interrogativi, perpessità che si pone chi, come me, è un “internettiano” della prima ora e non vuole entrare per forza in un “gioco” prima di averlo capito un po’ più a fondo.
    Lo so che questo atteggiamento verso le novità è un po’ antitetico rispetto a quello, molto in voga, di entrare nelle esperienze e di provare, per capire.
    Io so abbastanza della teoria matematica che sta dietro ai social network e mi interesso anche di social network analysis, di conseguenza è una mancanca anche piuttosto grave il fatto che non sia (ancora?) entrato a far parte di almeno uno di essi.
    Per essere più esplicito (e per farla breve), a me sarebbe molto utile che qualcuno, che conoscesse molto bene FaceBook, o LinkedIn, perché ne fa parte da molto tempo e li usa quotidiamente e con profitto, mi raccontasse per filo e per segno che cosa avviene lì dentro e, soprattutto, quali procedure si attivano a seguito dell’iscrizione (e… della cancellazione). Sarebbe interessante poter fruire della possibilità di un minimo di interazione, per porre domande in una sorta di dialogo on-line.
    Ad esempio, ieri, su La Repubblica, c’era un articolo, anche abbastanza lungo, che parlava dell’utilizzo di FaceBook sui luoghi di lavoro. Ecco (lasciando da parte il tema dell’articolo): in alto a destra c’era uno specchietto che illustrava, per fasi, che cosa avviene dopo che uno si è iscritto.
    Però io intendo qualcosa di più di un semplice schemino.
    Infine, credo che chi possa partecipare dal di dentro alla realizzazione tecnologica di queste piattaforme sia molto fortunato e, oggi come oggi, sia in una posizione di privilegio, perché forse può conoscere in presa diretta tutti i retroscena e gli interessi (economici e non) che girano attorno alle iniziative che realizzano gli immensi database su cui si basano le attuali tecnologie di social networking.

  11. Philip J. Fry Says:

    Io, per quanto ne riconosca i lati positivi, la ritengo un’altra forma di virtual addiction.

  12. Philip J. Fry Says:

    STRA MEGA LOL –> http://www.youtube.com/watch?v=GWoVzNPggVs

  13. diddus Says:

    ritengo FB una delle cose più tristi dopo l’avvento di maria de filippi

  14. Chris Says:

    @diddus: boia, non esageriamo, il marito di Costanzo non lo batte nessuno!

    Condivido il commento di Paolo Ferretti: un libro sull’uso pratico delle API potrebbe esser carino, un libro di natura socio-psicologica credo interessi a pochi (quelli del settore forse).


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