Bah (OT semi-politico)

09-03-2007

Oggi ho incontrato il Ministro Antonio Di Pietro a Perugia… No, non era venuto per me, ma per fatti suoi :-)

Ho dato un occhio veloce al sito http://www.antoniodipietro.it e mi sono detto:
https://ubuntista.wordpress.com : PageRank 5, AlexaRank 235,228
http://www.antoniodipietro.it : PageRank 5, AlexaRank 219,029

PageRank indica la “popolarità” di un sito all’interno degli indici di un motore di ricerca, è un valore da 0 a 10 a scala logaritmica in base 10 (ovvero, un valore X vale 10 volte meno di un valore X+1).
Alexa Rank indica la popolarità di visite a quel sito per gli indici del motore di ricerca Alexa.com, e un valore più basso indica un valore migliore.
In sostanza, ce la giochiamo alla pari.

Sulla Link Popularity invece Antonio Di Pietro mi batte:
https://ubuntista.wordpress.com : 668
http://www.ubuntista.it : 1249
http://www.antoniodipietro.it : 15.800

Ma nonostante questo, lui è un Ministro, io sono uno qualunque… Ora, mi spiegate come fa ad avere 700 commenti per articolo? E soprattutto… Commenti che al 90% sono frutto di menti contorte e sgrammaticate?
E infine… come mai il Blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it), nonostante sia un sito web di tutt’altra dimensione (paragonabile, se non superiore, a quelli del Corriere e di Repubblica), ottiene solo un migliaio di commenti per intervento?

Risposta del tutto PERSONALE:
Ho il SOSPETTO (non sono sicuro, ma mi limito a sospettare) che qualcuno quei commenti li metta da solo. O no?
Voi che ne dite?

Quanto odio quando sento la puzza di fregatura. Al di là del caso particolare, quanto si fa presto ad ingannare le persone e far loro credere che… Bah. Ci siamo capiti.

Sinceramente, spero di sbagliarmi sul conto del Ministro Di Pietro. Davvero.

Annunci

14 Responses to “Bah (OT semi-politico)”

  1. Davide Says:

    Ci sono siti che vengono commentanti sopratutto da chi non ha un sito web ma è solo un navigatore. Infatti i commenti sgrammaticati sono spesso il frutto di un internauta inesperto e poco abituato a scrivere, ma sopratutto a leggere (non che ci sia nulla di sbagliato in ciò). Per cui la popolarità, il page rank e l’alexa rank non sono correlati né fra di loro né al numero di commentatori.
    Che poi qualcuno voglia fregare… sinceramente non so’, tanto quello che contano sono le statistiche d’accesso dal momento che ci sono tanti utenti silenziosi che però seguono un blog come il tuo con assiduità… io mi sono appena dimostrato ben poco silenzioso ;)
    Ciao.

  2. quarion Says:

    Mi sembra un attacco un pò gratuito… Oltretutto non è vero che il 90% dei commenti siano sgrammaticati. Molti si, ma il 90%…

  3. Francesco Says:

    Sulla puzza di fregatura mi adagio sul vecchio detto andreottiano (chi pensa male fa peccato ma indovina sempre ;)) pero’ nota anche come i curatori di Grillo e Di Pietro siano sempre quelli di Casaleggio e Associati. Che poi la demagogia di Grillo funzioni meglio di quella di Di Pietro e’ un altro paio di maniche pero’ il fatto che ci siano dietro le stesse mani e che certi numeri siano paragonabili….

    Just my .02 cents ;)

    Ciao, f.

  4. markk0 Says:

    Se i commenti sono effettivamente contorti e sgrammaticati, non può che averli scritti lui!
    8-)

  5. ubuntista Says:

    @ Davide: “so” senza accento (scusami, correggere è un mio vizio , ma spero ti faccia piacere, come lo farebbe a me); per il resto, concordo :-)

    @quarion: spiacente, non si trattava di un attacco vero e proprio, ma di una riflessione sul “dietro le quinte” e sul populismo di certi personaggi. Non era un giudizio “politico” su Di Pietro.

    @ Francesco: riflessioni preziose.

    @ markko: :-)

    Ciao

  6. Davide Says:

    @ubuntista: quello accanto a “so” era un apostrofo, non un accento :P
    ma era un errore lo stesso, quindi hai fatto bene a correggermi. Per il resto mi fa piacere che tu concordi. Ciao.

  7. quarion Says:

    ubuntista: Se tu dai del populista ad un politico, lo stai giudicando “politicamente”.

    Quello che non capisco è dove Di Pietro sia populista… soprattutto rispetto ai tanti populisti che animano la scena politica italiana.

    Oltretutto Di Pietro è stato il primo politico italiano che giornalmente pubblica su youtube i resoconti della propria giornata come politico, e sta tentando di attrezzare uno spazio su second life in modo da poter interaggire direttamente con più persone possibili.

    Se hai l’impressione che Di Pietro “gonfi” il suo blog, dicci anche perchè hai questa impressione. Questo tuo post sembrava un attacco esplicito, non un appunto.
    Ma magari sono io che vedo cose che non esistono, e se è così mi scuso.

    La maggior parte dei 700 commenti sono lasciati dalle stesse persone, che sfruttano quel blog come un forum per dialogare anche di cose totalmente OT rispetto al post originale.

  8. ubuntista Says:

    @ Davide: ecco, superficialmente avevo parlato di “apostrofo”, e non di “accento”… vedi che tutti possiamo giovare delle correzioni altrui :-P

    @ quarion:
    A parte i dettagli politici di Di Pietro, che non conosco bene e che quindi non mi permetto di giudicare, e a parte una leggera antipatia data da qualche suo intervento visto (in internet) e non proprio (da me) apprezzato, mi piace invece questo suo interesse verso i nuovi media e i nuovi modi di fare politica (che tu evidenzi).
    Non so se mi sono espresso poco chiaramente, ma intendo “populista” quell’atteggiamento che fa leva su meccanismi conosciuti per “irretire” navigatori internet. Continua a non essere un giudizio sulla “politica” di Di Pietro, ma su tale atteggiamento (di cui peraltro ho solo il sospetto, non la certezza).
    Ho guardato meglio i commenti, in effetti sembra che tu abbia ragione (sono quasi sempre gli stessi), ma ciò non toglie dubbi sulla effettiva esistenza di tali commentatori :-)
    Ciao

  9. quarion Says:

    Ubuntista, si può dire la stessa cosa di coloro che scrivono commnenti in un qualsiasi blog!

    Ripensando alle tue parole e al blog di di pietro, forse potrebbero essere gli stessi iscritti al partito a confrontarsi sull’argomento..

  10. mattions Says:

    Io ho scritto alcuni commenti sul blog di Di Pietro.
    La tua analisi è viziata dal fatto che non prende in considerazione le diverse comunità a cui si rivolgono i due siti.

    Io non credo che uno come Di Pietro si metta scrivere o faccia scrivere a qualcuno i commenti sul suo blog.

    Inoltre lanciare accuse senza prove è semplicemente inutile e crea dei fraintendimenti.

  11. ubuntista Says:

    mattions: Parlavo di SOSPETTO, non di accuse.

    Tu stesso hai semplicemente una opinione personale. Il mio sospetto resta, eccome.

  12. mattions Says:

    Ok… è giusto essere sospettosi….
    Mala tempora currunt…

    E’ anche vero che capire che il senso del post non accusatorio è stato capito in maniera sbagliata da più della metà dei commentatori.

    sospetto++

  13. mattions Says:

    ecco + o – come il mio precedente commento, che è totalmente criptico :P


  14. Il popolare giornalista candidato con la lista “Italia dei Valori”

    Antonello De Pierro a Ladispoli

    Nella cittadina litoranea laziale tanti applausi e consensi per il
    direttore di Italymedia.it che ha chiesto a tutti i presenti “di riflettere secondo coscienza sul programma del partito e, per tutelare realmente i diritti di tutti, sostenere “Italia dei Valori”

    Ladispoli (RM). Grande successo, come da copione, l’altra sera a Ladispoli, nei pressi di Roma, per l’incontro avuto dal noto giornalista Antonello De Pierro con un folto gruppo di simpatizzanti del partito “Italia dei Valori”. Il direttore di Italymedia.it che, nella cittadina balneare è candidato al Comune nella lista che fa capo ad Antonio Di Pietro, in un noto ristorante del posto, gremito al limite della capienza, ha presentato il suo programma ed ha spiegato i motivi della sua candidatura. Una scelta nata sulla consapevolezza di un’affinità ideale con la politica del partito, maturata giorno per giorno, dopo il distacco, come ha spiegato lo stesso De Pierro, dall’orbita dei Verdi, per alcuni motivi interni che però non ha citato. Da quanto appreso dalla voce del cronista romano, noto per le sue battaglie mediatiche nel campo del sociale e in particolar modo dei diritti, soprattutto sulle frequenze di Radioroma, la sua presenza tra le file della locale lista “Italia dei Valori”, non nasce da un proposito di affermazione personale, ma dalla volontà di apportare un contributo di esperienza professionale al partito, che tra l’altro per queste elezioni amministrative 2007 ha schierato una squadra fortemente competitiva, rappresentando praticamente tutte le figure dell’universo sociale. Un gruppo compatto, che fa paura a molti, che pur tra una raffica di tentativi di contrasto, punta dritto alla linea del traguardo finale, con la previsione ottimistica di un altisonante successo svelato dall’atteso verdetto delle urne. A capeggiare la lista è Giovanni Crimaldi, segretario politico di Ladispoli, seguito dal segretario dei giovani Biagio Camicia, ma tra gli altri spiccano il vicesegretario Silvio Leo e l’ingegnere informatico Giacinto Spinillo. Ben rappresentate anche le donne, da Valentina Fanelli, esperta di diritto, a Valentina Ferrara e ancora a Clara De Ruosi.
    De Pierro, legato alla corrente capeggiata dal segretario romano Roberto Soldà, si è avvicinato al movimento che ha fondato la sua linea politica sui temi dei valori e della legalità, dopo la posizione assunta da Antonio Di Pietro sull’indulto, quando ha ingaggiato una furiosa battaglia giornalistica contro il provvedimento, che potrebbe sintetizzarsi in quanto scritto all’indirizzo http://www.italymedia.it/editoriale/010.html
    Ma per comprendere meglio la linea portata avanti dall’attivissimo e intransigente direttore di Italymedia.it pubblichiamo una sintesi di quanto detto l’altra sera, rimandando per gli approfondimenti generali al sito ufficiale della sua candidatura http://www.italymedia.it/depierroladispoli

    Cari amici,
    sono qui per comunicarvi i motivi che mi hanno spinto ad accettare la candidatura alla carica di consigliere per il Comune di Ladispoli.
    Parto innanzitutto dalla scelta della lista, la cui offerta ho accettato con grande entusiasmo. Quando alcuni mesi or sono si è votata in Parlamento la vergognosa legge sull’indulto, in cui ogni compagine partitica sembrava avere più o meno qualche interesse elettorale, e il partito “Italia dei Valori”, con in testa il suo presidente Antonio Di Pietro, si è opposto immediatamente a tale manovra legislativa che vanificava il lavoro di magistratura e forze dell’ordine e mortificava il concetto di legalità, lanciando un messaggio fortemente negativo al tessuto sociale e abbassando sensibilmente nei profili mentali della gente l’indice di gravità di alcuni reati, io personalmente mi sono subito schierato contro questo grave provvedimento, che va ad inficiare la sicurezza e il concetto stesso di legalità, contenendo tra l’altro elementi paradossali e illogici, scrivendo immediatamente un editoriale sull’argomento, pubblicato tra le pagine di Italymedia.it, il portale di informazione di cui sono direttore, all’indirizzo http://www.italymedia.it/editoriale/010.html
    Le affinità ideali col movimento di Antonio Di Pietro, mi hanno avvicinato al gruppo, maturando sempre più la convinzione di avere un alto numero di elementi concettuali in comune, anche dopo aver ascoltato più volte con attenzione gli interventi politici del leader. Il senso di giustizia sociale e l’alto spirito di legalità, elementi che hanno da sempre illuminato e guidato il mio percorso giornalistico, costantemente al servizio della gente e mai delle trame del potere, li ho colti integralmente nei concetti espressi, perfettamente allineati con i miei, e tra l’altro uditi per la prima volta dalla voce di un politico, esplicitati con grande spontaneità e passione oratoria, senza la minima traccia di retorica. Ho trovato tra l’altro un gruppo di altri tempi, dove il protagonismo del singolo non trova spazio e se accenna ad emergere viene subito soffocato, dove la struttura oligo-verticistica è una prerogativa di altri, dove invece lo spirito di gruppo regna sovrano e porta avanti gli ideali verso un successo di affermazione dei principi sostenuti e giammai del singolo elemento.
    Un’oasi di sana politica su un proscenio generale di cariatidi incollate agli scranni, in nome di un potere da difendere strenuamente, dove le esigenze del popolo sono relegate ai margini più remoti delle priorità e il tutto è condito da demagogia esasperata e distribuita copiosamente al solo fine di racimolare consensi elettorali.
    Giornalisticamente mi sono sempre adoperato, insieme ai miei collaboratori, per denunciare inefficienze, abusi, soprusi, ed ho pensato di contribuire all’affermazione dei principi di giustizia anche tramite un impegno politico.
    Nell’arido deserto di valori in cui purtroppo boccheggia la nazione, c’è urgente bisogno di affermare gli stessi con impegno ed abnegazione, da parte di tutti coloro i quali credono che il cambiamento sia realmente possibile e non solo impantanato in sterili speranze di sapore onirico e utopistico.
    La scelta di Ladispoli è da ricercare in un antico legame che ho il piacere di avere con la cittadina alle porte di Roma. Si tratta di un legame affettivo, fatto di elementi relazionali amicali con alcuni cittadini, nonché di elementi turistici, nel senso di averla scelta da sempre come meta per le mie sortite fuori porta.
    Nel corso degli ultimi anni ho assistito con dispiacere ad una gestione amministrativa sempre piuttosto superficiale e involutiva sul territorio, ma nel corso dell’ultimo mandato la stessa è diventata praticamente inesistente o scriteriata, con un paese, già afflitto da problemi di origine atavica, che è stato stritolato dal degrado e dall’immobilismo totale di chi avrebbe dovuto invece adeguarlo alle esigenze sempre più pressanti dei cittadini.
    Si può fare molto, anzi si deve, e questo è un preciso e inderogabile impegno elettorale dell’Italia dei Valori dopo l’ingresso nel consiglio comunale.
    Un problema che mi sta particolarmente a cuore è legato al sacrosanto diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Carta Costituzionale, e regolarmente calpestato nelle strutture sanitarie pubbliche del territorio.
    È giusto e di rigore adempiere i doveri, ma quando si parla di diritti, vanno rispettati senza indugi e nessuno può e deve permettersi di negarli.
    Abbiamo assistito ad una interminabile e dolorosa sequenza di carenze nell’ambito della sanità pubblica, per cui, spesso gli utenti (o pazienti, è proprio il caso di dire) sono stati dirottati dalle impellenti esigenze, verso le strutture private.
    Questa è una vergogna che deve finire, insieme all’alto prezzo pagato dai cittadini.
    L’impegno su questo terreno è di non fare sconti a nessuno.
    Passando all’articolo 4 della Costituzione, che tutela il diritto al lavoro e prevede che lo stato si adoperi affinché questo venga rispettato, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un vero e proprio attentato nei confronti di questo precetto costituzionale.
    Il baratro di un futuro all’insegna del precariato e dell’incertezza si è sempre più allargato sul percorso professionale e biologico delle nuove generazioni.
    A livello locale purtroppo non si può fare molto in questo senso, però perfettamente in linea con quanto sostenuto in campo nazionale dal ministro Di Pietro, mi impegno da un lato a proporre un trattamento privilegiato alle aziende del territorio che garantiranno contratti a tempo indeterminato, regalando quindi una concreta speranza di stabilità futura, e dall’altro una severa penalizzazione delle strutture che continueranno a sostenere la vergogna dei contratti a termine, tanto cari alla Destra per meri fini statistici.
    Un altro impegno che richiede un attivazione istituzionale urgente riguarda il piano urbanistico, concepito senza una logica, con un labirinto di sensi unici e divieti di accesso e con le infrastrutture al collasso, soprattutto per quanto concerne la rete idrica e fognaria.
    Carattere di urgenza rivestono alcuni provvedimenti in tema di sicurezza, a fronte di una crescita demografica esponenziale e multietnica, fenomeno che insieme a risorse benefiche per la collettività, trascina inevitabilmente con sé elementi delinquenziali e con un rilevante carico potenziale di pericolosità sociale.
    Ci sono metodi che risalgono a secoli addietro, che prevedevano il mantenere la gente nell’ignoranza per favorire il sonno delle coscienze. I governi nazionali di Destra hanno incarnato perfettamente questi concetti metodici. A Ladispoli non credo che si sia giunti a questo, anche se oggettivamente per la cultura è stato fatto davvero poco, e questo è grave per un’Amministrazione di Centrosinistra, che per formazione storica deve nutrire le menti.
    Gli appuntamenti culturali sono stati lesinati come l’acqua nel deserto a una cittadinanza che fortunatamente possiede invece una naturale predisposizione verso lo scibile e una fertile vocazione nei confronti della crescita umana e intellettuale.
    È ora di promuovere la cultura, quella vera, nel territorio di Ladispoli, con l’incentivare eventi di grande spessore con iniziative mirate, non tralasciando mai la crescita umana e l’integrazione sociale dei portatori di handicap, nonché della comunità immigrata che ha raggiunto ormai una consistente percentuale di presenze nel computo territoriale.
    Tali eventi, di riflesso porterebbero linfa vitale al settore turistico, ampiamente penalizzato negli ultimi anni, valorizzando e rinvigorendo le strutture alberghiere presenti sul territorio.
    Per realizzare tutto ciò serve l’impegno di tutti voi, nel votare “Italia dei Valori” nel segreto della cabina elettorale e nel sostenerci dopo l’ingresso nelle stanze delle decisioni amministrative.
    Grazie a tutti.


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: