Abbiamo ancora bisogno di una console?

06-11-2007

Siamo arrivati alla versione 7.10, e abbiamo ancora bisogno di una console per alcune cosette… Un grande ostacolo per l’utente “alle prime armi”. Link (segnalato da Marco Cimmino).

19 Responses to “Abbiamo ancora bisogno di una console?”

  1. Digitalbise Says:

    Beh, io sto dietro ad ubuntu dalla quando, mi pare 3 anni fa, era alla versione 5.04 (boar qualcosa).

    nel frattempo ha fatto passi da gigante! talmente grandi che finalmente riesco a fare tutto quello di cui ho bisogno senza accendere windows. esattamente dallo stesso giorno in cui è nato ubuntu 7.10,grazie al supporto nativo ntfs e alle schede wireless broadcom, non ho più fatto un login sul sistema windows.

    Ma si può sempre migliorare :) mai fermarsi!

  2. Giorgio Says:

    Fino a quando la console permette di fare cose che la GUI NON permette di fare, la risposta e’ SI e non e’ una mia opinione. E’ cosi’.

  3. alessio Says:

    Il problema però poi nasce quando è la GUI che fa cose che la console non riesce a fare :D

    alt-f1 a vita :D

  4. andreabs Says:

    E per fortuna… dopo l’uscita di Gutsy sono stato tentato di passare a Debian, ma ho sentito nostalgia della comunità ;)
    Secondo me per i niubbi servirebbero sì un po’ di GUI, ma per i poveretti come me che sono allergici a cose come Compiz o bluethoot-manager servirebbe una specie di “simplybuntu” con pochi ed essenziali pacchetti.

  5. Giorgio Says:

    Alessio, non hai capito….non ho detto di togliere la console ma, fino a quando serve, perche’ serve, la si lascia. Quando la GUI potra’ supplire alle funzionalita’ della console allora forse si potra’ pensare di, non dico toglierla, che sarebbe una eresia, ma magari di lasciarla come pacchetto aggiuntivo per gli esperti.

  6. Neff Says:

    Mhh per me questa guerra contro la console non ha senso, prima di tutto perchè non si richiede ad un utente senza esperienza di saperla usare, secondariamente perché per chi fa supporto è molto più semplice dare una stringa di comandi da copia-incollare per risolvere problemi o aiutare l’utente a diagnosticarli, piuttosto che descrivere per filo e per segno quale pulsante premere. (me ne sto accorgendo scrivendo ubuntusemplice). Io sono approdato a linux diversi anni fa, ma sono un utente linux al 100% solo da ubuntu dapper in avanti. Nessuno mi ha mai insegnato ad usare il terminale, non ho nemmeno mai letto una guida eppure so svolgere le operazioni più elementari da terminale senza problemi, quindi anche la scusa che “se non si sa quello che si sta digitando, non si può imparare” non è del tutto corretta.

    Ubuntu dev’essere facile e intuitiva da utilizzare da un utente alle prime armi, ma questo non deve poter precludere l’uso del terminale per chi lo desidera, anche perché, in un ambiente come il nostro dove tutto il supporto viene fatto in IRC e nei forum di supporto è bene non rischiare di frustrare troppo chi presta il proprio aiuto.

    Se per installare un qualsiasi pacchetto dovessimo ogni volta spiegare la procedura passo passo, non finiremmo più. Sapere che basterebbe dire di copia incollare sudo apt-get install nomepacchetto in un terminale fa incazzare, perchè per non fare imparare a qualcuno come si usa linux, siamo disposti a perdere ore di tempo per niente. Insomma, se devo perderci ore preferisco insegnare personalmente a tutti come si usa la shell. Si avrebbero sicuramente più vantaggi che svantaggi.

  7. Opal Says:

    in effetti finchè per fare qualcosa ogni 2×3 serve aprire il terminale non si avrà mai un sistema accessibile a tutti. il fatto di evitare di aprire il terminale e operare tutto tramite GUI non vuol dire essere niubbi, vuol dire avere di fronte un sistema operativo facile e immediato o banalmente “user-friendly”. Mia opinione.

  8. fab Says:

    Un sistema operativo diventa veramente user-friendly quando permentte agli utenti di trovare ciascuno la sua “strada” per compiere le operazioni che deve potare a termine. Percui e’ importante avere una GUI efficace ed efficiente, ma e’ altrettanto importante, per utenti più esperti, poter amministrare il sistema da un terminale, magari da remoto, o poter automatizzare alcune procedure attraverso script. Un utente avanzato finirebbe per sentirsi frustrato se dovesse perdersi in mille click per fare cio’ che si potrebbe fare con due comandi di shell.

  9. Marco Cimmino Says:

    Ciao a tutti, sono l’autore del contenuto del link.

    Il mio scopo che non tutti afferrano secondo me (sia qui che tra gli sviluppatori di Ubuntu) e’ che non si puo’ chiedere alla gente di imparare ad usare la console o almeno a qualcuno si’, ma la % e’ piccola.

    Sicuramente e’ lo strumento piu’ potente che ci sia, nessuno lo mette in dubbio, ma e’ una utopia.
    Cosi’ come sarebbe una utopia insegnare a tutti gli automobilisti a sapere diagnosticare (e delle volte aggiustare) i guasti dell’auto sempre e solo aprendo il cofano del motore, utopistico non credete?

    Io credo che questa mentalita’ vada cambiata, e attenzione questo non vuol dire eliminare la console, ma solo dare una ALTERNATIVA grafica per tutte le cose di base.

    Se prestate attenzione all’elenco che ho fatto ho solo citato cose che sono di uso comune (di base) per gli utenti.
    Sono sicuro che quando quella lista sara’ vuota, Linux avra’ fatto un grosso passo per diventare un vero SO desktop alternativo, fino ad allora e finche’ ci sara’ gente convinta di poter insegnare a chiunque i comandi di console non si andra’ da nessuna parte.

    E poi rispondo subito a tutti quelli che diranno “Ma noi non abbiamo bisogno della massa di utenti” e io vi rispondo: pensateci bene la prossima volta che non troverete un driver per linux (o se c’e’ non funziona a dovere) per il vostro cazzabubbolo appena comprato, la massa (se ci fosse) forse avrebbe fatto si’ che ora il driver ci fosse, invece no.

    Meditate gente, meditate.

    Ovviamente sono solo opinioni, criticabili, ma almeno (ben) argomentate!

    saluti
    Marco

  10. N3m0X Says:

    [cut]
    Un utente avanzato finirebbe per sentirsi frustrato se dovesse perdersi in mille click per fare cio’ che si potrebbe fare con due comandi di shell.
    [/cut]

    Quoto e sottoscrivo.
    Con la shell faccio le stesse cose
    piu’ rapidamente che con la G.U.I. e
    finche’ sara’ cosi perche’ cambiare in peggio??

    Byezzzzz e Happy GNU/Linux

  11. Marco Cimmino Says:

    ripeto: chi ha la console continuerebbe ad averla tale e quale a prima, non capisco certi commenti.

  12. Kiko Says:

    Io sulla consolle praticamente ci vivo! Tra comandi, irssi, vim e tool a riga di comando, non la chiudo mai! Anzi, quando lavoro su Archlinux non avvio nemmeno X a volte, tranne quando ho bisogno di Mozilla per navigare comodamente! In piu’, sto sperimentando un paio di tool per leggere gli RSS da consolle! Abbandonare mai, sostituirla con GUI per i newbie si puo’ e forse si deve fare, a questo punto!

  13. montoya83 Says:

    Io non posso fare a meno della console!!! Pure su Windows ho installato cygwin :)

  14. Ghisa Says:

    Speriamo di sì.
    Ghisa

  15. sly Says:

    ci sono tantissime cose che è più veloce farle da console.. un sysadmin un minimo scafato te ne potrebbe elencare decine.

    Io ho una serie di scriptini bash e perl che rendono la mia vita migliore, qualcuno l’ho bindato a a qualche combinazione di tasti, ma tanti li preferisco a console, mi serve il feedback dello standard output :)

    La console poi riposa gli occhi! (meno pixel accesi a schermo ci sono e più i miei occhi ringraziano) e per questo è pure ecosostenibile! (che ormai è il trend del momento.. fra un po’ sdoganeranno anche il garelli a pedali con la stessa scusa vedrete)

    PS: se non l’avete installatevi yakuake! Poi non potrete fare senza :)

  16. ubuntista Says:

    sly: il discorso è riferito agli utenti normali, non a quelli esperti di informatica.

  17. nicola Says:

    la consolle è l’anima di questo os, a volte è addirittura un piacere personale, piacere che può essere più o meno condiviso. quindi diamo la possibilità di scegliere

  18. Hayabusa Says:

    Il mio parere su queste cose lo riassumo spesso in quella che mi piace pomposamente chiamare la “legge di Hayabusa sulle interfacce”, vale a dire che “la potenza di una interfaccia uomo-macchina è inversamente proporzionale alla sua semplicità”.

    La più semplice interfaccia a cui si possa pensare è uno switch on-off: è azionabile anche da uno scimpanzè nemmeno troppo furbo, ma ti permette di fare una sola operazione di base.
    Più una interfaccia pretende di dare risposta ad ogni task, più essa diventerà complessa e la sua curva di apprendimento più difficoltosa.

    La linea di comando è, in assoluto, l’interfaccia più “potente” a cui si possa pensare in termini di flessibilità, precisione, completezza (permette di far fare ad un programma qualsiasi cosa quel programma possa fare, in qualsiasi termini) ma paga questo con la necessità di conoscerne il linguaggio (quanti conoscono a memoria tutte le opzioni del comando “ls”?)

    Il corollario a tutto ciò è che è tecnicamente impossibile fare una interfaccia *semplice* e che faccia *tutto*. Più è semplice l’interfaccia, più sarà facile trovare funzioni od operazioni che non sono permesse da quella interfaccia.

    Il tutto sta nel trovare un giusto compromesso tra le cose che si vogliono fare mediante l’interfaccia considerata e la sua difficoltà.
    Ad esempio: è veramente necessario impostare tramite interfaccia grafica il proxy ai repository? O magari questa, per tipologia di operazione (per chi la fa e per quanto sovente la fa) è più che sufficiente demandare al terminale?


  19. […] ho scritto un commento a questo articolo di Simone Brunozzi (ubuntista.it). Mi è venuto talmente bene che ho poi pensato di riportarlo qui. […]


I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: