Vyatta: una network appliance open source

25-05-2008

Scopro dal blog di Tristan dell’esistenza di Vyatta, una network appliance open source con Router, Firewall e VPN, basata su una customizzazione di Debian. More info nel suo sito.

Lodevole, davvero, peccato che di queste cose si ignori spesso l’esistenza (mi ci metto per primo!).

5 Responses to “Vyatta: una network appliance open source”

  1. mfp Says:

    Guardati eBox (okkio che c’e’ anche una piattaforma hardware con lo stesso nome, ma e’ un’altra cosa)… hanno rilasciato la .100 appositamente per Hardy. L’ho messa su un server di un amico e e’ una bomba; in 30 minuti avevo TUTTO up&running rock-solid (15gg senza problemi; e’ poco tempo ma promette bene)… da postfix+courier (con starttls,ssl,webmail,spamassassin,clamd,etc) a samba su openvpn… certification authority, jabber server, subversion, ldap, postgres… in 30 minuti.
    Cioè, di roba del genere ne ho vista tanta in questi anni; ma in 30 minuti, su una distro standard (io ho usato debootstrap per installare una hardy very very minimal; gli gira su una vm con 128mb di ram e con un po’ di fine tuning ora ce ne sono 20 non allocati)… mai.
    Oltretutto non e’ un software che fa il take over del sistema e non puoi toccare più niente… insomma, non e’ roba tipo Plesk che una volta installato non puoi più mettere mano ai files per farti qualche piccola customizzazione; o Webmin che, si, puoi customizzare, ma ti fa sudare freddo perchè non sai mai se i cambiamenti che hai fatto sono coerenti. Ad esempio ora sto integrando il tutto con Asterisk e il lavoro va avanti da solo (c’e’ ogni ben di dio già pronto, aggiungere componenti e’ una passeggiata).

    Veramente, sono rimasto a bocca aperta.

  2. Tobe Bofh Says:

    mfp, Vyatta è un’altra cosa rispetto ad ebox:
    è un progetti nato per offrire le funzioni dei router Cisco, anche di alto livello.

  3. mfp Says:

    Tobe, lo so… ma io sono dell’idea che SE si può usare un sistema full fledged (ivi inclusa l’interfaccia grafica; per dare accesso alla tecnologia anche a chi non e’ in grado di usarla allo stato brado), ALLORA le network appliances sono da evitare perchè contribuiscono sensibilmente a quella attualissima e insana tendenza generale ad accentrare tutte le risorse computazionali nelle mani di poche persone.
    Dal mio punto di vista una appliance serve lì dove i consumi di energia elettrica e la continuità di servizio sono parametri sensibili… ie: dove l’apparato sta acceso 24/24 e dove la complessità del sistema deve essere tenuta al minimo possibile (più complessità ~= più pof ~= più failures).
    In quest’ottica un software come eBox – che già supporta firewall, qos, load balancing, vpn – e’ preferibile a una network appliance. Se fatto bene… e eBox, come dicevo, per quanto anche io discuterei alcune scelte degli sviluppatori, mi ha stupito. Quando trovo il tempo di contribuire attivamente al progetto allora mi permetto di discuterlo… al momento lo suggerisco al posto di queste appliances perchè… beh… iniziano a vedersi CPU che con 0,6 watt tirano come un P3… insomma… c’e’ davvero bisogno di Vyatta (come di rPath e tanto altro) quando puoi avere eBox su Ubuntu senza side-effects blocking?

  4. ubuntista Says:

    mfp: molto interessante, e concordo quasi completamente col fatto che le network appliances portano delle conseguenze “umane” a volte costose :-)

  5. mfp Says:

    Simone, eheh, lo sapevo che il discorso era di tuo interese, per questo – più che per dire “lo so” – ho speso tempo ad argomentare… Amazon sta puntando molto sul cloud computing… e… beh… la tendenza alla centralizzazione a cui mi riferivo… insomma, mi hai capito.

    p.s.: non voglio sembrare scortese, ma solo per completare il quadro: hai visto le recenti mosse di HP segnalate dal Quinta? 24 datacenter… EDS…


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