Second Life

10-03-2007

E’ ormai innegabile il mio interesse verso Second Life: un vero e proprio SISTEMA OPERATIVO, secondo me, dato che permette di creare applicazioni, contenuti, software, eccetera.
Luca De Biase del Sole 24 ore (che ringrazio pubblicamente per aver risposto ad una mia email in cui gli proponevo un articolo su Second Life, e poi ne ha scritto senza nemmeno chiedermi qualcosa (sì, è ironico ovviamente!)) lo definisce una sorta di browser a tre dimensioni. Sbagliato, caro Luca. Il web 2.0 in un browser non può fare le stesse cose che può fare un sistema operativo. Ergo: è un nuovo sistema operativo, non un browser.

Non so come, ma credo che Second Life potrà rivoluzionare il modo di fare e-learning (oltre a migliaia di altre cose). Piccolo e timido esempio qui. Potrà forse anche rivoluzionare il modo di lavorare, e di conoscersi.

Secondo me, il Linux del futuro potrebbe essere questo. Soprattutto considerando che alla lunga rilasceranno tutto il codice in Open Source (e forse in GPL). Credo e spero che questa nuova era venga affrontata con spirito libero, e che non sorga una nuova Microsoft a “inquinare” il mercato, e la libertà delle persone.
Ma forse sono i soliti sogni irrealizzabili.

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6 Responses to “Second Life”

  1. Francesca Says:

    Mi trovo d’accordo. Anche secondo me Second Life è una straordinaria occasione.

  2. lollolo Says:

    Second Life fa parte, ormai da un paio di mesi, della mia vita:
    Un mondo dove le occasioni non mancano certamente, anzi, Simone, colgo l’occasione per dire la mia… Ubuntista in Second Life… Sarebbe bello, tempo e passione permettendo…


  3. Second Life non gestisce in alcun modo l’hardware, non interagisce a basso livello con il calcolatore. Ergo non ha niente a che vedere con i Sistemi Operativi. Secondo la tua definizione (“permette di creare applicazioni, contenuti, software, eccetera”) molte altre cose (che non lo sono) potrebbero essere considerate un sistema operativo. Per chiarezza leggere http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_Operativo

    “Un generico sistema operativo moderno si compone di alcune parti ben definite: un gestore di file system che si occupa di esaudire le richieste di accesso alle memorie di massa, un gestore di memoria virtuale che alloca pagine di memoria a richiesta e si assicura che questa sia presente nella memoria fisica al momento giusto, uno scheduler che assicura ai vari processi in esecuzione una ben definita quantità di tempo di elaborazione, uno spooler che accumula i dati da stampare e li stampa in successione, una interfaccia utente (shell o GUI) che permette agli esseri umani di interagire con la macchina ed un kernel, fulcro del sistema, che gestisce il tutto. A seconda dei casi, un particolare sistema operativo può avere tutti questi componenti o solo alcuni”

  4. ubuntista Says:

    Ciao, eventualmente!

    Mi sento di poter affermare che conosco cosa significhi “Sistema Operativo”.

    La cosa importante non è se gestisce o meno l’hardware, ma che cosa può offrire all’utente. Per questo motivo lo ritengo una “specie” di sistema operativo.

    E’ ovvio che ha sempre bisogno di un VERO sistema operativo su cui far girare il Client :-)


  5. Doh…un altro blog con Hemingway Reloaded…

    (Simo’, lascia perdere Second Life! E’ una nassa… )

  6. ferdy Says:

    Più che sistema operativo io la definirei un’enorme piattaforma di sviluppo, un po’ come Eclipse, NET Studio, Mono, etc…

    Citazione:
    La cosa importante non è se gestisce o meno l’hardware, ma che cosa può offrire all’utente.

    Se è per questo, allora anche un centro commerciale o una gheisha potrebbero essere definiti sistema operativo ;)


I commenti sono chiusi.

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