UbuntuPC

14-03-2007

Alcune riflessioni sul discorso di Ubuntu Linux preinstallato su PC in vendita.

UbuntuPC

IDEA

Offrire computer con Ubuntu Linux preinstallato, con un servizio paragonabile a quello offerto da grandi BIG del settore (HP, Dell). Il mercato di riferimento è quello italiano.

Tale servizio dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

1) Vendita online di PC (Desktop, Notebook, Thin, Fanless).

2) Eventuale vendita di componenti esterne (stampanti, scanner, modem, router, monitor) che siano perfettamente funzionanti con Ubuntu Linux.

3) Servizio di assistenza online/telefonica/on site per l’UbuntuPC.

4) Garanzia.

5) Prezzi competitivi rispetto ad equivalenti PC con Windows preinstallato.

6) Disponibilità gratuita delle immagini ISO di Ubuntu preinstallato, permettendo a chiunque di acquistare l’hardware altrove e installare Ubuntu, ma NON di usare tali immagini ISO per motivi commerciali.
7) Permettere a volontari ed appassionati di contribuire al successo di questa idea.

Sarebbe inoltre auspicabile che il servizio:

8) Migliori la diffusione di Ubuntu e dell’informatica FOS, contrapposta all’informatica proprietaria.

9) Migliori il rapporto degli utenti con i loro PC

Questo progetto potrebbe essere “adottato” e gestito da Canonical e reso ufficiale.

ASPETTI SECONDARI

Oltre ai sopracitati punti, potrebbe essere interessante offrire anche:

11) backup criptato in rete.

12) Piattaforma per permettere a terze parti di offrire assistenza verso il PC del cliente, in maniera funzionale e sicura (remote desktop e simili).

13) Un servizio identico, disponibile in altri paesi e in altre lingue.

14) Una documentazione completa sull’utilizzo del proprio sistema, con riferimenti espliciti e dettagliati a svariati utilizzi professionali (ad esempio, una piccola azienda può essere interessata a soluzioni FOS per la fatturazione, o per la gestione del magazzino, e tale documentazione potrebbe sopperire a tale necessità).

In particolare, il punto 12) sarebbe interessante, e in pieno spirito Ubuntu, qualora il progetto venisse “adottato” da Canonical.

SOGGETTI ATTUATORI

I soggetti attuatori di UbuntuPC potrebbero essere, in alternativa:

A) Un ente non-profit che diriga i proventi verso iniziative FOS (Free and Open Source) o verso Ubuntu.

B) Canonical, la quale usufruirebbe degli utili derivanti dall’idea.

C) Una azienda privata, seguendo un Business Model che sia rispettoso dei principi del mondo FOS. In questo caso, l’eventuale contributo di volontari dovrebbe essere “rispettato” e non “sfruttato”, e tutti dovrebbero essere messi al corrente di quando una loro attività può generare profitto per una azienda.

Immaginiamo che in qualsiasi caso, il nome dell’Ente o Azienda o Gruppo di persone sia UbuntuPC.

La principale differenza tra i soggetti attuatori è chi beneficia degli utili. Per il resto, si tratta comunque di rendere sostenibile una idea imprenditoriale.

ESEMPI ESISTENTI

Un esempio di discreto successo (con un soggetto auttuatore di tipo C) è http://system76.com, che vende PC e Portatili con Linux preinstallato.

PRINCIPALI DIFFICOLTA’

Indipendentemente dal soggetto attuatore, la difficoltà principale è rendere profittevole e sostenibile tale business (i cui proventi poi finiscono in posti diversi a seconda dei casi).

Il mercato dei PC con Linux è sicuramente cresciuto, ma ritengo che solo un team di persone snello e ben organizzato può rendere questa cosa interessante.

L’altra difficoltà è rappresentata dal supporto hardware per Linux, mancante in alcuni casi. Bisognerebbe quindi limitarsi ad utilizzare hardware pienamente compatibile con Linux, e preparare solo poche specifiche configurazioni di hardware, per evitare che il costo della prima configurazione pesi troppo sul prezzo finale del PC.

Le cose da fare potrebbero essere:

1) Scegliere due partner commerciali (per esempio, HP, Dell, Essedi) ai quali rivolgersi per rifornirsi di hardware senza Windows preinstallato. Tali partner potrebbero fornire alcuni PC gratuitamente e/o permettere prezzi all’ingrosso interessanti, poiché l’idea offrirebbe loro una porta d’ingresso nel mondo dei PC con Linux. Va evitato che queste aziende siano facilmente in grado di “fagocitare” l’idea e farla loro e quindi risparmiando sui costi di startup dell’operazione.

2) Testare alcune configurazioni dell’hardware scelto, e offrirle in vendita online.

3) Approntare una sede operativa in cui arrivano i PC, viene installato Ubuntu, viene testato il funzionamento, viene spedito al cliente.

4) Approntare una linea telefonica per fornire assistenza a pagamento agli utenti che ne necessitino

5) Permettere a terze parti di contribuire al testing di una piattaforma, e di poterla successivamente vendere, “certificandosi” così come partner dell’idea, pagando una percentuale del prezzo chiesto all’acquirente.

6) Attivare una rete di supporto di appassionati e professionisti, senza garanzie da parte di UbuntuPC.

7) Attivare uno strumento per il supporto da remoto direttamente sul PC (qualcosa come Remote Desktop).

8) Gestire fatturazione, documenti di trasporto, magazzino, tutti gli altri aspetti fiscali, la gestione delle garanzie, l’aggiornamento del sito web.

CHI SONO IO?

Simone Brunozzi, appassionato di informatica e utilizzatore di Ubuntu.

Sto cercando di portare un contributo “strategico” all’eventualità di offrire PC con Ubuntu preinstallato sul mercato italiano. Il mio ruolo al momento è semplicemente quello di libero pensatore e appassionato.

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Righterous software, una azienda di Houston (Texas) specializzata nel backup, annuncia che la sua linea di Continuous Data Protection (CDP) supporta da oggi anche server Debian e Ubuntu.
Ottima notizia, considerando che l’aspetto backup è forse uno dei peggio supportati in ambienti Linux.

Leggo, via Punto Informatico, della classifica delle Top100 università mondiali: l’unica italiana è La Sapienza, ovviamente al centesimo posto. Che tristezza.
Mi viene in mente: perchè non battiamo tutti con la prima università su Second Life?