Brutte notizie: 8.04 non supporterà SUN Sparc

17-03-2008

Nonostante sia una corporation, adoro Sun, soprattutto da quando Jonathan Schwartz ne è diventato il CEO, e ancor di più ora che Marten Mickos e l’azienda che guida, MySQL AB,  è entrata a far parte della famiglia.

Secondo me Sun è un ottimo esempio di azienda “illuminata”, basta guardare le loro mosse riguardanti OpenOffice.org, il processore open source UltraSparc T1, la piattaforma open source Java, il sistema operativo OpenSolaris, e compagnia bella.

Mi rattrista vedere che Ubuntu 8.04, Hardy Heron, che come sapete è una Long Term Support (ovvero con un supporto dei pacchetti e della sicurezza di 5 anni nella versione server), NON supporterà i processori SPARC di Sun Microsystems.

Ho sempre sognato un “merge” tra Ubuntu e Sun, ma questa cosa lo rende meno probabile che in passato.
Continuo ad incrociare le dita…

4 Responses to “Brutte notizie: 8.04 non supporterà SUN Sparc”

  1. Fabrizio Balliano Says:

    secondo me ubuntu ha pochi sviluppatori, prendo ad esempio l’integrazione active directory (di cui sono stato credo il primo tester, almeno a quanto abbiamo discusso in mailing list) ma poi non ho avuto grandi riscontri ai bug segnalati (e proprio sui bug non risolti c’era già stata tutta una polemica tempo fa)…

  2. MFP Says:

    Concordo con te nel definire Sun un’azienda illuminata. Diciamo che tra le grandi aziende storiche che sviluppano sw (e guadagnano dall’hw) e’ quella che probabilmente e’ andata più open. Però a volerla dire tutta bisogna fare anche altre due considerazioni:
    – andare open e’ stata una scelta o un obbligo? Oggigiorno il closed non e’ una scelta… se la codebase umana e’ a maggioranza open, chi vuole sviluppare software DEVE andare open o viene cancellato in brevissimo tempo dalle alternative open. Magari Sun ha avuto dei bravi analisti, quindi è arrivata presto a queste considerazioni e, non avendo assets solidi come ad esempio M$, e’ stata costretta ad andare open…
    – continua a depositare brevetti (hardware e software); li chiama “cautelativi” spiegando che servono a evitare che qualcun altro li depositi andandola a danneggiare dopo magari aver investito molto in tecnologie che ha sviluppato per prima. Plausibile, ma falso. La verità è che non esiste un’alternativa al brevetto per assicurarsi un lock-in sulle invenzioni…

    E se guardi bene queste due considerazioni si complementano. 2+2=?

    ciao

    Michele

  3. ubuntista Says:

    5.

    Ma nel caso di Sun, io direi 4,1
    :-)

  4. MFP Says:

    Dai! Ti sembra così campato per aria? IBM annullata da M$ che va sui brevetti hw, M$ annullata da Google che va sui brevetti sw… il resto che può fare? Va open o muore… SAAS (ie: per iniziare a monetizzare servono minimo 1 milione di utenti che usano il software server-side con cadenza costante) non basta per tutti… le aziende poi che come target avevano il segmento enterprise dove vuoi che vadano a sbattere? Hai dato un’occhiata a come si sta muovendo Cisco (Human Network) bruciata dalla crescente potenza dei processori general purpose? E vedrai adesso che qualcuno riesce a fare il reverse di Google… Facebook e’ un primo tentativo decente… secondo te che succede? 1.0, 2.0, 3.0… non ti sembra sempre di più un countdown alla rovescia più che un versioning dello sviluppo IT? ;)


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