Mark Shuttleworth a proposito della Questione Linux PC

15-03-2007

Mark Shuttleworth scrive nel suo blog a proposito della “questione Dell”; mi permetto di offrirvi una mia traduzione.

Pre-installare Linux

Si è sollevato un grande interesse nel fatto che avere Linux pre-installato (nella forma di Ubuntu o Fedora o OpenSuSE) è il primo suggerimento di Ideastorm di Dell. E’ fuor di dubbio che Linux pre-installato sia una opzione popolare tra i clienti. Perchè, allora, è così difficile negli Stati Uniti o in Europa comprare un PC che abbia Linux (e idealmente solo Linux) nel suo disco rigido?
Il diavolo, come sempre, giace nei dettagli.

Primo: i margini dei PC sono bassissimi

Ciò comporta due conseguenze. La prima è che i fondi del co-marketing di Microsoft sono una porzione sostanziale dei margini di profitto di molti grandi rivenditori di PC. Pizzicare il naso del gigante può essere divertente ma anche rischioso.
Se Microsoft riduce il contributo marketing per singolo PC per un particolare rivenditore, ciò comporta un grande svantaggio finanziario rispetto ai suoi concorrenti. Ciò significa che uno dei problemi più grandi che un produttore o rivenditore di PC affronta nel considerare la pre-installazione di Linux è l’impatto che avrà nelle relazioni con Microsoft, ed eccoci al fondo.

Inoltre, margini stretti significano che qualsiasi interazione o supporto al cliente può spazzare via il profitto non solo per quella vendita, ma anche in molte altre. Lo scenario peggiore prevede un cliente che compra un computer al prezzo più basso nel vostro sito web, immaginando che sia un PC con Windows, e poi chiama, infuriato, perchè “non funziona con il gioco che stanno cercando di installare”.
Un cliente che casualmente compra Linux senza sapere cosa significhi ha conseguenze costose per una azienda che ha margini ridotti nel range dei prodotti di fascia bassa.

Per questo motivo, non credo che abbia senso per Walmart (i grandi magazzini) vendere PC di fascia bassa, e noi non abbiamo mai spinto rivenditori europei o americani nel cercare di pre-installare Ubuntu a meno che non pensiamo che possano segmentare il mercato separando chi effettivamente DESIDERA Linux da quelli che cercano solo di fare un affare rispetto ad un computer con Windows.

Seconda cosa: noi entusiasti del free software siamo una folla esigente, e molto difficile da accontentare.
Tu sai cosa sei: ti siedi e configuri quel sistema Dell fino al dettaglio minimo, vuoi un modello specifico di un notebook HP, vuoi quello che abbia il chipset grafico Intel e non l’altro chipset perchè preferisci l’approccio free driver di Intel. In breve, sei un cliente esperto ed esigente. Questo significa che, per poter raggiungere noi entusiasti con Linux, un rivenditore deve poter offrire Linux OVUNQUE, non solo su pochi modelli selezionati.

Peggio, noi non siamo utenti “Linux”, ma siamo utenti che vogliono la versione 6.06.1 di Ubuntu, o la 10.2 di SuSE, o Fedora 6. Vogliamo una distribuzione specifica, e in molti casi anche una VERSIONE specifica di quella distribuzione. Per accontentarci, il venditore deve offrire una enorme matrice di possibilità – macchine e distribuzione/versione.

Questa è una affermazione costosa.

Quindi, cosa possiamo fare per soddisfare l’esigenza?

Primo, possiamo aiutare i venditori ad avere una visione più dettagliata della vera natura della domanda. Per esempio, questa è una indagine lanciata da Dell che li aiuterà sicuramente nel prendere decisioni riguardanti il modo con cui avere Linux su piattaforme Dell:
http://www.dell.com/linuxsurvey/

Sarebbe ottimo, naturalmente, se questo tipo di indagini fossero meno specifiche rispetto al venditore, così potremmo esprimere le nostre opinioni una sola volta e fornirle attraverso l’intero spettro delle industrie, ma questo è quello che passa il convento. (sarebbe anche ottimo se Dell considerasse Ubuntu essere sia supportato dalla comunità che commercialmente, ma questa è un’altra storia ;-) ).

Secondo, possiamo iniziare a guardare ai modi di cambiare il modello in modo che ci sia un incontro migliore tra le aspettative dei clienti e le economie dell’industria. Per esempio, se sei una di quelle persone che ha votato per Linux pre-installato su Dell Ideastorm, saresti felice di ricevere un computer Dell senza Sistema Operativo e con un disco Ubuntu nella scatola, che tu installi senza supporto da Dell? Che succede se è stato consegnato con l’assicurazione che l’insieme dei componenti che hai configurato *deve* funzionare, ma senza garanzia vera e propria?
Possiamo mettere a punto i parametri per raggiungere il punto in cui tu sia soddisfatto, e Dell possa ottenere un profitto ragionevole assumendosi solo un rischio ragionevole? Risolvi questa cosa, e penso che potremmo arrivare molto più vicini a risolvere il bug #1 (ovvero, che Windows gira sulla maggior parte dei computer del mondo).

Aggiunta:

Naturalmente, alcuni rivenditori si specializzano nelle pre-installazioni di Linux. Il mio favorito è System76, che ha una grande varietà di desktop e portatili i quali hanno Ubuntu pre-installato. Complimenti a loro per essere riusciti ad individuare il mercato e averlo saputo sfruttare.

Fine della traduzione.

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8 Responses to “Mark Shuttleworth a proposito della Questione Linux PC”

  1. Sofisma Says:

    Analisi interessante…
    Comunque sia, Dell potrebbe sempre produrre linee di PC e Notebook con una sorta di certificazione “Ubuntu”, magari con tanto di logo, senza dover per forza preinstallarlo.
    Ovviamente la certificazione non dovrebbe ridursi ad un semplice logo, ma ad un minimo di supporto alla comunità Ubuntu, supporto software, driver e documentazione.
    In questo modo non dovrebbe sborsare chissà quali cifre, nessuno toccherebbe la Microsoft e all’utente rimarrebbe la possibilità di acquistare un PC Ubuntu o Windows ugualmente certificati e supportati.
    Mi pare la cosa sia irrealizzabile.
    Comunque sia.. e gia molto che si parli di Linux, o quanto meno ci sia un qualche interesse, poi una formula si troverà.

  2. ubuntista Says:

    Secondo me Mark ha ragione su come Dell può ragionare riguardo a Linux.
    La vedo meglio con un “piccolo” retailer piuttosto che con il n.2 al mondo.

  3. McKenzie Says:

    mah… per me basterebbe che l’hardware sia tutto compatibile con linux, è non è poi così difficile basta che stiano attenti alla wireless, alla scheda audio, ai card reader e un po di attenzione all’acpi… anche se il sistema non c’è me ne frego… ce la metto io ubuntu anche visto che installarla su un hdd vuoto e renderla operativa è facilissimo

  4. diggi Says:

    a questo punto penso che la palla passi a system76, se vuole può scegliere di avvalersi della collaborazione dei LUG e anche dei singoli come me. Certo che in questo modo viene tagliato fuori il volontariato, almeno per ciò che riguarda la ditta in questione.

    Comunque, chiunque abbia una partita iva può assemblare e vendere un computer con Ubuntu preinstallato, no?

    ps: Un grazie per la traduzione, te ne sono grato ;D

  5. ubuntista Says:

    prego! :-)

    Simone


  6. […] è espresso riguardo il discorso di avere Linux preinstallato sui PC. Per i non anglofoni, sul Blog Ubuntista è presente una traduzione del suo […]

  7. vingiul Says:

    E non sarebbe anche possibile preinstallare UN Linux qualsiasi (anche chiamato Dell), e fornire un CD con il Linux prescelto? Per la garanzia, verrebbe dimostrato il funzionamento iniziale del PC, e se poi ci fossero anche i drivers relativi, sarebbero tutti contenti.
    vingiul

  8. kabababrubarta Says:

    Nice site! kabababrubarta


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