Aitech-Assiform: non a caso siete degli “Ass”

15-05-2007

Dal sito di Aitech-Assiform:

Milano, 14/5/2007 – In una lettera inviata a centinaia di esponenti delle istituzioni sia centrali che locali, Aitech-Assinform, l’Associazione nazionale delle imprese d’informatica aderente a Confindustria, ha preso posizione in materia di open source, chiedendo che, per quanto riguarda le scelte relative al software nelle Pubbliche Amministrazioni, venga affermato il principio del pluralismo e della libera concorrenza.

Per open source si intende un software rilasciato con un tipo di licenza che mette a disposizione degli utenti il codice sorgente del programma, per eventuali sviluppi. L’esigenza da parte delle imprese informatiche di scendere in campo su questo tema nasce dalla preoccupazione di veder emergere, nell’ambito della Pa, sia a livello nazionale che locale, posizioni politiche a favore di una scelta normativa sull’open source. Posizioni che secondo AITech-Assinform sono dettate più da una visione ideologica sulla contrapposizione tra software proprietario e software libero, che dall’applicazione del principio di neutralità tecnologica.

Aitech-Assinform insiste, infatti, sulla necessità che le soluzioni software siano lasciate al libero confronto fra Pa e imprese informatiche, dovendo rispondere al solo requisito di soddisfacimento di necessità specifiche, nell’ambito di una corretta valutazione dei costi e dei relativi benefici. E’ fondamentale, si legge nella lettera, che la Pa contribuisca a promuovere il principio di interoperabilità a tutti i livelli, riconoscendo senza pregiudiziali la validità di tutti gli standard tecnici presenti sul mercato e l’importanza dei formati standard documentali aperti. Solo mantenendo la neutralità nella valutazione dei vari modelli o piattaforme software, è possibile, a seconda dei contesti di impiego, privilegiare di volta in volta specifiche soluzioni, siano esse open source, proprietarie o miste.

Gli americani direbbero “BULLSHIT”, gli inglesi “BULLOCKS”, gli Assisani “CHE CAZZATA”.

Esaminiamo questa dichiarazione fatta da chi cerca disperatamente di difendere i privilegi acquisiti pagando certificazioni Microsoft, Cisco, Oracle e compagnia bella.

1) Pluralismo e libera concorrenza: li ottieni solo utilizzando Open Source. Se infatti il codice sorgente del tuo gestionale è Open Source, significa che altre aziende possono farti LIBERA CONCORRENZA. Se è a codice chiuso, magari in formato di dati chiuso, ciò non è invece possibile.

2) Dettato da visione ideologica: non guardate le cazzate scritte da wannabe-hackerz, da lamerz, e sfigati simili: SUN MICROSYSTEMS fattura tredici miliardi di dollari, e sta passando praticamente tutto verso l’Open Source. Parliamo di BUSINESS, miei cari, non di sfigati religiosi che sbraitano Linux perchè non trombano.

3) promuovere il principio di interoperabilità a tutti i livelli, riconoscendo senza pregiudiziali la validità di tutti gli standard tecnici presenti sul mercato: questa è la CAZZATA più grande di tutte. Ma come? Vogliamo riconoscere DOC come formato, solo perchè è presente sul mercato? E allora l’interoperabilità necessita di Windows!!! Paraculi che non siete altro.

Allora, vediamo di spiegarci: io non sono CONTRARIO AL BUSINESS legato a LINUX e all’OPEN SOURCE. Anzi, ben venga.
Tale business, però, deve essere corretto e favorire GLI UTENTI, e nel caso specifico le Pubbliche Amministrazioni.

Tutti i vostri pallidi tentativi di soggiogare i soldi delle nostre tasse sfruttando la vostra CAZZO di Certificazione Microsoft, non mi piacciono. Sta arrivando la concorrenza: riqualificatevi, o andate a zappare l’orto.

Infine, una precisazione: NON ho mai detto che le soluzioni Microsoft non valgono un piffero, anzi. In alcuni casi sono soluzioni MIGLIORI dei corrispondenti Open Source. Peccato che su quelle soluzioni ci si LUCRA in maniera disonesta, con costi di licenza altissimi e fregature nell’assistenza al cliente.

Basta. Siate onesti, e continuerete a lavorare.

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5 Responses to “Aitech-Assiform: non a caso siete degli “Ass””

  1. Fabrizio Balliano Says:

    ne abbiamo scritto contemporaneamente :))

  2. Francesco Colao Says:

    Sei un grande,spero che queste voci nn siano una cattedrale nel deserto.
    Ciao

  3. Paolo Fanchini Says:

    Ne ho scritto anch’io, tra l’altro la Microsoft è associata all’Aitech-Assiform.
    “Pluralismo e libera concorrenza”… Mah.
    Buon compleanno ;).

  4. slystone Says:

    Grande simo’, mi piace quando t’incazzi :D
    Comunque “religiosi” quelli dell’Open Source lo sono sicuramente. Almeno nella prospettiva in cui non esauriscono le finalità del proprio lavoro nel lucro confinato al proprio orticello. E’ come per le tasse: le si dovrebbero pagare perché pagandole tutti ne pagheremmo meno, ma anche perché è giusto pagarle. C’è una componente utilitaristica e una componente altra, che a modo suo ha a che fare col credere in qualcosa.
    Dieci anni fa pareva davvero una cosa per invasati pseudo hippy dai capelli unti, oggi fortunatamente le cose sono davvero cambiate. In meglio.


  5. http://www.microsoft.com/italy/casi/caso.aspx?uid=3150eb87-e316-4c14-aaae-c4f8fde9d21f
    basta citare questo per rendersi conto che non possiamo definirla una “neutralita’ assoluta e incontrovertibile”
    la cosa che ti segnalo che ritengo assai divertende e che probabilmente questa migrazione che hanno dichiarato sopra in questi due anni non e’ mai finita.
    perche’ ecco il perche’
    http://uptime.netcraft.com/up/graph/?host=www.confindustria.pu.it

    ciao
    AP


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