Politica e Ubuntu

26-05-2007

Parlare di Politica in Italia significa vedere facce schifate, ribrezzo, mezze bestemmie, “fanc**o” qua e là.
Lo so, la politica ultimamente ha toccato il fondo, e sembra un male tutto italiano. Non lo è. E’ un problema mondiale.
Potrebbe essere piacevole dare un occhio a cosa dice wikipedia della politica.

politics

Ora mi chiedo: perchè non viene fuori un candidato che rappresenti tutti noi? Noi “ubuntisti”? Non soltanto riferendosi a temi informatici, ma a temi generali.

Un candidato che:
– favorisca l’Open Source nella Pubblica Amministrazione;
– favorisca lo “snellimento” delle procedure burocratiche;
– spinga per una adozione forte di tecnologie di rete all’avanguardia;
– se possibile (qui forse esco un po’ dal seminato), spinga per una politica ambientale seria e disciplinata.

Io lo voterei.

E con tutta sincerità, nonostante io non sia un politico, mi piacerebbe avere le forze per candidarmi, se solo avessi la certezza di non dovermi mischiare troppo con tanti compromessi.

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22 Responses to “Politica e Ubuntu”

  1. Andy Says:

    Guarda Simone,
    io ti conosco solo tramite internet, ma ho visto tante cose, dal blog, al “regalo” di ubuntu.it, a quello che facevi da professore… io penso che sei una brava persona, e spero che potrai valutare una tua candidatura politica in futuro. Io ti voterei. :-)
    Ciao!

  2. Piplos Says:

    Beh… allora perchè non ti candidi?

    Io ti voterei sicuramente!

  3. Gianni Says:

    Simò….lascia stare le canditature e la politica, sono per gli uomini “piccoli”. Io ho sempre pensato che chi nella propria vita non ha voglia di fare niente ha solo due strade d’avanti, o la politica o la carriera militare.
    Tu sinceramente non mi sembra che rientri tra uno di questi.

  4. nessunohastonick Says:

    guarda che i Verdi avevano nel loro programma la promozione del software opensource nelle PA ;-)

    saluti.

  5. toroseduto Says:

    Gianni fare politica dovrebbe essere un “dovere morale” per tutti i cittadini, non si può sempre criticare gli altri tenendo le mani in tasca.
    Come disse Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.”

  6. YarYn Says:

    Di Pietro è abbastanzasensibile almeno in ambito di innovazione informatico ( primo ministro a mettere video su youtube e possiede un isola (del partito) su second life :D ) …
    credo ke xò questo nn serva concretamente al cittadino, xò è un inizio …
    (P.S. ho skifato la politica, nn è + una questione di ideali)

  7. Gianni Says:

    @toroseduto

    Giusto, fare politica dovrebbe essere un dovere morale, ma fino ad ora non si è visto, anzi si è vista solo la “morale” imposta da un’altra istituzione che nella politica non dovrebbe intromettersi, ma questo è un’altro discorso.
    Io non tengo le mani in tasca, io lavoro e faccio nel mio piccolo quello che posso ma spesso è davvero sconfortante.

  8. LuNa Says:

    ci sono pubbliche amministrazioni che lo stanno facendo .. comunque sia fin quando il sistema di redmond sarà quello di riferimento (ora come ora lo è sicuramente) e non ci saranno formati liberi e comuni, rimarrà un sogno … ma almeno è un inizio. IMHO farlo adesso è solo un onere finanziario e di risorse: migrazione (detto niente), corsi (aridetto niente vedi impiegate OTTUSE) e quindi immensa spesa .. di denaro e di tempo.. ribadisco .. è preeeeeeeestissimo per parlarne lol

  9. LuNa Says:

    PS = se lo fanno in giro per il mondo .. noi italiani saremo sicuramente gli ULTIMI

  10. ubuntista Says:

    Molte osservazioni interessanti.

    Aggiungo questo: forse è proprio il vecchio sistema “partito politico” a dover essere riformato, magari con mentalità Open Source.

    Mi chiedo ad esempio: Se Debian, invece di essere un superbo sistema operativo, fosse un partito… che succederebbe?
    Secondo me tante belle cose…
    Stesso dicasi, ovviamente, per Ubuntu, anche se in quest’ultimo caso abbiamo un SABDFL con grande carisma che aggiunge valore, e senza di lui le cose sarebbero diverse.

    Gianni, capisco cosa dici: l’ho scritto anche nel post.
    Però, ho in mente qualcosa che forse potrebbe “sfociare” in un… boh, partito? gruppo? comitato?

    Simone

  11. luk156 Says:

    Lunedì sono stato allo spettacolo di Beppe Grillo a Firenze.
    Lui è uno di quelli che ritiene inutile sprecare soldi per le licenze microsoft negli uffici pubblici. Essendo ormai una persona abbastanza vicina alla politica (è stato ricevuto anche da Prodi…). Sarebbe interessante, a mio parere, che il mondo dell’ opensource italiano si facesse sentire con lui.

    Invece di crare un partito,gruppo,comitato… potremmo dapprima forzare la mano sulle realtà esistenti.

  12. ubuntista Says:

    luk156: io credo che una “entità” ben definitva, e con obiettivi ben chiari, potrebbe fare molto di più.
    Il problema di Grillo, e delle persone in genere, è che fanno queste cose “nel tempo libero”, o quasi.

    Una entità avrebbe invece dei fondi che permetterebbero di designare persone per determinati scopi. E un modello “aperto” permetterebbe di scegliere tali persone per meriti, come succede in Debian, e non per “zeppe”, come succede in Italia :-)


  13. ciao, sono Giovanni e mi candido nella provincia di varese al consiglio provinciale.
    Io uso edubuntu, lo propongo ai miei studenti e colleghi e aspetto un giorno di usare al lavoro ubuntu linux.
    Mi candido con l’italia dei valori – Di Pietro.
    Tra le mie proposte il software libero, la teleburocrazia, e altro.
    “Io penso che il grosso problema del software libero sia la gratuità e quindi vengono meno gli interessi di alcuni sulla percentuale del software.”

    * SOFTWARE OPEN SOURCE: introduzione nella pubblica amministrazione di software opensource, cioè programmi per computer liberi e gratuiti che non richiedono ingenti costi di licenza annuali. L’utilizzo di questi programmi ridurrebbe i costi della pubblica amministrazione e ciò si rifletterebbe in una riduzione delle imposte per i cittadini.
    per quanto riguarda l’ambiente inserisco qui alcune parti:

    Il trasporto economico ed ecologico esiste, da molti anni ed è molto semplice e consiste nell’andare a piedi o con la bicicletta.

    Questo perchè non c’è stata una politica rivolta al cittadino come pedone, come ciclista e come persona disabile motoria (chi si muove in carrozzina) e come mamma con bambino nel passeggino.

    La prima cosa che serve è una legge a favore di chi va più piano e di chi non inquina, proteggendolo legalmente in caso di incidente.

    Cioè in caso di incidente queste categorie devono essere protette e la colpevolezza deve essere dei mezzi motorizzati (in ordine motociclisti, automobilisti, camionisti, ecc.).
    Cioè il mezzo più pesante e quindi più pericoloso ha torto, salvo dimostrare il contrario.
    Naturalmente deve esserci il concorso di colpa negli incidenti, in base alla velocità.
    buona giornata a tutti, speriamo un una scelta consapevole.

  14. ubuntista Says:

    Giovanni, intanto ti auguro di avere successo, perchè il tuo programma politico sembra migliore di altri.

    Sui temi che tratti avrei da ridire, ma sono semplici annotazioni o piccole correzioni e non modifiche di rilievo.

    Piuttosto, il grosso problema del software libero non è la gratuità, ma i soldi (e le mazzette) di chi finora ha guadagnato col software proprietario :-)

    Ciao!


  15. […] che non è difficile trasferire i propri dati e le proprie abitudini da un ambiente all’altro.Questo post del blog di Simone Brunozzi torna sull’argomento. Se qualcuno vuole fondare “Forza […]


  16. Caro Simone, innanzitutto complimenti per i tuoi articoli e i tuoi pensieri.

    Credimi non ti serve scendere in politica e il perchè è semplice, a meno che non ti interessi guadagnare soldi facendo finta di fare politica.

    Scrivendo questo blog stai già facendo politica.
    Usando Ubuntu e facendo passaparola riguardo i pregi e i vantaggi dell’open source e del software libero fai già politica.
    Pensando con la tua testa e soprattutto agendo di conseguenza fai già la migliore delle politiche possibili.
    Fai politica tutti i giorni, 24 ore al giorno con quello che compri, con quanta energia elettrica e acqua consumi, con quanta carne mangi, con quanti e quali spostamenti fai, etc.. etc..
    La politica dall’alto è finita, finta, falsa, inesistente. E’ uno zombi cannibale e decerebrato (cioè inumano e incapace di pensare – il contrario di un ubuntu cioè un umano autentico no?).
    L’unica vera politica è quella che possiamo fare 24 ore al giorno tutti noi dal basso semplicemente vivendo “consapevolmente”.
    Questa è la vera rivoluzione che possiamo mettere in atto fin da ora.
    Costa fatica, ti rideranno forse in faccia (conosco persone che mi pigliano allegramente per i fondelli per gli sforzi grandi e piccoli che faccio per lasciare un pianeta decente ai miei figli – ne ho due), ma ne vale mille volte la pena perchè ti fa sentire bene e migliore.
    Quindi Simone, continua così, parliamoci, uniamo gli intenti e le piccole azioni quotidiane.
    Il mondo si cambia in meglio solo se miglioriamo noi stessi.

    PS: se riflettiamo circa l’impatto che scelte consapevoli moltiplicate per milioni di persone potrebbero avere su industria, mercati, energia, e via dicendo, beh! non bisogna certo essere dei matematici provetti per capire dove stà veramente il potere ;-)
    Ogni singolo minuto della giornata comporta una scelta – ogni scelta ha un peso e un impatto negativo o positivo sulla realtà che viviamo.
    Basta diventare consapevoli, riflettere. Insomma basta pensare.
    E come amo dire: “Pensare è gratis!” (come il software libero)

    Con stima,
    Dino

  17. Luz Says:

    Concordo con quanti ti attestano una stima che, a buona parte della classe politica attuale, non si puo’ attribuire.
    Concordo anche con quanti hanno citato Di Pietro come esponente politico che, rispetto a tutte queste mummie arroganti, pare avere un pizzico di rispetto in più verso i suoi elettori e, più in generale, per i cittadini.
    Il vero problema, a mio avviso, è che oggi entrare in politica in italia, più che in altri paesi, rappresenta un 6 al superenalotto. E non si può pretendere di avere una classe politica onesta e filantropica, con tutti questi soldi e potere da gestire.

    PS: Grazie per Joost, proverò!!!! :-D

  18. Koalalorenzo Says:

    Io non ti conosco minimamente, ma se ti candidi ti voterei sicuramente…
    La tua “propaganda” mi piace e credo che L’ultimo punto non esce affatto dal contesto generale…

    Io ti voto!

  19. ubuntista Says:

    @ Dino: mi prenderai per un “coglione” romantico, ma quando leggo cose come quelle che tu hai scritto, mi sento felice e in pace, come se le mie parole, e il tempo che ho speso nello scriverle, servano davvero a qualcosa.

    Purtroppo non concordo con te su una cosa: non è vero che “se io faccio le cose per bene, e lo fanno milioni di persone cambia il mondo”. Se io faccio le cose per bene, sarò da solo, o in compagnia di pochi.

    La politica DOVREBBE essere una cosa bella, vera, anche premiante dal punto di vista economico SE I POLITICI FACESSERO IL LORO LAVORO.
    Anzi, ti dirò: se i parlamentari fossero davvero onesti e produttivi, io lo stipendio glielo raddoppierei.

    Sento DENTRO che qualcosa andrebbe fatto, ma non ho ancora trovato lo strumento adatto.

    @ Luz e altri: spiacente, Di Pietro fa molte cose lodevoli, ma ancora non ha conquistato la mia stima. In quanto a Second Life, è stata una pura mossa di marketing, come quella di Grillo, ve lo assicuro perchè ho verificato di persona.

    @ Koalalorenzo: eheh grazie!

  20. Cisco Says:

    sarebbe quantomeno curioso che qualcuno che capisce qualcosa di informatica, ricopra un ruolo politico inerente ad esso…
    Sarebbe davvero una cosa rara… avere qualcuno che occupa una poltrona per quello che vale… e perchè ne sa…
    invece, “Spesso però ciò non accade e ci si trova persone incompetenti nei posti più disparati, solamente perchè bisognava dargli un qualche ruolo….”, come scrivo in un mio articolo…


  21. Simone, la politica di palazzo attuale è morta.
    Se non ci convinciamo ad agire (nel bene ovviamente, semplicemente con scelte consapevoli, rinunciando e scegliendo) costringendo industrie e politici a venirci dietro (e non il contrario) non ne verremo mai fuori.
    Possiamo lamentarci dei SUV – se molti di noi smettessero di comprarli l’industria di fronte a numeri bassi smetterebbe di produrli.
    Possiamo lamentarci del prezzo dell’energia – ma finchè non cominciamo a usarne sempre meno e ad usare sempre più energia libera (ebbene si esiste anche la free energy – quella vera, non da weird science) non ne verremo mai a capo.
    Possiamo lamentarci di Microsoft, ma finchè non cominciamo tutti a mandare in pensione Windows, Office, Photoshop, Nero Burning Rom per mettere su un Ubuntu un Open Office un Gimpshop e un Infrarecorder non ne verremo mai fuori.
    Possiamo lamentarci dei trasporti delle guerre e dell’oro nero ma finchè decideremo di andare in vacanza dall’altra parte del mondo non risolveremo mai il problema del petrolio (secondo stime ottimistiche un viaggetto in aereo solo andata di 3000 km ti brucia tutto il tuo budget annuo di C02).
    Possiamo lamentarci della ricerca sul cancro, della siccità, della fame e dei problemi di sovra-alimentazione dell’occidente e della deforestazione ma finchè mangeremo carne come i grandi felini non ne usciremo mai fuori…

    Le implicazioni delle nostre piccole modestissime scelte moltiplicate per milioni hanno ripercussioni planetarie caro Simone… io lo so che lo sai – puoi pensare che siamo in pochi e hai ragione – ma non sarà la politica a farci diventare molti…

    Ti consiglio un libretto molto bello:
    Benvenuti nell’antropocene di Paul Crutzen – premio nobel per la chimica dell’atmosfera.
    Lo leggi in un paio di sere e ti illumina parecchio. Anche se credo che ti confermerà ciò che già pensi..
    Soprattutto poi se vuoi buttarti in politica ;-)

    Ciao, Simone a presto.
    D

  22. ubuntista Says:

    Grazie Dino, ci darò un occhio!


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