Esistono moltissimi filesystem, tra cui spicca ZFS, un filesystem (tra l’altro, anche Volume Manager) creato da Sun Microsystems e rilasciato con licenza Open Source. Vi ho mai detto che AMO Sun? :-D

Leggo su slashdot.org questo articolo in inglese, che conferma le mie impressioni su OpenSolaris e soprattutto su ZFS: come creare una soluzione NAS/SAN (Network Attached Storage / Storage Area Network) ad una frazione del costo “solito”.

zfs

Non solo condivido in tutto e per tutto l’articolo, ma rilancio con due cose.

1. Perchè Linux e in particolare Ubuntu non iniziano a ragionare su ZFS?

2. Perchè aziende e Pubbliche Amministrazioni non la smettono di regalare soldoni a Symantec, EMC2 e compagnia bella (che vendono soluzioni di storage a prezzi stellari)?

10 Responses to “ZFS, il filesystem del futuro… A quando in Ubuntu?”

  1. montoya Says:

    Caro Simone,
    io gia da tempo me lo sto chiedendo, dato che le caratteristiche di questo FS sono spaventose. Leggendo in alcuni blog si capisce che ci sono problemi, prima di licenze, poi di compatibilità.
    Non so… speriamo bene ;)

  2. gian Says:

    1. Hai ragione!Fatti sentire che questo è un signor filesystem!
    2. Perchè c’è un gioco di potere troppo alto. Come per Windows.
    Quando capirà la gente?!

  3. Daniele Says:

    il limite attuale è nelle licenze di ZFS e le restrizioni messe da Sun per evitare una diffusione “non controllata” (diciamo così) tramite diversi brevetti utilizzati.

  4. ubuntista Says:

    @ tutti: il discorso licenze se lo potrebbero vedere a quattr’occhi Mark e Jonathan… secondo me sbaraglierebbero la concorrenza!

  5. Daniele Says:

    Simone, se iniziano a fare inciuci a due è la fine. Se un software è libero non richiede patti e alleanze. E’ libero, punto. ZFS ancora non lo è, chissà in seguito.

  6. ubuntista Says:

    Daniele: niente inciuci, intendevo che Ubuntu e Sun potrebbero trovare un accordo per permettere alla prima di usare ZFS, soddisfacendo i requisiti di “Open” che Ubuntu ha sempre avuto.

  7. Daniele Says:

    Simone,

    non volermene, ma IMHO “potrebbero trovare un accordo per permettere alla prima di usare ZFS” è un inciucio non migliore di altri.

    Tutto ciò può sembrare un tantino estremo, ma è il percorso giusto da seguire nel lungo termine. Se si deve scendere a patti in questa maniera, i gradi di libertà se ne fanno in fumo e gestire accordi per ogni singola cosa è impraticabile.

    Se è software libero, non servono accordi, nemmeno royalties. Questo naturalmente a prescindere dalle qualità di ZFS e tutto il resto, naturalmente.

  8. ubuntista Says:

    Daniele, tranquillo che non me la prendo.

    Ho notato che Jonathan Schwartz sta lasciando le redini: prima Java, poi OpenSolaris, poi JavaFX… come vedi la tendenza è quella.

    Secondo me Ubuntu ha senso nel discorso ZFS perchè la grande diffusione potrebbe far crescere enormemente le installazioni di ZFS, a beneficio di molti.

    Le cose estreme a volte sono necessarie, a volte invece bisogna scendere a compromessi… Per esempio: meglio ZFS open source, o le soluzioni EMC2 / Symantec proprietarie, che costano l’ira di Dio?

  9. Daniele Says:

    E’ una questione di punti di vista e obiettivi finali:

    - il “compromesso” mi può stare bene se è rivolto a soggetti (es. aziende) che hanno esigenze particolari e non hanno assolutamente problemi a pagare royalties per l’utilizzo di queste tecnologia nel breve periodo. Hanno la libertà di scegliere cosa sia meglio per loro.

    - il “compromesso” non mi sta più bene se è necessario scendere ad accordi per utilizzare una tecnologia in qualche modo esterna ai criteri base del software libero, per sviluppare su questa tutta una serie di servizi per l’utenza finale. In tal senso Ubuntu può già essere criticabile per alcune scelte passate, aggiungerne altre non mi sembra il caso.

    Nel lungo termine è auspicabile che le scelte convergano al secondo punto di vista.

    Ogni decisione è un compromesso tra scelte. E’ la misura dello stesso ce ci deve guidare all’accettabilità delle opzioni offerte inizialmente o alla ricerca di nuove direzioni / tecnologie da seguire. In altri termini, se il compromesso non è accettabile, si cercano nuove soluzioni. Questo è lo spirito della ricerca.

    Se poi Schwartz rende ZFS con licenza GPL ogni discussione è automaticamente conclusa, obviously :)

  10. ubuntista Says:

    Ciao!
    Concludo, dicendo semplicemente questo: spero che Schwartz pianifichi un rilascio GPL di ZFS, con un piano fatto con Mr.Ubuntu… ecco qui :-)

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