Ma che sbadato!
14-01-2008
Sono un grande sbadato. E’ da più di un anno che scrivo in questo blog (e prima scrivevo in un blog simile), e ancora non ho mai specificato la LICENZA D’USO di ciò che scrivo, e dei commenti che ricevo. GRAVISSIMO!
Desidero pertanto esplicitare a vossignori che TUTTO il materiale di questo sito, inclusi i commenti, escluso il materiale preso altrove, è pubblicato con una licenza Creative Commons di tipo BY-NC-SA 2.5, ovvero:
Attribuzione: dovete SEMPRE citare la paternità di ciò che pubblico;
Non Commerciale: non potete usare questo materiale per scopi commerciali (in tal caso contattatemi direttamente, di solito non ho obiezioni);
Condividi allo stesso modo: qualsiasi opera derivata da questo materiale deve essere rilasciata con la stessa licenza;
Mi sembra tutto chiaro, vero?
Perdonatemi, quindi, l’omissione (da uno che evangelizza i Creative Commons da cinque anni ci si poteva aspettare di più, vero?).
Minibuntu
23-12-2007
Come spesso accade, l’ottimo Fabrizio Balliano ha rilasciato Minibuntu, un liveCD di Ubuntu privo di tutti gli “extra” non necessari. Ottima idea!
(Grazie ad Antonio per aver segnalato la cosa nel suo blog)
Fabrizio, il 18 gennaio 2008 dovrei essere a Torino per COMMUNIA (parlerò di BeeSeek), promettimi che finalmente ci conosciamo dal vivo!
Diventa creativo
01-06-2007
Un ottimo video in italiano che spiega Creative Commons, semplice ed essenziale.
Bravi!
Leggo un nuovo post nel blog di Mark Shuttleworth, e come al solito mi stupisco di quanto questo essere umano sia capace di centrare il punto, di dire cose che, almeno a me, appaiono perfettamente giuste.
Mark ammira Richard Stallman, per il modo in cui ha sempre descritto l’importanza del free software.
Mark è infatti convinto che non l’open source, ma il “free” software sia alla base della grande innovazione a cui abbiamo assistito.
Purtroppo, esistendo molte varianti (BSD, GPL, LGPL, eccetera) di licenza, si genera soltanto una grande confusione, e meno coerenza tra i vari software esistenti.
Cosa può essere fatto, si domanda Mark?
Ispirarsi a Creative Commons, creando un’area centrale che copra tutte le varie combinazioni di licenze possibili, che esisterebbero comunque. Ciò permette di scegliere la propria licenza con chiarezza, e di esporla con chiarezza agli utenti, evitando la “balcanizzazione” (frammentazione) attuale.
OSI (Open Source Initiative) deve decidere se continuare a favorire questa frammentazione, o prendere spunto da Creative Commons per integrare il tutto in una unica soluzione.
Concordo perfettamente con Mark Shuttleworth: anche questo è uno dei grandi nodi da sciogliere per favorire la diffusione di software libero e aperto.