Domanda: perchè il successo di Ubuntu in Italia?

23-08-2008

Avevo già segnalato l’ottima posizione dell’Italia nella diffusione di Ubuntu nel mondo (Medaglia d’oro!):

ubuntu italia

ubuntu italia

Ora, però, mi viene in mente una domanda molto importante (e vi chiedo, se possibile, di segnalarla anche nei vostri blog):

PERCHE’ UBUNTU HA AVUTO COSI’ TANTO SUCCESSO IN ITALIA?

Le ragioni, secondo me, potrebbero essere queste:
1. Debian era già molto diffusa;
2. In Italia c’è un fortissimo sentimento (immeritato, aggiungo) contro Microsoft;
3. Il Forum della community italiana ha funzionato molto bene fin da subito;
4. Molte persone hanno agito con entusiasmo per diffondere Ubuntu (es. UbuntuSemplice).
5. Alcuni “blogger” sono diventati blogstar (vedi Pollycoke), e hanno contribuito in maniera significativa allo “shift” verso Ubuntu.

E voi, cosa ne pensate? Quali sono le vostre ragioni? Aggiungete pure nei commenti. Grazie!

36 Responses to “Domanda: perchè il successo di Ubuntu in Italia?”

  1. mighty83 Says:

    Penso che sia un po’ la somma di tutte e 5 le ragioni che hai citato… Solo una cosa non mi è chiara: perché dici “sentimento immeritato contro Ms”?

  2. xio Says:

    Giusto per essere sintetici direi -in ordine di impotanza ,imho,-la 5,2 e 3 insieme.

    In particolare visto che si dice che in italia c’è una delle maggiori penetrazioni di software non originale, potrebbe essere che tutti coloro che hanno un livello di conoscneza pc\rete un po’ al di sopra della media si sono diretti su un s.o. che almeno gli garantisce di sentirsi con la coscienza a posto.

    Ciao

  3. ubuntista Says:

    mighty83: perchè molti utenti la “demonizzano” in maniera cieca, il che, secondo me, è scorretto.

    xio: hmm, interessante ipotesi.

  4. alphawinux Says:

    @ubuntista

    per ogni utente che demonizza microsoft ce ne sono 100 che la osannano ciecamente.

    ovviamente entrambe le parti ssbagliano

    ma che ci vuoi fare, l’italiano è condannato a essere un fanboy in tutto, guarda solo la politica…

  5. Marco Says:

    In Italia ci sono più di 40’000 edicole. Io è un bel po’ che non compro una rivista di informatica, però se ogni 6 mesi allegano Ubuntu qualche effetto può averlo, specie in quelle zone dove non è molto diffusa la banda larga.

    Se Dell non vende ancora notebook con preinstallata Ubuntu si può mandare una mail e far notare i risultati di Google Insight.

  6. Stefano Says:

    Concordo con alphawinux: personalmente togliere il punto 2 dalla lista.

    Cambiare sistema operativo richiede una conoscenza superiore alla media (grazie ad Ubuntu lievemente superiore), con gli interessanti progetti open source disponibili a volte solo per piattaforme unix direi che spesso si sceglie di configurare la macchina in dual boot, utilizzando ubuntu ma non per questo abbandonando Microsoft.

  7. ubuntista Says:

    alphawinux: purtroppo è vero, troppi fanboy…

  8. Roger Says:

    Ciao Simone. Vedo che la vacanzina ti ha fatto rinverdire i fasti sull’argomento per il quale è intitolato il tuo blog. Era quasi ora, anche se capisco perfettamente le tue ragioni e situazioni.
    Per andare invece alla domanda in oggetto del post, credo che oltre alle ragioni(anche se alcune questionabili) che hai elencato sia da rimarcare il determinante apporto di un grandissimo numero di blogger (non solo le superstar, o supposte tali) che hanno fatto da fortissimo supporto alla community e ai newbie che si affacciavano a questa straordinaria (e per certi versi clamorosa) distro.
    Entrerò solo fugacemente nel merito del flame che certamente si accenderà (l’hai fatto apposta, è evidente) riguardo l’infondatezza dell’avversione che i linux user hanno o avrebbero verso M$. Ci mancavi solo tu a difendere quei poveretti di Ballmer & soci. Ti rendi conto di che partita impari si è giocata e si stia ancora giocando? Ti invito ad aprire un post apposito sull’argomento ed aprire una discussione franca e aperta, piuttosto che da corollario ad un altro argomento, non lo credi più opportuno?

  9. Alex Says:

    IMHO:
    L’italiano medio è pigro. Ubuntu è semplice da installare. 1+1=2 :)

    Debian non aveva granché di penetrazione da noi. Erano più diffure mandrake/mandriva tra i niubbi e gentoo tra gli smanettoni. E suse per le vie di mezzo.
    Ubuntu sta rosicando quote a tutti e tre: è semplice da installare più di mandriva, è stabile quanto suse (deriva da Debian… ;) ) e gentoo è passata di moda, lasciando spazio alla nuova moda (Ubuntu).

    Il resto è venuto da solo: grazie alla penetrazione iniziale ci sono stati più utenti ad animare il forum e a fare “marketing” su Internet e alle manifestazioni, creando un volano che ha lanciato la distro al primo posto tra quelle usate.

    Bye.

  10. Andrea Says:

    onestamente non ne ho idea, ubuntu non mi è mai piaciuta come distro in se, ne ho sempre usate altre che ritengo essere molto più valide, ma alla fine sono gusti personali, il cuore sempre GNU/Linux rimane… e le lotte di distro sono assolutamente inutili.

    ps. per un elenco + completo, e non riferito solo ad “ubuntu vince in italia” ma in generale “GNU/Linux nel mondo” date uno sguardo qui:

    http://lizards.opensuse.org/2008/08/22/linux-distribution-popularity-across-the-globe/

  11. LuNa Says:

    secondo me il cardine della questione è che ubuntu è la distribuzione con il miglior marketing. come si dice la pubblicità è l’anima del commercio no ?
    da canonical bisognerebbe copiare il modo di vendersi e di porsi al grande pubblico, le altre distribuzioni in questo sono lacunose.

  12. LuNa Says:

    ah, simone, quoto la questione microsoft. ci si scaglia sempre aggratis anche per quello che non fanno.

  13. milocca Says:

    Indubbiamente il Forum ha fatto la differenza, infatti prima di conoscere ubuntu utilizzavo la Suse e il forum non era all’altenza della situazione.

    Suse aveva dalla sua YAST2 un fantastico tools che amministrava il sistema molto bene, ma la comunità non era all’altezza della distribuzione.

    Io dopo un pò ho creato un blog dedicato ad ubuntu http://www.thefox.it per contribuire nel mio piccolo a questa fantastica distribuzione.

    Il sentimento degli italiani ha fatto la sua parte, il forum è il prodotto di questo sentimento, e tutti noi ne siamo fieri.

    Cosa manca ad ubuntu e a linux in generale, manca Lazarus, tools di sviluppo RAD simile a Delphi capace di produrre applicazioni multi piattaforma.
    Lazarus è in continuo sviluppo, si appresta ad uscire la versione 0.9.26 ma la comunità internazionale di sviluppo non si sta applicando nei migliori dei modi.

    Quanto Lazarus sarà alla stregua di Delphi 5 o meglio 7 molti potranno migrare le propria applicazioni da windows a Linux e OSX (Mac).

    Per il resto credo che Ubuntu anche sena un tools di sviluppo alla mano (c’è gambas) stia crescendo rapidamente anche nello svilupppo di tools di programmazione, fra qualche anno saremo liberi di ……

    A presto
    Enzo Scozzaro
    http://www.scozzaro.it
    http://www.thefox.it

  14. nameless Says:

    Ragazzi tutte cose giuste quelle dette fin ora, ma state girando intorno al vero motivo (IMHO): l’Italia è un nazione fondata storicamente da fazioni e gli italiani sono di parte, sono di tendenza, quindi di conseguenza… qual è in questo momento la distro di tendenza?

  15. grigio Says:

    Non riesco a fare una classifica delle motivazioni, comunque facilità d’uso, basso costo/sforzi per provarla e passaparola hanno aiutato molto la diffusione.

    Tra le altre motivazioni c’é anche chi considera Ubuntu, un grande antivirus o un Mac a basso costo.

  16. Lazza Says:

    Posso dire di avere installato Ubuntu ad almeno 5 persone che lo usano con una certa soddisfazione (anche se rimangono attaccate a Windows forse per pigrizia o altro) e sono molto orgoglioso di avere scritto un capitolo per UbuntuSemplice. Se contiamo tutti coloro (e sono tantissimi) che hanno fatto molto più di questo, capisci perché Ubuntu è così diffusa in Italia. :-)

  17. guiodic Says:

    non vedo cosa ci sia di male nel “demonizzare” la Microsoft… è un’usanza tutta italiana quella di non prendere parte per nessuno. Se uno è troppo chiaro nei giudizi allora è un fan boy. E dove sta scritto? E poi cosa c’è di male ad essere fan di qualcosa?
    Negli altri paesi se dico “vaff… quella m…. di XYZ” è una cosa normale, qui non bisogna “demonizzare”. Brrr…. che paura.
    Poi scusa parli tu che ti chiami “ubuntista”?

  18. ondapi Says:

    sono un po’ sorpreso dai risultati
    di solito siamo sempre in fondo alle classifiche
    comunque se ora utilizzo anche ubuntu (non mi considero un talebano) è grazie a una brillante idea che si chiama ubuntusemplice

  19. obo Says:

    io ero stanco di windows. ubuntu la prima distro “usabile” di cui ho sentito parlare. è semplice ed usabile, la documentazione e il supporto sono davvero ottimi.

  20. bruce0wayne Says:

    Visto che nei commenti ho letto condivisibilmente un po’ di tutto, invece di dire la mia sul motivo della possibile diffusione di Ubuntu in Italia, faccio un breve report della mia esperienza.

    Lavoro nel mondo dell’informatica da tempo ormai. Ho lavorato con e per Microsoft per una buona parte del tempo. Personalmente però non ho mai abbandonato Linux a livello universitario e, poi, lavorativo per un uso più “admin” che “user” (serverini, serveroni, applicativi in rete, etc.)
    Usavo prevalentemente Debian.

    A livello Desktop distribuivo volontariamente e senza alcun problema sistemi MS e usavo MS.

    Da un po’ di tempo a questa parte Ubuntu è stato il mio sistema parallelo a Microsoft …in modo “naturale” (da debian che era).

    Si è però imposto con l’arrivo di Windows Vista. Il mio portatile (che sto usando anche adesso) è ubuntu. Il mio desktop è Vista, ma solo perchè lo devo vendere (Vista) e devo sapere cosa vendo.

    Scrivo questo NON perchè sono un ingrato Anti-Microsoft, ma perchè ritengo, personalmente, che la versione 6.x del sistema operativo della MS sia un pachiderma ingiustificato.
    Nel senso che non giustifica con nuove funzioni quello che è il suo “peso”: sia a livello finanziario che funzionale.

    Ubuntu, per quanto se ne dica, non è molto più affidabile, ma è certamente “giustificato”.

    Il fatto che sia Linux libera -di fatto- il campo a tutti gli altri pro.

  21. ubuntista Says:

    Wow, moltissime cose interessanti.

    Purtroppo, spesso ci si confonde tra due questioni:
    – Perchè Ubuntu (facile da usare, ottimo marketing, etc)
    – Perchè IN ITALIA!

    Al di là di ciò… Sarebbe interessante, ma non intendo aprire un thread apposito su Microsoft. Ritengo invece di poter dire che ho sentito TROPPO spesso, ingiustamente, critiche a Microsoft. Non intendo difenderla, dico solo che NON è il demone che molti dipingono. Tutto qui.

    Felice anche di sapere che un commentatore proviene da “UbuntuSemplice”. E’ una bella soddisfazione :-)


  22. Se Ubuntu ha preso piede di più rispetto ad altre distro, il motivo evidentemente va ricercato nella politica di marketing adottata e dal grado di soddisfazione degli utenti. Poi, è evidente che il primo motivo che porta un utente a rivolgersi ad un sistema operativo diverso da Windows, è il grado di insoddisfazione per il sistema stesso di Microsoft. Questo è un problema reale che non ha niente a che vedere con demonizzazioni. Poi, un’altra questione è quella delle politiche dei prezzi. Provate a comprare Office, può costare anche 500 euro. Un’assurdità, che porta la maggior parte degli utenti Microsoft a taroccarlo mentre quelli più evoluti scaricano gratis OpenOffice, come se avessero Linux. E’ già diversa la politica dei prezzi di Apple, che vende iWork a 79 euro (meno di cinque volte il prezzo di Office), per cui se uno usa il software per lavoro, non avrà problemi a comprarselo, evitandosi un’eventuale denuncia con multa salata. Di certo non lo taroccherà mai, perché al limite si scaricherà gratis NeoOffice. La domanda vera non è perché Ubuntu ha tanto successo in Italia ma perché ci sono ancora così tante persone che non si liberano da Windows, nonostante tanti utenti anche senza esserne coscienti, siano limitati nell’utilizzo del computer dalla poca praticità di Windows e dalle sue pesanti inefficienze. La risposta è più che ovvia. Solo gli utenti consapevoli, che sono una minoranza, hanno la capacità di capire che abbandonare Windows non è solo necessario ma anche possibile. Questa minoranza fortunata è composta da utenti di Mac Os o delle distro di Linux. Le filosofie dei mac-users e degli amici del pinguino sono diverse ma sono convinto che tutte e due queste categorie di utenti hanno in comune la convinzione che è possibile lavorare meglio con un computer governato da un sistema operativo più efficiente di Windows. Alla fine quello che contano sono i risultati non le chiacchiere. Se un sistema operativo mi aiuta a lavorare bene e velocemente, lo preferisco ad un altro, per cui devo perdere un sacco di tempo a studiare soluzioni per problemi inutili. Il computer ha senso se mi aiuta a risolvere dei problemi non se sono io a dover risolvere i problemi al pc. Poi, dopo non mi interessa la guerra delle distro o di Mac Os contro Linux. Con livelli accettabili di efficienza, è l’utente che in base alle sue esigenze e alla sue competenze deve decidere. Certo Mac Os costa (130 euro e i computer Apple sono di alto livello per cui costosi), per cui poi è uno può preferire le distro perché gratuite ed utilizzabili anche con hardware non costosissimi. Sono d’accordo. Però farei notare che Mac Os, che è un sistema operativo di altissimo livello costa 130 euro contro 237 euro di Windows Vista, che è stato considerato da tutti la più grande delusione informatica del 2007.

  23. guiodic Says:

    Ritengo invece di poter dire che ho sentito TROPPO spesso, ingiustamente, critiche a Microsoft. Non intendo difenderla, dico solo che NON è il demone che molti dipingono. Tutto qui.

    Meno male che l’Unione europea la pensa diversamente ;)
    Le critiche alla MS secondo me sono pienamente giustificate.

  24. Kijio Says:

    1. che microsoft abbia una fama negativa deriva dalla SUA politica commerciale (davvero vergognosa, ad esempio ti sei gi’ dimenticato degli accordi microsloft-stato sulla ricerca pubblica ???).
    D’altro canto la sensibilita’ italiana, tanto bistrattata da molti, appare invece maggiore rispetto agli altri nel mondo. Insomma da buoni italiani se e’ vero che siamo circondati molti strxnzi e’ anche vero che gli onesti riconoscono subito i “furbetti”.

    2. “blogstar” significa molta gente che segue appecoronandosi ad un determinato personaggio. Non e’ una cosa buona, visto anche che si tratta di un soggetto che non solo NON accetta critiche nei suoi riguardi (censurandoli anche quando sono fatte con intelligenza ed educazione) ma pensa di essere un ELETTO. Qui invece appare evidente che aldila’ dei sopraddetti pregi nella popolazione italiana esiste la malattia “dell’appecoronamento facile”.

    Bisogna migliorare la situazione CRITICA, non certamente rosea in italia, visto che lo stato usa PREVALENTEMENTE e spesso obbliga ad usare software proprietario ai propri contribuenti (vai sull’agenzia delle entrate per renderti conto).
    Bisogna incrementare la pubblicità degli strumenti e delle licenze gratuite per la diffusione delle conoscenze informatiche (ed aggiungerei non solo informatiche), visto che il lucro prevale sul senso civico degli italiani (dai una letta a chi mi risponde sul mio blog) ed il dovere verso i cittadini viene “dimenticato” dalle istituzioni.

    In conclusione questa se e’ una vittoria rischia di essere una vittoria di pirro!

    Spero solo che la comunita’ ubuntu italiana non segua “le star”, non diventi un mondo pieno di “espertoni” occupati a difendere le proprie posizioni acquisite credendole “prestigiose” per il solo fatto di averle. Insomma non diventi come la microsoft o come molti “saccenti gruppi” di funzionari pubblici.


  25. Beh… siamo una nazione di poeti e navigatori. I Pirati fanno parte dei navigatori, no?
    A parte la battuta… forse è colpa di Microsoft… e i prodotti open source sono di gran lunga migliori

  26. flux Says:

    vabbè l’odio viscerale verso microsoft non lo vedo del tutto immotivato… l’italiano si è reso conto della nettà inferiorità di windows nonostante il costo e l’italiano, quando tocchi i suoi soldi, si arrabbia. Il colpo di grazia è stato Vista… evidentemente inferiore… non siamo mica tanto stupidi, i più intraprendenti hanno cominciato a guardarsi attorno e ad installare ubuntu, e poi l’hanno diffuso… ottimo così e motivatissimo odio verso microsoft, se non altro per il costo di Vista e per la sua effettiva qualità (scaricato fin da subito anche da Microsoft)

  27. Luca Venturini Says:

    Una possibile ulteriore spiegazione: l’adozione progressiva in scuole e università. Ad esempio, a Verona è attivo un forte LUG, e all’Università i computer utilizzano di default Ubuntu 7.04 (Feisty). Perfettamente configurati e funzionanti, in versione GNOME o KDE a scelta dell’utente. Quando sono arrivato a Verona è stata una piacevole sorpresa :-)

    Se poi qualcuno vede il sistema lì magari poi lo installa. Non a caso ho visto molti portatili all’università che andavano con una qualche distro (fedora, ubuntu, eccetera).

  28. Bigghiolo Says:

    Ubuntu ha successo perchè è molto simile a Windows.

    Non ho mai visto da nessuna parte un sentimento anti-MS così diffuso.

    Il forum italiano non sa risolvere il 99% dei problemi seri che capitano a qualcuno.

    Molte persone hanno agito con entusiasmo alla diffusione di ubuntu per il semplice fatto che ubuntu stessa è una distro semplice, non richiede nessuna conoscenza particolare.

    Sono venuto a conoscenza di questo Pollycoke solo oggi (idem per questo sito), nonostante siano una decina di anni che smanetto con linux non mi sono mai imbattuto nel suo blog.
    A me sembra che sia uno che sa solo scrivere bene e intrattenere la gente ancora meglio.
    Le persone che fanno veramente qualcosa per ubuntu e il mondo GNU/Linux in generale sono altre.

    Cordiali saluti

  29. ubuntista Says:

    Caro Bigghiolo,
    grazie per la risposta ad ogni modo educata e cordiale.

    Spiegami una cosa, però: chi sarebbero le persone che fanno veramente qualcosa per Ubuntu e GNU/Linux?

    Io, nel mio piccolo, credo di aver fatto diverse cose, e ho avuto il piacere di ricevere la riconoscenza di qualche persona che le ha apprezzate.

  30. Bigghiolo Says:

    Ciao Simone,
    tu nel tuo piccolo hai fatto diverse cose e sarebbe disonesto da parte mia non ammetterlo, il tuo viaggio in america per la convention di ubuntu, le tue idee (anche quella del motore di ricerca), però sei l’eccezione che conferma la regola.

    Da quel poco che ho visto su questo blog, mi viene da dire che sei una persona che se avesse più mezzi potrebbe fare molto di più, anche il tuo romanzo non ovvio ne è la dimostrazione (che ho scaricato e spulciato un pochino),ma come detto qua sopra sei un’eccezione.

    Le persone che fanno veramente qualcosa per me sono i programmatori del kernel linux, gli sviluppatori delle varie distro, i programmatori di gnome, di kde.
    Anche chi costruisce e condivide un set di icone ha la mia stima, dal punto di vista pratico non ha molta utilità, ma si sa che anche l’occhio vuole la sua parte :P

    Invece tutti quelli che aprono blog, che scrivono guide su ubuntu (ovvero si limitano a un copia e incolla) fondamentalmente non fanno niente, cavalcano l’onda della ubuntumania per avere un po’ di visibilità, per avere un blog con un po’ di visite, ma all’atto pratico non portano niente di utile.

    Buona serata e grazie per l’attenzione :)

    PS: Ho letto i tuoi post riguardo MS, io punterei un occhio anche alla Apple

  31. airela Says:

    Anch’io tra ubuntu.
    Perchè microsoft mi ha veramente rotto, Vista anche peggio, perchè mi sono comprata l’eee asus, che viaggia in linux e su quel cazzillino da niente ci faccio tutto quello che mi serve e va come una scheggia e mi sono incuriosita.
    Che ubuntu sia simile all’ambiente windows, evvabè, io mica sono un’informatica, sono già contenta di essere riuscita a fare tutto da me.
    Ubuntu è per handicappati?
    Sarà, comunque i veri informatici usano linux, vorrà ben dire qualcosa, no?

  32. Walter B. Says:

    Ho conosciuto da pochissimi giorni Ubuntu e mi sembra che funzioni egregiamente. Sono il felice proprietario di un MacPro 2.8 sul quale ho anche installato XP, solo perchè devo avere la compatibilità con i computer che uso per il mio hobby (sono il segretario di una società di calcio dilettantistica).Per ritornare a bomba, alcuni giorni orsono un amico mi ha chiesto di montare su “ASUS F5VL” anche “XP” per essere compatibile con programmi e files precedentemente caricati su un altro portatile.Ho cercato nei vari Forum come poter fare e finalmente sono riuscito a capire come procedere, ma, prima di ciò avevo già montato XP e se non ci fosse stato un altro amico comune, con UBUNTU, forse sarei ancora adesso a chiedermi come fare.
    “UBUNTU” quindi, splendido, veloce, comprensibile e quasi facile come “MAC OS X” e ovviamente nulla a che vedere con quel pachiderma di “VISTA”, per il quale c’è voluta circa un’ora per ripristinare il S.O. con il CD Restore. Non ho mai Demonizzato MS, (anche perchè sono un Macintoshista dalla nascita (1989) e MS non mi interessa se non per lavoro!), sono commercialmente “furbi”, all’italiana, hanno dato la possibilità a chiunque costruisse Hardware “PC” di inserire il loro S.O. con pochissime royalties, mentre il Mac ha sempre avuto un S.O. proprietario ed il costo era, e non solo per questa ragione, molto elevato, forse due o tre volte superiore ai normali PC.
    Ben venga quindi UBUNTU se potrà far diminuire i prezzi dei vari software ultracostosi e facilitare l’uso, non solo pedestre, della nostra amata Macchina, qualunque essa sia.

  33. sistemista Says:

    Ciao
    Secondo me, Ubuntu ha la fortuna di essere una derivata di Debian, e allo stesso tempo, molto più facile…
    Basta dare uno sguardo alle differenze che ci sono ad esempio nell’installazione dei driver video proprietari su Debian e Ubuntu.
    Nel primo, c’è da lavoricchiare un pò (soprattutto se si hanno schede Ati e kernel > 2.6.20 ).
    In Ubuntu basta abilitarli nei restricted-driver-manager e sei a posto!
    A me sinceramente piace più smanettarci anche una settimana ma capire cosa sbaglio o non so, su ubuntu ciò accade di rado.
    Forse questa “facilità” o “semplificazione” di qualche meccanismo ha reso Ubuntu la distribuzione più utilizzata anche da chi si avvicina o si è avvicinato al mondo GNU/LInux da poco… :)

  34. Lazza Says:

    @ sistemista, possiamo però prenderci anche lo sfizio di smanettare pure su Ubuntu. ;-)


  35. […] persona in questione, commentando un mio recente post sulla diffusione di Ubuntu nel mondo, e sulle possibili ragioni, mi spara tranquillo tranquillo che, se si doveva nominare una singola […]

  36. gerlos Says:

    Beh, mi permetto di dire la mia in merito…
    Premesso che Ubuntu è sicuramente un’ottima distro, e riconosciuto che le distro maggiori hanno da sempre attratto più gente, in modo “autogravitazionale” (e Ubuntu partiva dal trampolino di Debian, mica dal niente!), secondo me la diffusione di Ubuntu in Italia è stata più tristemente un effetto “moda”.

    Lo sappiamo bene che noi italici se non siamo già partigiani (cioè non abbiamo fatto una scelta di parte) tendiamo a seguire le mode come nessun altro… altro che “think different”!!! Siamo conformisti!

    Ubuntu è stata spacciata da alcune riviste di informatica come “IL linux”, e altre riviste a catena sono corse a parlarne, finalmente che “Linux” era diventato una cosa ben definita, e non una cosa nebulosa che aveva decine di incarnazioni diverse (Debian, Red Hat, SuSe, Slackware, Gentoo…).
    La gente che ama atteggiarsi e tenersi alla moda ha preso i CD live allegati a quelle riviste, ci hanno giocato un’ora e su, centinaia di persone che si sentono esperti di linucS! ;-)
    Aggiungi il fatto che l’installazione è stata semplificata a livelli osceni (scelta furba, invero), tanto da togliere all’utente la possibilità di scegliere i pacchetti da installare (là dove le altre distro ti garantivano questa libertà), così da far felici quegli smanettoni che credono di saper usare un pc perché sanno cliccare su “avanti”…

    Insomma Ubuntu sembrava fatta apposta per il sedicente appassionato di informatica modaiolo italiano, purtroppo. Speriamo solo che una volta acchiappato, lo si riesca a convertire in un membro attivo e collaborativo della comunità!


I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: