A proposito dell’omicidio di Perugia
10-11-2007
Rompo il mio silenzio su un omicidio che si è consumato a circa 30 metri da dove lavoro quasi ogni giorno, ovvero a Perugia, vicino all’Università per Stranieri.
Meredith, una giovane ragazza inglese, è stata uccisa in maniera barbara.
Voglio solo fare un piccolo commento, che forse non c’entra niente con la vicenda ma che invece c’entra eccome: cari amici, care amiche, le droghe, l’alcool, e il sesso facile secondo me sono squallidi. Liberissimi di continuare, ma penso che nella vita ci siano cose dannatamente più divertenti, appaganti e coinvolgenti.
Avete paura, vi annoiate, non riuscite a reagire? REAGITE. Nessuno dice che è facile, ma FATELO, per Dio.
E, per favore, evitiamo dell’inutile razzismo/xenofobia: credo che dobbiamo solo essere d’accordo sul fatto che i delinquenti vanno puniti per bene, se non altro per difendere chi li subisce, e questo è indipendente dalla nazionalità.
Ultima: avete capito che Meredith era una ragazza che si divertiva “parecchio” in giro, e che fumava canne? Beh, io non ci vedo nulla di male, se non altro perchè a Perugia quelli della sua età lo fanno spesso. Da questo punto di vista, lei era normale.
La cosa triste è che si è imbattuta in qualcuno che meriterebbe tante, tante, tante martellate nei testicoli. Ma tante.
UPDATE: Montoya mi conferma quello che pensavo, e cioè che Sollecito sia stato un mio alunno quando ancora insegnavo Compilatori all’Università degli Studi (a proposito, grazie per avermi insulsamente tagliato fuori favorendo un “baronetto” marito di un’altra “baronetta”, la mia vita è ora migliore, purtroppo per voi).
Dopo aver visto una sua foto sui banchi di Informatica ho ricollegato tutto, e mi ricordo perfettamente di lui. Era un ragazzo nella norma, partecipava alla lezione, aveva uno sguardo vispo, e sicuramente non avrei mai immaginato che sarebbe stato coinvolto in cose del genere.
Peccato.