Il futuro del mondo, partendo da Ubuntu

21-08-2007

Titolo un po’ atipico, vero?

Era l’ottobre 2004, e avevo appena scoperto una nuova distribuzione, basata su Debian: Ubuntu.
All’epoca usavo Debian, e la preferivo rispetto ad altre distribuzioni per la sua eccezionale stabilità, la sua etica, la sua paranoia per la sicurezza (un grazie a Gabriele per avermela fatta scoprire a suo tempo).

Ubuntu mi affascinò subito, in particolare la frase “Linux for Human Beings“: Linux per esseri umani.

Tutti abbiamo dei sogni, e tra i miei ce n’è uno che riguarda il mondo. Ubuntu sembrava essere qualcosa destinato a cambiare il mondo. Tra l’altro, fu questa mia intuizione a convincermi a registrare http://www.ubuntu.it, che come sapete ora è di proprietà di Canonical.

Torniamo ad oggi, 21 agosto 2007: Ubuntu è diventata la distribuzione Linux più diffusa nel pianeta, e il suo futuro sembra roseo. BENE.

Secondo me, tuttavia, Ubuntu è solo una piccola frazione della punta dell’Iceberg (esatto, non soltanto la punta dell’Iceberg, ma una frazione della stessa). Vi spiego.

Linux è uno strumento. Le nostre vite, le corporation che le dominano, sono in realtà uno scambio di messaggi tra la giustizia e l’ingiustizia, la felicità e l’oppressione.
Tutti vorremmo un mondo migliore, ma il mondo ha una sua inerzia, e le masse di persone si comportano in maniera irrazionale e “quasi” senza arbitrio alcuno.

Si stanno affacciando, però, dei MODI DI INTERAGIRE che potrebbero rivoluzionare ogni cosa della nostra vita: si tratta di interazioni aperte, oneste, chiare, prive di protezionismi. Interazioni OPEN SOURCE.

Il successo di Linux è una piccola parte di quello che può accadere.

Sogno, ad esempio, un partito politico OPEN SOURCE, fin nel midollo. A volte, appena svegliato, sento un fremito dentro, qualcosa che mi dice: FALLO! Costruiscilo tu questo partito!
Poi, come potete ben capire essendo italiani, subentra la NAUSEA per tutto ciò che è politica in Italia, e quel fremito si rintana nella mia pancia, muto.
Poi subentra quel SANO egoismo che dice: voglio una vita felice, e fare questo passo senza gli strumenti giusti significherebbe rinunciarvi. Penso anche che, più si sale nella scala sociale, più si è “leader”, e più è necessario ESSERE FELICI, altrimenti le proprie schizofrenie e le proprie insoddisfazioni ricadranno su centinaia, migliaia, milioni di persone.

Sarebbe davvero bello, se un giorno venisse fuori questo partito politico. Chiamarlo partito sarebbe inappropriato, perchè del partito “italiota”, e del VECCHIO modo italiano di fare politica, non avrebbe niente.
Sarebbe un partito 2.0, in cui tutte le comunicazioni avverrebbero in chiaro, tutti i finanziamenti alla luce del sole, tutte le iniziative sarebbero DAVVERO partecipate, e non semplicemente dettate dagli interessi del politicante di turno.

Cosa servirebbe per iniziare? Una persona che decide di dedicare i prossimi anni della sua vita a questo partito, con energia, con passione, con competenza.

L’Italia ne trarrebbe un grande beneficio. E forse anche il mondo intero. I buoni esempi si diffondono presto.

trebisacce

Sono sincero: sarei felicissimo di salire su questa barca. Purtroppo, ad oggi, non ho trovato ancora il modo, o la persona, in grado di accendere la miccia. E poi, con quel sano egoismo che vi dicevo, penso alla mia vita, a quello a cui dovrei rinunciare, e mi dico: lo posso fare SOLO se il treno su cui salgo è un treno che mi porta più in alto.

Sicuramente esistono persone più generose di me, da questo punto di vista. Disposte a sacrificare DI PIU’ per uno scopo del genere. Ma poi mi chiedo: PERCHE’ queste persone sono così generose? E’ sano? Non è forse vero che anche i BUONI hanno bisogno del loro tornaconto? Non è vero che il volontario in Africa vuole il sorriso dei bambini che aiuta?

Ma in fondo… state leggendo un blogger che probabilmente NON conoscete di persona, di cui vi fidate UN PO’, che forse stimate UN PO’. Ci vuole ben altro, no?

46 Responses to “Il futuro del mondo, partendo da Ubuntu”

  1. Asdrubale88 Says:

    Questo post basta e avanza per avere fiducia, sempre premettendo che tu sia sincero, giusto?
    L’idea del partito sarebbe ottima…in un altro stato…qualunque, anche nelle Filippine lo accoglierebbero a braccia aperte.

    Ma qui no..scoraggia pensarlo ma la realtà è questa.
    Sono sempre disponibile ad eventuali collaborazioni, naturalmente non a tempo pieno, essendo studente.


  2. No. :-)

    Tutti i politici (e relativi partiti) che ho votato finora non li conosco di persona, e di loro mi fido poco e li stimo ancora meno. Da questo punto di vista, parti notevolmente avvantaggiato.

    Forse Beppe Grillo è orientato a creare qualcosa di simile alla tua idea. Speriamo bene!

  3. Cristian Says:

    Già le idee che hai espresso sono molto più di quanto ci offrano buona parte dei politici dai loro scranni attualmente…

  4. Piplos Says:

    Io credo che tu saresti perfetto per creare un nuovo partito alla 2.0… mancherebbe solo, come dici tu, la miccia per iniziare…

  5. O-Slash Says:

    Grazie per aver lanciato il tema… ma l’Open Source è un “metodo” e invece i partiti dovrebbero differenziarsi soprattuto per il “merito” di quello che che vogliono fare! O almeno questo avviene nei paesi normali dove tutti rispondono a basilari criteri di partecipazione, trasparenza, competenza e onestà e la competizione quindi si fa sulle idee e sui programmi.

    In Italia naturalmente non è così e al posto di una democrazia moderna abbiamo un regime populista in cui, piuttosto che confrontarsi sui temi, ognuno afferma di essere onesto mentre tutti gli altri sono ladri, competente mentre tutti gli altri sono incapaci e così via…

    Secondo me un partito Open Source cambierebbe poco, in una politica così o scompare o si adegua… Per avere un qualche cambiamento tutti i partiti dovrebbero essere Open Source!

    Perché non pensiamo piuttosto ad iniziative che cerchino di sensibilizzare, a partire dal web, tutti i partiti politici a essere più aperti alla partecipazione, più trasparenti? Magari un Blog Action Day (http://blogactionday.org/) italiano per una politica “for Human Beings”?

  6. ubuntista Says:

    O-Slash: mi dispiace, non sono d’accordo. Lo strumento e la persona, l’uovo e la gallina, chi viene prima?
    Credo che si possa cambiare le cose partendo DALLO STRUMENTO, che poi influenza come le persone si comportano.
    Non credo sia facile fare il contrario, ovvero partire dalle persone, come tu suggerisci.

    Ovviamente si tratta di punti di vista, e non sono in grado di dimostrarti di aver ragione :-)

  7. sly Says:

    Al partito open source c’ho pensato spesso pure io..

    Spesso fantastico su cosa servirebbe per renderlo tale e distinguerlo così dagli altri partiti.

    La politica ha meccanismo di consenso e fruizione più complessa rispetto ad un sistema operativo.

    Io fantasticavo riguardo a delle candidature vincolate da contratto (ma si potrà fare in Italia?), per la serie:
    – chi si candiderà per il POS accetterà la totale trasparenza pubblica dei propri movimenti bancari (disponibili online a tutti);
    – accetterà la disponibilità a rinunciare all’immunità parlamentare;
    – accetterà che in caso di presunto dolo i suoi tabulati telefonici siano totalmente a disposizione della magistratura (e non solo magari, anche degli iscritti al partito);
    – numero limitato di mandati elettivi (2?);

    Dove per “accetterà” intendo che in caso di inadempienza saranno cazzi.. esclusione dal partito a vita, ingente multa pecuniaria, etc. Tutto secondo contratto.

    Tanto per cominciare :)

    La cosa difficile sarebbe inventare dei meccanismi di autocontrollo intrinsechi (un po’ come la GPL: se usi codice open, diventi open anche tu).
    Ma con un partito come fai? Scordiamoci i dittatori illuminati (anche Simone Brunozzi avrebbe il limite dei 2 mandati).

    Lo statuto del partito dovrebbe contenere tutto e di più, con vincoli forti che garantiscano però l’assoluta libertà delle persone..

    Una mezza utopia insomma.

    Faccio notare infine che sta nascendo in Italia il Partito Democratico. Se uno va a vedere cosa idealmente si propone di essere tale partito ci troviamo del buono. Con mille errori e mille problemi, ha del buono.

    Intanto sarebbe bene informare la gente di questa opportunità, prima di pensare al partito open source.

    PS: il PD ormai si farà, col risultato che poi la classe politica di csx avrà una reale legittimazione dal basso.. per questo dico che è bene informare ed informarsi. Dopo davvero li avremo messi lì noi.

    PPS: ho riso quando Cristian ha detto che saresti la persona ideale per farlo Simone, perché l’analogia con Veltroni era fortissima! (e il candidato unico per il Partito Democratico è un controsenso enorme)

  8. ubuntista Says:

    Sly: ti dirò di più, sarebbe anche da fare una specie di grande fratello, con il rappresentato del partito aperto monitorato 24 ore su 24 per 5 anni. Passati quegli anni, finisce il mandato, e avanti un altro. Tipo truman show.
    Sarebbe fantastico!

    Cmq hai ragione: il candidato UNICO per il partito DEMOCRATICO è un OSSIMORO!!!

  9. sly Says:

    La seconda parte del tuo post ha qualcosa di perverso invece. Aleggia un individualismo malato nelle tue parole: in pratica ti chiedi se è sano che esistano “persone più generose di me”.

    Ma è sano quello che ti chiedi?

    Facci caso: l’egoista è un sostenitore dell’altruismo semmai, non un detrattore. Quindi quello che ti chiedi non ha molto significato (dal punto di vista egoistico almeno).

    “Non è vero che il volontario in Africa vuole il sorriso dei bambini che aiuta?”

    Sorriso che tu lasceresti volentieri al volontario, lasci intendere.

    Quindi non è tanto il discorso se ciascuno voglia qualcosa in cambio. Ma cosa può bastare in cambio.

  10. sly Says:

    vada per il reality! :D

  11. ubuntista Says:

    Sly: il volontario che va in Africa ha scelto quel modo di impegnare le sue energie, e quel tipo di ricompense.
    Se io sto qui in Italia, evidentemente non sono attratto da quel tipo di ricompense A TAL PUNTO da mollare tutto e andare anch’io in Africa.

    Non mi chiedo se sia SANO, ma piuttosto se ESISTONO persone che fanno belle cose IN CAMBIO DI NIENTE (e qui parliamo di soldi, sorrisi o altro).

    Il punto però è questo: ognuno è disposto a fare delle scelte in cambio di qualcosa; cosa sia questo “in cambio” dipende da persona a persona, e nel mio caso mi chiedo appunto cosa serva per farmi mollare tutto e mettermi in questa avventura.
    Ovviamente non ho trovato finora nulla che lasci presagire una tale svolta :-)

    A meno che non faccio il reality insieme a 10 gnocche come per “pupe e secchioni”, in tal caso ci si può ragionare :-)

  12. donchisciottedellamancia Says:

    Non possiamo pretendere di passare da quello che c’è oggi a quello che proponete voi (e che io appoggio)…come già scritto è utopia pura.Si può pensare però a un’inversione di rotta,a cambiamenti piccoli ma significativi,a personaggi come può essere Grillo che portano aria nuova.
    Però poi mi ritrovo a pensare che “on the net”,soprattutto nella nostra comunità, “conosco” tanta gente in gamba e mi dico..accidenti nn solo il solo,guarda quanti siamo,si potrebbe fare qualcosa..
    Poi spengo il pc,esco dall’ufficio e mi ritrovo in una massa mille volte più numerosa di noi,ignorante e pecorona che crede che i TG siano la bibbia,che nn ha mai neanche sentito parlare di Open Source e se gli proponi l’argomento lo rifiuta categoricamente etichettandolo da nerd solo perchè c’entrano i pc…e cmq c’è Lucignolo che li tiene impegnati quindi nn hanno tempo per ascoltare altro.
    Allora forse ho una visione distorta della società,cioè,passando molto tempo al pc vedo una società che nn è quella reale perchè è una straminoranza…
    E allora mi demoralizzo…

  13. ubuntista Says:

    hmmm…. secondo me, 1 persona motivata e che spende qualche ora al giorno riesce a valere quanto 1000 che se ne fregano di tutto.
    Quindi: per poter CAMBIARE le cose basterebbe avere un numero accettabile di “aderenti”, non esagerato.

    Se poi parliamo di demoralizzazione… non andiamo da nessuna parte :-)
    Semmai bisogna tirarsi su, non giù!


  14. ok,io mi impegno con un’ora al giorno (come partenza) tutti i giorni.
    quindi?

  15. LuNa Says:

    cavolo ma ci siamo letti nel pensiero ? :D
    ho fatto un post più o meno sullo stesso argomento proprio oggi :-)

  16. sly Says:

    Ma perché ti interessa che uno agisca per niente? Non lo capisco.

    Agire “per niente” vuol dire senza alcun motivo: una tale spontaneità non ha ragione d’essere, a noi servono buone ragioni, non la loro assenza.

    Gandhi per alcuni è una specie di pazzo, ma lui trovava molto ragionevole seguire dettami del tipo “sii il cambiamento che vuoi vedere accadere”.

    Quindi non è assolutamente questione di farlo per niente. Ma di avere davvero buone ragioni per farlo.

    Vogliamo restare nel campo imprenditoriale? Qualcuno si ricorda di Adriano Olivetti? Personaggio scomodo, idealista, sognatore.
    Personaggio assolutamente da riscoprire.

    Generosissimo? Non credo si sarebbe definito tale.

  17. sly Says:

    Riguardo Olivetti scaricatevi il video de Lo Storia Siamo Noi sul mulo, oppure guardatevi i video sul sito rai:

    http://tinyurl.com/3cupyf

  18. O-Slash Says:

    ubuntista: mhm… partire dallo strumento per arrivare alle persone. Come dire partire dalla struttura per cambiare la sovrastruttura… uhé, oltre che ubuntista sarai mica pure marxista? ;)

    Scherzi a parte, sono assolutamente d’accordo con te che per avere una società più “open source” c’è bisogno di uno “strumento” e non si può invece sperare di cambiare magicamente la testa delle persone… solo che non credo che lo strumento migliore sia quello del partito politico, almeno per tre motivi:

    1) Di partiti e partitini ce ne sono decine e tutti, nessuno escluso, si proclamano come portatori di un nuovo modo di fare politica. Seguire questo esempio vuol dire ritornare a un “marketing politico” vecchio di 15 anni almeno e ormai poco efficace. La gente è stufa di questo!

    2) Un partito, per avere successo, deve partecipare a competizioni elettorali, fare candidature, stringere alleanze, accettare compromessi. Tutto questo va bene per “partiti di programma” che su questi programmi possono trattare, ma per partiti che vogliono rivoluzionare il modo stesso di fare politica questo porta IMHO o all’isolamento o all’omologazione.

    3) Quando un ideale che dovrebbe essere patrimonio comune diventa patrimonio di una sola parte politica finisce col perdere riconoscibilità, valore e consensi. Faccio l’esempio di temi della pace, dell’ambientalismo, della laicità, dell’onestà dei politici…

    Io vedrei più di buon occhio un movimento trasversale internet-based, che si occupi di promuovere una politica “for Human Beings” con attività di sensibilizzazione come il Blog Action Day ma anche con leggi di iniziativa popolare, tavoli con il governo, magari un Carta di Principi OS da far sottoscrivere a tutti i partiti politici che lo vorranno prima di una competizione elettorale, ecc… magari coinvolgendo associazioni già attive da anni su alcuni di questi fronti come ALCEI, ASSOLI o Peacelink.

    Cmq potrei anche sbagliarmi e in effetti qualcosa che ricorda quello che tu proponi qualche successo lo ha avuto: http://www.pp-international.net/

  19. Bl@ster Says:

    Se fai una cosa del genere, parti dal presupposto che, per quanto possa contare, hai il mio voto ;)

  20. VQ Says:

    Non potrei essere più d’accordo. Ho trattato qualche tempo fa del legame tra l’idea alla base di Ubuntu e la politica (http://virquam.wordpress.com/2007/03/14/ubuntu/) ed ho più volte pensato a come poter realizzare una forma di attività politica che rispettasse tali princìpi.

    Ho una piccola esperienza nella politica, e sono convinto che il sistema attuale (non solo italiano) sia inadatto a valorizzare ideali di qualche tipo. Le mie conclusioni sono simili a quelle esposte da O-Slash. Non è un ‘partito’ che può spingere in questo senso, ma una serie di iniziative concrete che coinvolgano molte persone in modo diretto, non impersonale…

    Mi rendo conto che dire tutto in poche parole è arduo.
    Ma ora ho constatato di non essere il solo ad avere questa idea.

    Ragazzi, perché non ci teniamo in contatto per discuterne seriamente?

  21. mattions Says:

    Solo per dire che sulle primarie del pd col candidato unico c’è gente che non è d’accordo e si sta dando da fare :)

    Adinolfi è un esempio. (ok, non è opensource, ma è realmente collaborativo. :))

  22. ubuntista Says:

    Non usciamo dal seminato per parlare del PArtito Democratico, perchè in questo momento NON MI INTERESSA.

    Piuttosto, trovo davvero interessanti i vostri spunti.

    Sly: non se se ci siamo fraintesi, ma io intendevo proprio dire che cerco una persona CON DELLE BUONE RAGIONI per dedicare tempo ad una cosa del genere.

    VQ: discuterne seriamente? Come?
    Sei sicuro che contandoci siamo molti? O che c’è condivisione di un piano comune?
    Io credo che in questo stadio sia più interessante parlarne LIBERAMENTE, senza passare a vie di fatto perchè sarebbero fallimentari.

    Servirebbe una GRANDE idea per passare dalle parole ai fatti. Io non ce l’ho.

  23. Fabrizio Balliano Says:

    stavo scrivendo un po’ di appunti proprio su questo argomento, appena ho un attimo […] ci apro un blog, metti che la miccia sia proprio il tuo post Simone?

    :))

  24. mattions Says:

    servirebbe una filosofia tipo wikipedia.

    Ognuno porta un pezzo di competenza e si crea la più grande enciclopedia libera ed in alcuni ambiti realmente autorevole.

    p.s.: Non volevo uscire dal seminato. Tuttavia è per ora l’unico esempio che si avvicina con uno spirito collaborativo tangibile (dico lui solo non tutto l’apparato che è abbastanza fallimentare e montato).

    Se è OT cancella tutto :)

  25. ubuntista Says:

    Fabrizio: :-)

    mattions: giusto, esatto. Non preoccuparti per l’OT, ho “messo i freni” per evitare che uscisse davvero fuori :-D

  26. Miguel Says:

    ..Come mi piacciono questi discorsi utopisti, ma tremendamente utili per migliorare un po’ davvero il mondo che ci circonda..

    Forse un partito dell’OpenSource sarebbe un po’ troppo, al momento; magari provare a creare qualcosa di collaborativo come un blog o un cms dal quale possa nascere qualcosa si potrebbe fare..Io ci sono!!!!

  27. ubuntista Says:

    Miguel: vedi, essere pragmatici come te è FONDAMENTALE in cose del genere.

    Ragioniamoci.


  28. E poi non è così immediata la cosa..io mi ritengo abbastanza squilibrato per comprendere che difficilmente riuscirei a trovare qualcuno che ha le mie stesse idee (a parte la mia donna..i love you baby).
    Probabilmente noi abbiamo un’idea di massima in comune ma trasportare un’idea dall’essere pura teoria a pratica concreta ce ne vuole…e a volte l’idea si plasma per poter diventare concreta e alla fine non è più quella di partenza.
    Per quel che mi riguarda utilizzo questo post (e simili) come fucina per le idee,per conscere persone che la pensano in linea di massima come me ma da un differente punto di vista (geografico,economico,sociale,ecc).
    Poi il resto vien da se..come dire..se son rose fioriranno..certo io non mi tiro indietro…me la giocherei volentieri la mia oretta giornaliera ;)

  29. ubuntista Says:

    Vedi,
    secondo me non è un problema il PENSARE diversamente; la cosa in comune deve essere FARE BENE politica.

    Per esempio, io sono a favore delle centrali nucleari, e tu (per ipotesi) no: a quel punto ci documentiamo, informiamo la gente, e la gente acquista la consapevolezza necessaria per decidere, senza demagogismi.
    Questa cosa in un partito normale non avviene.
    Nel partito normale succede questo: chi mi dà più mazzette, quello dell’uranio o quello del petrolio?

    Capisci cosa intendo. Basta una sola idea comune: FARE BENE LE COSE. Il resto non ha davvero importanza.


  30. Concordo (solo su questo..sulle centrali nucleari,dati alla mano,ASSOLUTAMENTE no!! :p)
    Qualche anno fa mi è stato chiesto di candidarmi come assessore alle elezioni nel mio paesello,5000 anime nella bigotta provincia bergamasca…
    Dopo aver frequentato qualche mese l’ambiente ho declinato al volo l’invito perchè è tutta una questione di compromessi,di convenienze comuni,di mani lavate a vicenda.
    Lo scopo finale,il bene della comunità,è veramente dimenticato. Purtroppo quegli stupidi avidi non si rendono conto che nella parola comunità ci siamo tutti..pure loro.
    E se è così in un paesello figuriamoci a livello nazionale..

  31. Alessandro Says:

    Concordo sull’idea ma non molto sulle considerazioni in merito alla politica in Italia.
    Io penso che se ci approcciamo alla cosa con il pensiero “tanto è tutto un magna magna” stiamo partendo già battuti…

    Intanto io auspicherei che un giorno si arrivasse ad una società OpenSource in cui tutto fosse condiviso, ma questo al momento è solo il sogno di un punto di arrivo (o di partenza?).

    Per quanto riguarda l’idea del “partito”, credo che il problema sia nella cultura civica italiana. Non mi spiego altrimenti il fatto che, a prescindere dagli schieramenti, dopo un periodo di “assuefazione” al potere, tanti (ma non tutti, non esageriamo con il disfattismo) politici si “trasformino”

  32. ubuntista Says:

    Concordo, Alessandro:
    1. Non dobbiamo essere disfattisti
    2. La cultura civica italiana andrebbe “svecchiata”.

  33. VQ Says:

    Sono stato forse poco chiaro, avendo scritto in modo rapido. Per discussione seria intendo proprio questo, il parlarne, cercando di chiarire in che modo queste idee possano prendere forma.
    Quindi sono ancora lontano dal proporre strategie e piani di qualche tipo. Nemmeno il modello ‘Beppe Grillo’ (chiamiamolo così) mi convince in alcun modo.

    Non penso affatto che siamo molti: avevo in mente l’esempio di iniziative che, nate in rete, hanno avuto poi una diffusione ed una risonanza ben più ampia senza l’apporto di radio e televisioni.

    La mia proposta si limitava al condividere un luogo virtuale dove ‘depositare’ le idee su cui ragionare. Mattions e Miguel hanno espresso lo stesso mio pensiero (ma in modo molto più chiaro :-)).

    Dico di più.
    Miguel proponeva un blog collaborativo dove incontrarsi. Ebbene, da meno di due mesi ho creato un sito esattamente per questo scopo e guidato da questi principi. Se fosse interessante, potrei mettere a disposizione quello spazio. Non metto il link perché non mi pare opportuno.

  34. ubuntista Says:

    VQ: metti pure il link… saranno i visitatori a giudicare se va bene o meno.
    Grazie per essere stato così cortese e non invasivo :-)

  35. gattopazzo Says:

    si è fatto un discorso analogo su quest’altro blog e le conclusioni – per quanto non sian poi tali – si potrebbero definire le stesse.
    faccio un crosscomment, perché niente è più importante che scoprire che non si è soli, e che se i pensieri son condivisi possono esserlo anche intenti ed energie.
    che sia il momento giusto?
    http://aghost.wordpress.com/2007/03/23/e-se-facessimo-il-partito-di-internet/

  36. ubuntista Says:

    Mica male come idea, gattopazzo.

  37. giovanni Says:

    ciao a tutti, io ho portato l’idea dell’open source tra cui ubuntu e openoffice nel movimento – partito alle elezioni provinciali. Problema numero uno: c’erano i sostenitori dell’opera e si è inserito nel programma, ma molti non usano il computer e non hanno capito come investire tempo e soldi. L’investimento deve far conoscere alle persone il software lbero, attraverso la distribuzione del cd “theopencd” che in un solo cdrom autoavviante si trova tutto il software libero per win. Questo è il passaggio culturale, quello che manca in Italia. Da qui puo nascere il passaggio a ubuntu oppure qualsiasi altra distribuzione.
    Il costo non è eccessivo, ma bisogna organizzare banchetti per far provare e vedere, distribuire i cdrom con offerta di 1 euro (come al linux day).
    Non è impossibile e non è utopico, ma è un problema organizzativo.
    Imperativo imparare dagli altri, fare marketing e passaparola: con la trasparenza, il software libero, la riduzione degli sprechi, eliminazione delle province, dimezzamento dei comuni (minimo progressivo 1000 abitanti partendo da 100 per il 2008, 200 per il 2009 e cosi via) , riduzione dei mezzi inutili degli enti piubblici, riduzione degli stipendi ai consiglieri e giunta regionale, regione tecniche e non politiche eliminando il potere legislativo alle regioni e dandogli solo quello amministrativo, obbligo di avere assistenza alle persone in ogni comune (asili nido, centro non autosufficienti) ogni italiano potrebbe risparmiare o guadagnare 10 mila euro all’anno. Sono numeri veri, fate due calcoli, leggetevi il libro “La Casta” di Rizzo – Stella.
    Io sono a disposizione, ho avuto esperienze in campo comunale e provinciale, non vincendo, ma facendo esperienza e capendo perche non si vince.

    Per Simone in particolare:
    ci vuole la registrazione legale del nome, la registrazione del sito web (l’ho fatta), la raccolta di firme , secondo le varie competizioni elettorali (varia comunali, provinciali, regionali, politiche, europee e in futuro mondiali!!) in base agli abitanti.
    Penso che l’idea è quello di lista civica, che sia apartitica, o comunque qualcosa di simile.

    p.s.
    L’elezione diretta e nominativa è il vero futuro della democrazia, cioè l’elettore deve scrivere cognome e nome del candidato.

  38. ubuntista Says:

    giovanni: puoi darmi più dettagli su TUTTO ciò che serve per fare una lista civica?

  39. VQ Says:

    Sono di ritorno (ah, la connessione interrotta di Telecom malfunzionante).

    Col permesso del padrone di casa scrivo l’indirizzo del blog che avevo nominato: http://www.aleksfalcone.org

    L’ho realizzato da poco per la mia nuova Associazione Culturale, con la quale mi occupo soprattutto di teatro e letteratura. Ho voluto dare ad esso una forma collaborativa.
    L’hosting mi ha fornito di moltissimo spazio (attualmente ne uso meno dell’1%), per cui c’è la possibilità di creare nuove installazioni di CMS. Non ho ancora installato il forum, ma lo farò a giorni, integrandolo nel sito principale.

    Ho registrato anche un sottodominio http://utenti.aleksfalcone.org
    dove ho installato WordPressMU, su cui sto facendo un po’ di esperimenti.

    Considerate disponibile lo spazio e, se va bene a tutti, anche il sito.
    Ovviamente anche la mia esperienza di programmatore potrebbe tornare utile.

    Sono intervenuto anche nella discussione riportata da Gattopazzo, sul blog di aghost. Non ripeto qui ciò che ho detto là.

    Ora premo il bottone per inviare il commento, sperando che mamma Alice non sia caduta ancora… :-)

  40. ubuntista Says:

    Bene. Invito gli interessati a guardare il sito e decidere se è interessante!

  41. giovanni Says:

    ciao Simone, ti scrivo mail privatamente in uno di questi giorni, cosi possiamo discutere.
    Pero devi sempre considerare che partire non è facile, che devi raccogliere i numeri, cioè le firme e i certificati elettorali nei tempi e modi indicati dalla legge. puo trovare matariale online, su come sbrigare i compiti burocratici su siti di altri partiti, vedi “idv”. comunque con un sito per organizzato, tutto puo essere piu facile.

  42. giovanni Says:

    ciao Simone, ti scrivo mail privatamente in uno di questi giorni, cosi possiamo discutere.
    Pero devi sempre considerare che partire non è facile, che devi raccogliere i numeri, cioè le firme e i certificati elettorali nei tempi e modi indicati dalla legge. puoi trovare materiale online, su come sbrigare i compiti burocratici su siti di altri partiti, vedi “idv”. comunque con un sito per organizzato, tutto puo essere piu facile.

  43. ubuntista Says:

    Grazie Giovanni, attendo una tua email!

  44. gattopazzo Says:

    [OT]VQ, il link al tuo blog è errato, correggilo ;) [/OT]

    vado a curiosare e rifletto…

  45. Davide Says:

    Ciao a tutti, ho letto con interesse il post e poi i commenti.
    Io mi sto preparando alle elezioni, non sopportero’ ancora l’umiliazione di essere rappresentato da questa politica. Voglio tentarci o dare almeno il mio contributo .. sto male a pensare quello che rischiamo, altri 5 anni uguali a quelli prima e quelli prima ancora.

    Il problema comunque non è tanto il creare un partito o raccogliere le firme o fare il sito o il logo ..

    Il problema è la presa di coscienza della collettività che la politica del “voto il meno peggio” non porta da nessuna parte e che indipendentemente da che parte si voti le prossime elezioni, nulla cambierà anche sta volta.
    Il problema poi è proporre alternative serie, grandi riforme, chi accetta deve essere disposto a rischiare, perchè il sistema globale ci da inizialmente dei margini di movimento limitati.
    E poi ci vuole un appello al senso di responsabilità collettiva che ognuno di noi deve tirar fuori.

    Comunque .. manteniamo alta la tensione emotiva .. possiamo cambiare lo stato delle cose .. dobbiamo farlo .. non possiamo lasciare marcire il nostro bel paese .. e soprattutto i nostri sogni di serenità :-)


  46. […] alternativa, caro orso, è fondare un partito aperto (o avere dei genitori che ti hanno chiamato Lawrence). Guardacaso, l’idea del partito è di […]


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