D’accordo, la libertà è fondamentale per entrare nel consorzio umano, no alle olimpiadi, no alla cina, le grandi potenze dovrebbero avere il coraggio di porre l’embargo su questi dittatori capitalisti in giacchetta rossa.
Voglio provare a farlo.
Chiedere al comitato olimpico italiano, alle federazioni sportive ed agli atleti che saranno a Pechino, di portare con sé un segno di solidarietà con il popolo tibetano. Magari anche solo una fascetta con i colori nazionali del Tibet.
Forse è giusto non boicottare le Olimpiadi, ma portare un simbolo del genere magari sul podio potrebbe dare un senso ai Giochi nonostante i morti.
Storicamente, fin da quando furono inventate, le olimpiadi sono state occasione di competizione sportiva e leale: nell’antica Grecia le guerre venivano interrotte in occasione dei giochi. Anche per questo credo sia sbagliato boicottarle. I valori dello sport hanno valenza universale, e possono superare facilmente le diversità culturali, sociali, linguistiche, ideologiche,… Intendiamoci, non sono un ingenuo, non credo che i giochi olimpici saranno mai in grado di portare la pace nel mondo. Dico solo che boicottandoli non si otterrebbe assolutamente un bel niente, mentre partecipandovi (con idee simili a quelle di aleks) si potrebbe dare un segnale forte e portare un messaggio di solidarietà e di pace proprio là dove ce n’è bisogno, direttamente sul posto. Sempre meglio che starsene lontani a puntare il dito senza però fare nulla di concreto. Le olimpiadi dovrebbero essere un’occasione di dialogo, non un pretesto per raffreddare ulteriormente i già gelidi rapporti tra l’occidente e questa superpotenza moderna… Almeno questo è quello che penso io. :)
Daniele: capisco cosa intendi, ma credo che tu non abbia ben presente la situazione :-(
Secondo me la tua riflessione non è adatta alla faccenda Cina-Tibet.
17-03-2008 at 13:15
Aderisco
17-03-2008 at 13:42
Aderisco
17-03-2008 at 14:20
Aderisco
17-03-2008 at 18:59
Anche io Aderisco.
Anzi lo urlo.
A D E R I S C O ! ! !
17-03-2008 at 19:43
[...] Pechino si levi dai coglioni, prima i diritti umani, poi le Olimpiadi. via Ubuntista. Leggi i post nelle stesse categorie: News, [...]
17-03-2008 at 21:44
D’accordo, la libertà è fondamentale per entrare nel consorzio umano, no alle olimpiadi, no alla cina, le grandi potenze dovrebbero avere il coraggio di porre l’embargo su questi dittatori capitalisti in giacchetta rossa.
17-03-2008 at 22:21
Aderisco. Ma non servirà a nulla. Pecunia non olet. E non si impregna di sangue.
18-03-2008 at 00:06
Voglio provare a farlo.
Chiedere al comitato olimpico italiano, alle federazioni sportive ed agli atleti che saranno a Pechino, di portare con sé un segno di solidarietà con il popolo tibetano. Magari anche solo una fascetta con i colori nazionali del Tibet.
Forse è giusto non boicottare le Olimpiadi, ma portare un simbolo del genere magari sul podio potrebbe dare un senso ai Giochi nonostante i morti.
18-03-2008 at 13:45
ottima idea, cosi’ pur partecipando si lancia un messaggio.
Aderisco anch’io.
18-03-2008 at 19:59
Storicamente, fin da quando furono inventate, le olimpiadi sono state occasione di competizione sportiva e leale: nell’antica Grecia le guerre venivano interrotte in occasione dei giochi. Anche per questo credo sia sbagliato boicottarle. I valori dello sport hanno valenza universale, e possono superare facilmente le diversità culturali, sociali, linguistiche, ideologiche,… Intendiamoci, non sono un ingenuo, non credo che i giochi olimpici saranno mai in grado di portare la pace nel mondo. Dico solo che boicottandoli non si otterrebbe assolutamente un bel niente, mentre partecipandovi (con idee simili a quelle di aleks) si potrebbe dare un segnale forte e portare un messaggio di solidarietà e di pace proprio là dove ce n’è bisogno, direttamente sul posto. Sempre meglio che starsene lontani a puntare il dito senza però fare nulla di concreto. Le olimpiadi dovrebbero essere un’occasione di dialogo, non un pretesto per raffreddare ulteriormente i già gelidi rapporti tra l’occidente e questa superpotenza moderna… Almeno questo è quello che penso io. :)
18-03-2008 at 21:24
Daniele: capisco cosa intendi, ma credo che tu non abbia ben presente la situazione :-(
Secondo me la tua riflessione non è adatta alla faccenda Cina-Tibet.